«Sicurezza, incantatori di serpenti
hanno avvelenato i pozzi»
Franco Gabrielli dà la carica al Pd
CIVITANOVA - L'ex capo della Polizia ospite della Festa dell'Unità al teatro Cecchetti. Sul fenomeno Vannacci: «E' la certificazione del fallimento delle politiche securitarie di questo governo: usa le stesse identiche parole d'ordine con cui l'attuale maggioranza ha conquistato il consenso». Sul caso Roggero: «Se di fronte ad un video che dimostra l'accaduto, due terzi degli italiani lo legittima un problema lo abbiamo». E su un'eventuale discesa in politica: «Potrei godermi la pensione, invece ho deciso di continuare ad occuparmi di queste cose. Se avrò un ruolo dovrò prendere qualche Maalox»

Franco Gabrielli
«Vannacci è la certificazione del fallimento delle politiche securitarie di questo governo. Se vi fosse un’opposizione più aggressiva Vannacci è il migliore degli argomenti possibili. Usa le stesse identiche parole d’ordine con cui l’attuale maggioranza ha conquistato il consenso. Se c’è chi si fa alfiere di queste considerazioni vuol dire che chi ha governato per 4 anni non ha portato a casa nulla».

Il Teatro Cecchetti gremito
Così Franco Gabrielli, ex capo della polizia, ieri a Civitanova, invitato nell’ambito della festa dell’unità itinerante del Pd, ha presentato in un teatro Cecchetti pieno, il suo libro “Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica”. C’erano tutti gli esponenti locali del Pd: ad aprire la segretaria cittadina Lidia Iezzi assieme al consigliere comunale Francesco Micucci, il segretario provinciale Angelo Sciapichetti, i deputati Irene Manzi e Augusto Curti, il sindaco del Pd di Monte San Giusto Andrea Gentili e il consigliere regionale Leonardo Catena. Ma anche tanta gente comune, alcuni anche di centro destra venuti per ascoltare la ricetta della sicurezza “anti Vannacci”.

Franco Gabrielli e Maurizio Blasi
Gabrielli ha mosso un invito alla sinistra a riapproppriarsi del tema della sicurezza perché «la sicurezza non è né di destra né di sinistra, ma di destra e di sinistra sono le ricette della sicurezza. La destra pensa che passi attraverso lo strumento penale, noi proviamo a dire che può esistere un modo diverso in cui tenere insieme repressione e prevenzione». E in quel “noi” sembra esserci già l’impegno futuro di Gabrielli in una posizione di primo piano in vista delle prossime elezioni politiche, ipotesi che aleggia nel teatro per tutta la durata dell’incontro senza trovare smentite né conferme dirette: «Potrei godermi la pensione, invece ho deciso di continuare ad occuparmi di queste cose. Se avrò un ruolo dovrò prendere qualche Maalox immagino», risponde all’intervistatore, Maurizio Blasi, sollecitato sulla possibilità del suo coinvolgimento diretto.

La serata ha toccato numerosi temi legati alla sicurezza: l’immigrazione, la legittima difesa, il paradosso legato alla sicurezza reale e a quella percepita, panpenalismo, forze dell’ordine e controllo del territorio. Nel suo intervento Gabrielli parte dal principio di verità, scardinando l’assunto che la sicurezza percepita sia un dato ininfluente rispetto ai dati statistici. «La sicurezza percepita non va più derubricata – dice – come se esistesse una contrapposizione tra sicurezza reale e percepita. Se un cittadino si sente insicuro il tema esiste. Nel libro critichiamo le ricette offerte in questi 4 anni, ma ne abbiamo anche per l’opposizione che non ha affrontato questi temi appaltandoli. Il gioco delle parti consiste che chi sta all’ opposizione fra leva sulla percezione e viceversa chi sta al governo fa leva sulle statistiche. Ma non esiste nessun parametro che ci consegni una rappresentazione reale perché la sicurezza reale altro non è che la sicurezza rilevata. Ma il numero delle denunce dei reati non corrisponde ai reati commessi perché ci sono luoghi in cui si ha difficoltà a denunciare come nelle dimensioni domestiche, o dove già la denuncia è un atto di coraggio perché poi si viene sottoposti ad ulteriori e infine perché molti cittadini non denunciano più pensando, a volte non a torto, che denunciare non serve a niente».

