«Gentilucci ha chiamato a raccolta
dei suoi concittadini contro il comitato
anziché cercare di abbassare i toni»
RIFIUTI - Leonardo Catena, consigliere regionale Pd, si inserisce nella diatriba sull'asse Pieve Torina-Montefano dopo la manifestazione contro la discarica di domenica scorsa, cui ha partecipato anche lui: «Il suo ruolo istituzionale dovrebbe spingerlo ad ascoltare le ragioni di chi protesta e favorire il confronto. I cittadini erano lì per contestare una scelta amministrativa e politica che riguarda il loro territorio non per protestare contro chi ha vissuto il terremoto»

La manifestazione di domenica scorsa a Pieve Torina
«Una manifestazione pacifica di cittadini che contestano la scelta del sito per la nuova discarica non può diventare l’occasione per mettere una comunità contro un’altra. E soprattutto non può essere letta come una contrapposizione tra territori o una provocazione». È quanto sottolinea il consigliere regionale Leonardo Catena, intervenuto sulla manifestazione del comitato No discarica Montefano a Pieve Torina e sulle dichiarazioni del sindaco e presidente della Provincia Alessandro Gentilucci.
«Quella mattina ero presente perché invitato dal comitato, così come cerco di essere presente a tante altre iniziative sul territorio – racconta Catena – e ho assistito a momenti di forte tensione. Ritengo, però, che, proprio in situazioni come questa, chi ricopre un ruolo istituzionale debba avere la responsabilità di abbassare i toni, ascoltare le ragioni di chi protesta e favorire il confronto, non alimentare contrapposizioni. Mi chiedo se sia opportuno che un sindaco, per di più presidente della Provincia, risponda a una manifestazione pacifica chiamando a raccolta alcuni cittadini di Pieve Torina, parte dei quali, per quanto abbiamo potuto constatare, non conosceva neppure le ragioni della protesta e il motivo della presenza dei cittadini di Montefano. E mi chiedo se fossero state ottenute le necessarie autorizzazioni per promuovere, nello stesso luogo, una sorta di contromanifestazione, con il rischio di creare tensioni del tutto evitabili».
Catena, tirato in ballo quella mattina da Gentilucci per le questioni relative al terremoto, ha ricordato anche la vicinanza dimostrata da Montecassiano alle comunità colpite dal sisma. «Quando ero sindaco, Montecassiano è stato tra i primi Comuni, nel suo piccolo, a mobilitarsi e a portare donazioni e vicinanza alle popolazioni terremotate. Sono stato in quei territori molto prima di diventare consigliere regionale. Lo dico non per rivendicare qualcosa, ma perché trovo sbagliato rinnegare o indicare gli altri come se fossero “nemici”, rappresentando anche i cittadini di Montefano come persone estranee o irrispettose nei confronti di una comunità che ha vissuto il dramma del terremoto. E poi cosa c’entra? I cittadini di Montefano erano lì per contestare una scelta amministrativa e politica che riguarda il loro territorio non per protestare contro Pieve Torina, contro i suoi cittadini o contro chi ha vissuto il terremoto. Il dissenso verso la localizzazione della discarica è una questione precisa e non può essere trasformato in uno scontro tra paesi».

Leonardo Catena, consigliere regionale Pd
Secondo Catena, anche il richiamo ai cittadini ancora ospitati nelle Sae rischia di spostare il confronto su un terreno che non c’entra con la protesta. «Gentilucci ha sottolineato che ci sono ancora cittadini che vivono nelle Sae e problemi irrisolti legati alla ricostruzione: è giusto che queste questioni vengano affrontate e portate nelle sedi opportune, proprio come ha suggerito di fare lui agli altri, rivolgendosi a chi ha responsabilità e competenze in materia. D’altro canto il centrodestra è al governo regionale da sei anni e al governo nazionale da quattro anni e credo sia legittimo chiedere conto rispetto alla lentezza della ricostruzione e alla carenza di strumenti reali per la rinascita di questi territori. Temi così importanti non possono né dovrebbero essere utilizzate contro altri cittadini, per rispondere a una manifestazione contro la discarica, che riguarda tutt’altra questione. Invitare all’unione delle comunità è giusto. Ma l’unità non si costruisce alzando per primi i toni, né contrapponendole, come lui ha fatto, oppure definendo una sindaca “non all’altezza”. È un giudizio personale grave, che non contribuisce ad abbassare la tensione e non restituisce quell’immagine di equilibrio che ci si aspetterebbe da chi rappresenta l’intera provincia. Alla sindaca Angela Barbieri e alla sua amministrazione esprimo la mia vicinanza. Gentilucci non rappresenta soltanto Pieve Torina. Come presidente della Provincia rappresenta tutti i Comuni e tutti i cittadini del Maceratese, compresi quelli di Montefano. È proprio per questo che da chi ricopre quel ruolo sarebbe necessaria maggiore capacità di ascolto e di mediazione. Il dissenso può essere scomodo, può essere anche duro, ma in una democrazia non va trasformato in una sfida tra comunità. Va ascoltato».
La protesta, sottolinea il consigliere regionale, riguarda le modalità con cui è stata modificata la graduatoria dei siti destinati a ospitare il nuovo impianto. «I cittadini contestano la possibilità di realizzare una discarica nel loro comune dopo che una decisione assunta dalla maggioranza dei sindaci di centrodestra ha modificato la graduatoria elaborata attraverso uno studio dell’Università Politecnica delle Marche, condotto sulla base dei criteri indicati dagli stessi sindaci. Gentilucci porta, dunque, una duplice responsabilità politica: come sindaco di Pieve Torina ha votato a favore dell’emendamento che ha cambiato la graduatoria e, come presidente della Provincia, ha avallato le decisioni assunte dalla maggioranza dei sindaci. Non bisogna inoltre perdere di vista il problema principale: i ritardi accumulati e le scelte compiute nel percorso per l’individuazione del nuovo sito hanno già contribuito a un significativo aumento della Tari, destinato, secondo le previsioni, a proseguire nei prossimi anni e a superare complessivamente il 50%. È su questi risultati e sulle relative responsabilità politiche che la maggioranza dei sindaci di centrodestra dovrebbe confrontarsi, senza spostare l’attenzione su polemiche personali. La questione della discarica resta quella che è: una scelta amministrativa e politica che i cittadini di Montefano hanno pieno diritto di contestare e sulla quale continueremo a confrontarci con determinazione e nel rispetto delle persone e delle istituzioni».
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