Classifica Censis, sorride Unimc:
sul podio per scuola, diritti e cittadinanza

MACERATA - Il corso magistrale in Scienze della formazione primaria resta stabilmente tra i primi cinque a livello nazionale. Il rettore John McCourt: «Sono ambiti decisivi per il futuro del Paese»

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Il Graduation day di Unimc

Seconda in Italia per le lauree triennali dell’area educazione e formazione, terza per scienze giuridiche, ottava nell’area linguistica. Il corso magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria resta stabilmente tra i primi cinque a livello nazionale, mentre tra le lauree magistrali biennali si distingue anche l’ambito politico-sociale e comunicazione, al nono posto.

Sono i risultati ottenuti dall’Università di Macerata nella nuova classifica Censis della didattica universitaria, pubblicata insieme alla graduatoria generale degli atenei italiani. Nel quadro complessivo riservato ai piccoli atenei statali, Unimc conferma il quarto posto nazionale, mantenendo una posizione solida nella fascia alta della classifica.

«Questi risultati dicono qualcosa di preciso sull’identità dell’Università di Macerata – commenta il rettore John McCourt -. Siamo forti nei campi in cui si formano insegnanti, educatori, giuristi, esperti di lingue, comunicazione, istituzioni, società e relazioni internazionali. Sono ambiti decisivi per il futuro del paese, perché riguardano la scuola, i diritti, la cittadinanza, la coesione sociale e la capacità di comprendere un mondo sempre più complesso».

«Una classifica misura indicatori importanti – prosegue McCourt -, ma il compito di un’università non si esaurisce nei numeri. In un tempo opaco, instabile, attraversato da trasformazioni tecnologiche, sociali e geopolitiche profonde, l’università deve aiutare le nuove generazioni a leggere la complessità, a riconoscere i nessi, a esercitare giudizio critico. Deve formare competenze, ma anche fiducia, responsabilità e capacità di futuro».

Nella classifica generale, Unimc registra i punteggi più alti nelle strutture, con 98 punti, e nella comunicazione, con 91 punti. Segnali positivi arrivano anche dall’occupabilità, che sale a 84, collocando l’ateneo al secondo posto tra le università piccole. «Sul fronte delle strutture e dei servizi – sottolinea il rettore -, Unimc ha avviato e in parte già completato interventi importanti: dalla nuova segreteria studenti nell’ex Banca d’Italia al rinnovamento di diversi spazi universitari, fino al nuovo Cus che aprirà in autunno. Sono investimenti che non servono a inseguire una graduatoria, ma a migliorare concretamente la vita quotidiana di chi studia e lavora a Macerata».

Resta centrale anche il fronte dell’internazionalizzazione, su cui l’ateneo sta lavorando attraverso alleanze europee, accordi internazionali, mobilità, visiting professor, percorsi congiunti e nuove forme di cooperazione scientifica e didattica. «Per Unimc, l’apertura internazionale è una dimensione strutturale della formazione contemporanea».

«Macerata non deve imitare i modelli delle grandi città universitarie metropolitane – conclude McCourt -. La nostra forza è costruire un model diverso: una città universitaria sostenibile, vivibile, culturalmente intensa, connessa al mondo e capace di offrire una relazione diretta tra studenti, docenti, istituzioni e territorio. Il futuro non si eredita e non si subisce: si costruisce attraverso conoscenza, studio, relazioni, apertura e responsabilità. È questo il senso più profondo del nostro lavoro: fare dell’università il luogo in cui ogni studentessa e ogni studente possa iniziare a dare forma alla propria idea di mondo».


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