Pistole ad acqua, ore piccole
e quel calendario fatto con le tazzine:
in vendita il bar di Cuppoletti

MACERATA - La storica attività di via Roma è chiusa da oltre 10 anni. La figlia del proprietario, Claudia Cuppoletti: «E’ ancora allestito come un tempo. Il mobilio fu fatto su misura e sarei felice di cedere anche quello se l’acquirente deciderà di mantenerlo come bar o attività di ristorazione»

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Claudio Cuppoletti

di Marco Ribechi

In vendita lo storico bar di Claudio Cuppoletti, la speranza è nella riapertura. In ogni borgo o città ci sono dei luoghi del cuore che diventano scrigni di emozioni e ricordi, dei veri e propri diari di memorie tramandati nei racconti di generazione in generazione. Per Macerata il bar del compianto Claudio Cuppoletti è senza dubbio in cima a questa speciale lista, sia per la straordinaria simpatia del suo antico proprietario sia per il suo aspetto eccentrico e allo stesso tempo di un’eleganza fuori dal tempo.

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L’interno del bar, rimasto come un tempo

Aperto nel 1969 “Il bar del Cuppolo”, così lo chiamavano i più, viveva di una vita tutta sua fatta di incontri, personaggi bizzarri, storie di vita reali che orbitavano attorno al suo anfitrione capace di risultare estremamente simpatico e benvoluto nonostante la sua decisa austerità. Il bar di Cuppoletti viveva sia di giorno che di notte, ricevendo diversi tipi di clientela a seconda dell’ora della giornata. Solo a notte fonda, ovvero verso le due o tre di notte, il proprietario chiudeva a chiave l’ingresso, spesso cacciando i clienti molesti con la sua pistola ad acqua ed invitandoli a continuare le chiacchiere nell’antistante veranda ricoperta interamente da rampicanti. Così quello spazio continuava a popolarsi anche dopo la chiusura grazie ai tanti clienti che desideravano tirarla alle lunghe ancora un po’.

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Il palazzo di via Roma dove si trova il bar

Oggi quel bar, ormai chiuso da oltre 10 anni, è in vendita e la speranza è che i futuri proprietari decidano di proseguire l’antica tradizione.

«E’ ancora allestito come era prima della chiusura – spiega Claudia Cuppoletti, oggi unica proprietaria – tutto il mobilio fu fatto su misura e sarei felice di cedere anche l’arredamento nel caso in cui l’acquirente decida di mantenerlo come bar o attività di ristorazione. Ne sarei estremamente felice».

Proprio il mobilio era senza dubbio l’aspetto più affascinante del locale. Il lungo bancone in legno, le grandi bottigliere a parete, talmente voluminose che richiesero, al tempo dell’apertura, la rimozione della vetrina per poterle inserire, le decorazioni sparse su ogni angolo, la filodiffusione e il maestoso calendario fatto con le tazzine del caffè, ogni anno riposizionato dallo stesso Claudio Cuppoletti.

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Circa 50 metri quadri con un ripostiglio e bagnetto che il proprietario permetteva a pochissime persone di usare. Se dentro la storia si è fermata fuori l’edificio è stato recentemente restaurato grazie ai fondi del 110.

Ovviamente lo spazio potrà essere adibito all’utilizzo che il futuro proprietario preferirà ma ogni maceratese che l’ha frequentato, anche solo di passaggio, spera in fondo al cuore di poterci un giorno rientrare per ammirare ancora le tante curiosità sparse in ogni angolo. La cornice migliore per degustare un buon caffè accompagnato dal mitico amaro del Cuppolo, il digestivo dalla ricetta segreta realizzato dallo stesso gestore.


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