Cosmari, Blarasin bacchetta Morgoni:
«Le difficoltà ci sono,
ma serve senso di responsabilità»

MACERATA - Il consigliere comunale del capoluogo contro l'ex senatore dem: «L'attuale consiglio di amministrazione si è trovato a gestire una situazione estremamente complessa, frutto di criticità che si sono stratificate nel corso degli anni e che oggi emergono tutte insieme. Ma tutto questo non può essere strumento di propaganda»

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Andrea Blarasin

Botta e risposta tra l’ex senatore dem Mario Morgoni, che nei giorni scorsi era intervenuto in maniera critica sui bilanci del Cosmari, e il consigliere comunale di Macerata, Andrea Blarasin.

«Le critiche rivolte all’attuale consiglio di amministrazione appaiono prevalentemente strumentali e sembrano orientate più alla polemica politica che a fornire un contributo costruttivo su una realtà che rappresenta un servizio essenziale per tutto il territorio provinciale – esordisce Blarasin – il Cosmari non appartiene a una parte politica, ma ai Comuni e ai cittadini del Maceratese. Colpire indiscriminatamente il Cosmari significa mettere in discussione il lavoro di un’azienda pubblica che, ogni giorno, garantisce un servizio fondamentale a decine di amministrazioni comunali e a migliaia di cittadini».

Non nasconde le difficoltà: «Esistono e nessuno le nega – rimarca – ma vanno affrontate con senso di responsabilità e non trasformate in occasione di propaganda. L’attuale consiglio di amministrazione si è trovato a gestire una situazione estremamente complessa, frutto di criticità che si sono stratificate nel corso degli anni e che oggi emergono tutte insieme. È sufficiente ricordare il lungo contenzioso relativo alla selezione del direttore generale, conclusosi con decisioni sfavorevoli alla società, così come le ulteriori vertenze ancora aperte che potrebbero comportare rilevanti conseguenze economiche per il Cosmari».

Blarasin ricorda anche che «la fusione tra Smea e Cosmari, avvenuta nel 2014, fu una scelta politica importante che, pur perseguendo obiettivi condivisibili, ha lasciato aperte alcune problematiche organizzative e gestionali che ancora oggi producono effetti. Anche queste sono questioni ereditate dall’attuale governance. A ciò si aggiunge il venir meno del progetto del biodigestore, che avrebbe rappresentato un tassello strategico per la chiusura del ciclo dei rifiuti e che non è mai arrivato alla fase di realizzazione. Anche questo è un elemento che pesa sull’attuale gestione, senza che le relative responsabilità possano essere attribuite esclusivamente a chi oggi amministra». Infine interviene come consigliere comunale di Macerata, Comune tra i principali soci del Cosmari: «Ritengo doveroso riconoscere l’impegno dell’attuale consiglio di amministrazione e del presidente Gattafoni nel gestire una fase particolarmente delicata, cercando di garantire la continuità del servizio e la sostenibilità dell’azienda. Il confronto politico è sempre legittimo e persino auspicabile, ma dovrebbe fondarsi su analisi complete e su proposte concrete, non su ricostruzioni parziali che rischiano di alimentare sfiducia verso un patrimonio pubblico che appartiene all’intero territorio. Oggi il Cosmari ha bisogno di responsabilità, collaborazione istituzionale e visione, non di polemiche che guardano al passato senza contribuire a costruire il futuro».

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