Gli anni d’oro di Repetto e Benassi:
il Mind tra malinconia e dancefloor (Video)
MONTECOSARO - Un sabato sera dai due volti allo stadio Mariotti. In apertura l'altra metà degli 883 ha rispolverato le grandi hit della band che ha contribuito a lanciare e consegnare al mito. Poi la serata cambia volto: Benny Benassi sale in consolle e in migliaia ballano al ritmo delle sue grandi hit

Mauro Repetto
di Marco Pagliariccio
C’è il ragazzo coi capelli fucsia e la maglietta dei Linkin Park. Da un lato, la mamma che ha portato suo figlio ad ascoltare le canzoni della sua adolescenza. Dall’altro, il gruppetto di ragazze cui quegli inni generazionali degli anni Novanta sono arrivati via Spotify, YouTube o semplicemente dai dischi dei loro genitori. Mauro Repetto è diventato, suo malgrado ma soprattutto per una scelta di vita ben precisa, la metà “oscura” di quella stella che si chiama 883. Ma nel sabato sera del Mind, a Montecosaro, ha saputo unire le generazioni come la “sua” creatura sa ancora fare a distanza di oltre trent’anni.

È un sottile filo rosso quello che lega l’artista pavese a Benny Benassi, l’altra star della serata di ieri, che invece ha infiammato la notte montecosarese con i suoni elettronici che l’hanno portato fino a vincere un Grammy. Praticamente coetanei (classe ‘68 il primo, classe ‘67 il secondo), hanno rappresentato la musica italiana degli anni Novanta in due modi opposti, ma non per questo antitetici. L’ex 883 è colui che è arrivato agli stadi partendo dalla provincia («Noi da Pavia guardavamo l’impero milanese e ci immaginavamo di essere come Bon Jovi, Springsteen e Waits che scrutano Manhattan», ha detto Repetto introducendo il sorprendente medley “Bed of roses/Come mai”) e poi ha preferito lasciare tutto per andare a caccia di un sogno. Il dj e producer è invece il sound delle notti in riva al mare, che ha attraversato le epoche per arrivare ancora fresco e attuale ai giorni nostri.

I Parisi
Fa strano ascoltare canzoni che sono diventate il collante di una generazione come “Nord Sud Ovest Est”, “Tieni il tempo” o “Hanno ucciso l’Uomo Ragno” dalla voce di colui che, all’epoca, vedevamo semplicemente come “quello che balla con Max Pezzali”. Eppure Repetto, con quello che era il suo compagno di banco alle superiori (lo ha ripetuto più volte nel corso della sua esibizione che ha aperto la serata), quelle canzoni immortali le ha scritte a quattro mani e ora, finalmente, sul palco trova quel posto che sembrava non riuscire a ritagliarsi di fianco all’amico. «Lui era un crooner, come Frank Sinatra», lo ha definito con sincera ammirazione. E la sua presenza/assenza non può che aleggiare per tutto il concerto, anche se Repetto cerca di distanziarsene infilando tra i pezzi dei primi due album degli 883 (quelli vissuti all’interno del duo) alcune sue composizioni e cover “La Bamba”, “You are my sunshine” e “Grande grande grande”.

Repetto raggiunto sul palco da Monica De Bonis, con la quale nei mesi scorsi ha portato a teatro lo spettacolo “Ho trovato Spider Woman”
Chiaro però che l’apice emotivo del live arrivi con “Gli anni”, l’ultimo brano composto da Pezzali e Repetto insieme. Quest’ultimo non ne ha mai reclamato i diritti perché è stata la canzone che lo ha spinto ad uscire dal gruppo. Un inno alla nostalgia dei bei tempi andati che faceva male a una persona che invece voleva scappare dai tempi andati per guardare avanti. Ma oggi, alla soglia dei 60 anni, riviverli quegli “Anni” è un modo dolce e malinconico per ricordare ciò che è stato. E ripensare a ciò che sarebbe potuto essere.

Con Benny Benassi l’ambiente è totalmente diverso. Sarà che in mezzo ci sono stati i set tiratissimi dei “giovanotti” Jacopo Galletta e Parisi ad alzare i giri della serata. Sarà che man mano la “pista” si è andata riempiendo per davvero. Ma quando all’1 il re dell’elettronica di casa nostra sale sul palco insieme proprio ai Parisi, le migliaia di giovani di tutte le età presenti al Mariotti vibrano.

Benny Benassi e i Parisi
Vibrano i 20enni arrivati per la serata come se si trattasse di un club della riviera romagnola o di Ibiza, vibrano i 50enni che si sono voluti regalare una notte da leoni. Il volume sale, si salta e si balla. Benassi prende il comando delle operazioni e la festa esplode. Remix, brani suoi, tra cui una versione al fulmicotone della hit che lo consegnò al successo mondiale, “Satisfaction”: lo stadio Mariotti è una grande dancefloor e resta tale fino alla prima luci dell’alba.

Il Mind torna nel presente stasera con la serata che manderà in archivio l’edizione 2026 del festival: headliner il secondo classificato dell’ultimo Sanremo Sayf.



Jacopo Galletta












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