Da sinistra, il consigliere regionale Pd Leonardo Catena, l’ex deputato Mario Morgoni, il sindaco di Monte San Giusto Andrea Gentili e i deputati dem Irene Manzi e Augusto Curti
Il dibattito si è poi spostato anche sull’ordine pubblico e sulla mutazione del sentiment del popolo rispetto ai reati: «Incantatori di serpenti hanno avvelenato i pozzi – sostiene Gabrielli introducendo il caso Mario Roggero e legittima difesa – un uomo che esce dal negozio, insegue i rapinatori e fa un’esecuzione uccidendone due e provando ad uccidere una terza persona, al di fuori delle garanzie previste dalla legittima difesa, una persona che oltretutto aveva già usato le armi per minacciare; se di fronte ad un video che dimostra tutto questo, due terzi degli italiani legittima ciò che è avvenuto un problema lo abbiamo. La legittima difesa è lecita quando è attuale, chi esce insegue e fa un’esecuzione non rientra nella legittima difesa».

Gentili e Gabrielli
Sull’immigrazione ha aggiunto: «Nella comunità politica come quella che ci ospita è stato fatto un grave fraintendimento: si continua a sovrapporre protezione internazionale con immigrazione clandestina. I migranti economici che arrivano e vengono accolti ma senza canali veri. La logica accogliamo tutti pure è una assurdità. I rimpatri non sono una bestemmia. L’immigrazione non va né incentivata né criminalizzata, ma va governata. Ma non significa remigrazione che è un’assurdità. Il punto è che occorre fare sicurezza con la prevenzione, ma sdoganare anche la repressione. È come nella medicina, la prevenzione è fondamentale, ma a volte non basta e serve la chirurgia».

La chiusura è sul tema della paura, sulla sua capacità di condizionare la percezione della realtà e quindi anche le scelte politiche, qui Gabrielli individua una delle sfide più difficili da affrontare. Una società più anziana, più impaurita, segnata dalla precarietà e dalla perdita di quello che un tempo era l’ascensore sociale, è oggi anche una società nella quale le informazioni viaggiano rapidamente attraverso social e chat, alimentando sentimenti e rappresentazioni difficili da scardinare. «Oggi si parla di guerra cognitiva», osserva Gabrielli, indicando nella cultura e nella capacità di comprendere i fenomeni uno degli antidoti, insieme al controllo del territorio. Un ragionamento che riporta inevitabilmente al successo di chi, come Vannacci, intercetta paure e sentimenti già presenti nella società. E che Gabrielli sintetizza con una citazione di Christa Wolf: «Non c’è menzogna troppo grossolana a cui la gente non creda, se essa viene incontro al suo segreto desiderio di crederci».

Francesco Micucci, capogruppo del Pd Civitanova





Non ho letto un commento contrario che segua un filo logico, ma solo denigrazione della persona. Non servono ulteriori commenti.
P.S. leggendo che, qualora avesse incarichi, prenderà il maalox, mi è venuto in mente un personaggio maceratese a caso
Il Serpente Incantatore,
finalmente abbiam trovato,
general grande oratore,
‘dittatore patentato’;
percezione è brutta cosa,
si dovrà pure spiegare,
ma a quarto e una gassosa,
c’è buon vino a rimediare;
certi dati se pur scritti,
vanno certo analizzati,
se ne stiano un po’ zitti,
chi allarmi ha pronunciati;
che ci vuol con sicurezza,
prevenire e pur parlare,
tra canzoni e ‘capa ebrezza’,
basta solo ascoltare;
c’è chi parla ancor di razza,
chi vorrebbe importare,
chi poi dice a batter mazza,
se di vero vuoi integrare;
parolai ne abbiamo a iosa,
ma sul campo è assai diverso,
e di certo è un’altra cosa,
pur se alcun hai di traverso;
ci son fatti e pure dati,
che non sono percezioni,
se consensi ancor cercati,
fan slittar certe opinioni;
basterebbe pur parlare,
con lavoratori veri,
ascoltare il lor pensare,
pur se sono lor stranieri… m.g.
Un’intera classe dirigente di traditori della Patria ci ha consegnati alla straniero, infilandoci nell’unione nazionalsocialista sovietica europea, distruggendo industria e manifattura, coinvolgendoci in guerre per difendere drogati corrotti e facendo entrare in Italia la peggior feccia del mondo.
…’Non c’è menzogna troppo grossolana a cui la gente non creda, se essa viene incontro al suo segreto desiderio di crederci’…certo, bella frase ad effetto della Wolf, vera, ma, ovviamente, è una frase che vale per chiunque e per qualsiasi menzogna e di menzogne, nella vita del genere umano, è pieno, cari signori… m.g.