Dalla Nuova Zelanda a Macerata
con coppi e tessuti in mano:
doni per il Festival del folklore
EVENTO - Gli omaggi portati dalle delegazioni dei gruppi folkloristici anche di Bolivia, Croazia e Uzbekistan. L'assessore Francesca D'Alessandro: «La città diventerà per qualche ora una piccola capitale del mondo»

Le delegazioni ricevute in Comune
Tessuti fatti a mano, prodotti enogastronomici tradizionali, il doppi (un copricapo) e la qiyiqcha (una fascia decorativa da mettere in vita), una stampa raffigurante l’huia (l’uccello della tradizione maori associato ai doni di amicizia e rispetto), un tamburello e i coppi (da qui “li pistacoppi”) della manifattura maceratese.

Sono gli omaggi portati dalle delegazioni dei gruppi folkloristici di Bolivia, Croazia, Uzbekistan e Nuova Zelanda ospiti in città della 32esima edizione del Festival internazionale del Folklore organizzato dall’associazione Li Pistacoppi e ricevuti stamattina nella sala consiliare dalla vicesindaco Francesca D’Alessandro che ha ricambiato con una stampa realizzata a mano raffigurante la città e i suoi luoghi di interesse storico e culturale.

«Il folklore – ha detto D’Alessandro accogliendo le delegazioni – è prima di tutto un dono che è una delle forme più antiche attraverso cui gli esseri umani hanno costruito relazioni. Dalla Grecia (‘xenia’) alla cultura romana (‘munus’), fino al dono gratuito della tradizione cristiana: donare significa riconoscere nell’altro un valore che merita attenzione, cura e rispetto. Il festival è un grande scambio di doni fra popoli. Prima di salire sul palco i gruppi sfileranno nel cuore della nostra città. Un gesto significativo in cui la città incontra le delegazioni e viceversa le delegazioni si presentano alle città. Macerata diventerà per qualche ora una piccola capitale del mondo. Il folklore è ciò che ciascun popolo sceglie di donare al proprio futuro e al prossimo. Noi vi accogliamo con altrettanto entusiasmo offrendovi la nostra città e la nostra amicizia. A tutti voi – ha concluso la vicesindaco – il più caloroso benvenuto a Macerata e grazie di aver scelto di condividere con noi la vostra identità e la vostra cultura. Grazie di cuore a tutti i Pistacoppi. Macerata è orgogliosa di voi».


