Rossi lascia il Cda del Paolo Ricci:
«Contesto politico che non riconosco più»
CIVITANOVA - Il componente di minoranza del Consiglio di amministrazione ha deciso di lasciare dopo le polemiche sulla variante urbanistica per il centro dedicato alle persone con disturbi dello spettro autistico. «Mi auguro che questo progetto possa realizzarsi quanto prima, senza ostruzionismi»

Pier Paolo Rossi
Paolo Ricci, il consigliere d’opposizione Pier Paolo Rossi rassegna le dimissioni dal cda: «Non mi riconosco più nel contesto politico cittadino».
Ha rassegnato oggi ufficialmente le dimissioni con una lettera indirizzata ai componenti del Cda, al sindaco e ai vertici dell’azienda. L’ex consigliere comunale e attualmente componente di minoranza del cda dell’azienda di servizi alla persona Pier Paolo Rossi spiega che la decisione è maturata «dopo attenta riflessione» ed è legata a motivazioni personali, precisando che non riguarda l’attività del Consiglio di amministrazione né i rapporti con gli altri componenti, che ringrazia per la collaborazione e la correttezza dimostrate durante il mandato.
Nella lettera l’ormai ex consigliere ripercorre però anche le vicende che negli ultimi mesi hanno accompagnato la richiesta di variante urbanistica avanzata dall’Asp Paolo Ricci per realizzare nuove strutture e servizi, tra cui un centro dedicato al trattamento e al supporto delle persone con disturbi dello spettro autistico e delle loro famiglie. «Questa decisione, maturata dopo attenta riflessione, è dettata da motivazioni personali che nulla hanno a che fare con l’attività del consiglio di amministrazione, con i cui componenti ho costantemente cercato di collaborare in maniera rispettosa, sincera e costruttiva, ricevendo da loro, in verità, altrettanta considerazione e correttezza; per questo li ringrazio e auguro loro, per il futuro, l’attenzione che meritano da parte dell’amministrazione comunale, in particolare dall’assessore ai Servizi Sociali, e la giusta serenità per portare a termine il compito che è stato loro assegnato»
Rossi sottolinea come la politica lo abbia deluso: «La politica cittadina, in questi mesi ha mostrato di essere autoreferenziale, interessata solo ed esclusivamente al proprio tornaconto, alle “logiche” di partito o di lista, alla visibilità dei propri protagonisti, ha evidenziato inconsapevolmente tutti i limiti di una classe dirigente che non è riuscita nemmeno a nominare un Cda che fosse, logicamente, espressione compiuta, protrazione naturale, del consiglio comunale. Tutto ciò, unitamente alla personale consapevolezza di non poter, ormai da tempo, rappresentare coerentemente le idee della coalizione di opposizione in un contesto politico che personalmente non riconosco più e da cui mi sento estraniato, hanno portato a queste dimissioni che giungono, seppur meditate da tempo, solo in seguito al raggiungimento del traguardo della prima fondamentale tappa verso la realizzazione di queste strutture tanto importanti per la comunità». In merito alla variante per il centro per l’autismo Rossi conclude: «Mi auguro che questo progetto possa realizzarsi quanto prima, senza ulteriori indugi, intrighi e ostruzionismi».
(l. b.)