Rider cade dal motorino
durante una consegna:
riconosciuto l’infortunio sul lavoro

PORTO RECANATI - Il fatto era avvenuto a maggio scorso, il lavoratore è stato assistito dal Nidil Cgil Macerata e dal Patronato Inca: si tratta di uno dei primi casi in Italia. «Le aziende li considerano come dipendenti ma senza le tutele del caso, come malattie, ferie e contributi»

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Serena Girotti e Roberta Marzioni

Cade dal motorino mentre sta effettuando una consegna a Porto Recanati e riporta una frattura a un piede. L’incidente, avvenuto il 24 maggio scorso, ha visto coinvolto un rider pakistano di 38 anni, residente a Porto Recanati, che, nel tentativo di evitare un’auto nel traffico, ha perso il controllo del mezzo finendo a terra e rompendosi un piede. L’episodio è stato riconosciuto dall’Inail come infortunio sul lavoro: è uno dei primi casi in Italia.

Il lavoratore è stato assistito dal Nidil Cgil Macerata e dal Patronato Inca, che lo hanno seguito nella denuncia dell’infortunio alla piattaforma Deliveroo e nell’iter per ottenere l’indennità economica prevista. «È stato fondamentale sostenere il lavoratore fin dal primo momento e accompagnarlo, insieme al Patronato Inca, nell’iter per il riconoscimento dell’indennità economica da parte dell’Inail – sottolinea il Nidil Cgil Macerata – questo risultato conferma l’importanza dell’impegno sindacale nella tutela della salute e della sicurezza di questi lavoratori, quotidianamente esposti al rischio di incidenti. Al lavoratore è stata riconosciuta una indennità economica per il periodo in cui è stato infortunato e non ha potuto lavorare: circa un mese e mezzo».

Poi entra nel merito del settore: «Le peculiarità di questo caso sono che la denuncia al datore di lavoro va fatta tramite un link e che i rider inquadrati come lavoratori autonomi sono soggetti alla copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni. Da anni la categoria sindacale Nidil Cgil denuncia pubblicamente il modello organizzativo che caratterizza il food delivery per quel che riguarda l’utilizzo improprio del lavoro autonomo in quanto i rider subiscono direttive e gestiscono i turni tramite algoritmi, senza però godere delle tutele del lavoro subordinato come ferie, malattia o contributi».


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