«L’Iis da Vinci circondato dall’asfalto:
altro che depaving e transizione ecologica»
CIVITANOVA - La firma sull'affondo è del biologo e docente dell'istituto David Fiacchini: la goccia che ha fatto traboccare il vaso è il progetto di collegamento tra via della Vela e via Mandela. «Premiamo scuola e ragazzi per progetti green, mentre l'amministrazione va in direzione opposta. E spariranno 500 metri quadrati di verde per farci un parcheggio»

L’area dove sorgerà il prolungamento di via della Vela vista frontalmente da via Nelson Mandela
Da un lato si premiano la scuola e gli studenti per progetti green e di sostenibilità ambientale. Dall’altro si circonda il plesso di asfalto e cemento. A sottolineare la stridente contraddizione in termine è David Fiacchini, biologo e docente dell’Iis Da Vinci di Civitanova.
«Sono passati oramai quasi otto anni dall’idea dei liceali del da Vinci di realizzare una sorta di parco scientifico, a disposizione di studenti e cittadinanza, recuperando l’area incolta tra via Mandela e il pattinodromo comunale e ristrutturando l’edificio rurale attigua al giardino della scuola come “Casa delle scienze” – ricorda Fiacchini – più recente, invece, la pluripremiata proposta progettuale di depaving, con mini-isola pedonale a tutela degli studenti e delle studentesse in ingresso e in uscita dal liceo e dalla scuola media Annibal Caro. Si sono avvicendate due amministrazioni comunali in questo lasso di tempo e abbiamo interloquito con diversi assessori, l’unico risultato che abbiamo potuto apprezzare, o per meglio dire subire, è stato quello di veder crescere asfalto e traffico, alla faccia dei millantati percorsi di “sostenibilità ambientale”».

Il rendering del progetto di depaving di via Mandela realizzato dagli studenti
La goccia che ha fatto traboccare il vaso per Fiacchini è la prevista realizzazione del collegamento tra via della Vela e via Nelson Mandela, presentata pochi giorni fa dall’amministrazione comunale nell’ambito del riordino dell’area ex Cecchetti (leggi l’articolo). «Non bastava la nuova strada parallela a via Carnia – continua il professore – e a breve, si vedrà eliminare anche un bel pezzo di giardino/prato, e da quel poco che si è capito, non meno di 500 metri quadrati, per un parcheggio, che sarà realizzato dalla Provincia di Macerata, tra via della Vela e via Mandela. Un parcheggio al posto di un giardino all’interno del sedime scolastico. Peggiorando, in caso di pioggia e nonostante la massima porosità possibile del mix di bitumi utilizzati per l’occasione, il deflusso idrico e riducendo i tempi di corrivazione con maggiore probabilità di incappare in rovinosi “flash-flood”, come quello accaduto a settembre del 2024 e lo scorso anno, quando il parcheggio del liceo si era trasformato in una piscina stile percorso Kneipp. Altro che depaving e transizione ecologica: mentre si lodano le idee dei ragazzi con premi virtuali (leggi l’articolo), l’amministrazione comunale punta decisamente a migliorare la qualità dell’aria e del benessere della comunità scolastica distruggendo quel poco di verde strutturato che resta nell’area ex Micheletti, ovvero il giardino con siepi e alberi della scuola e il parco privato confinante sul lato est della scuola, con piante secolari, importante polmone verde per il quartiere, per un altro, prezioso, nastro d’asfalto. In questo modo il liceo è bello che circondato da strade con traffico sempre più sostenuto nei momenti più delicati: lo sbocco del nuovo tratto di via della Vela è proprio di fianco ai cancelli del liceo, tra pullman e auto parcheggiate. Per creare ancora più caos è una scelta geniale».

La nuova strada che collegherà via della Vela e via Mandela
Critica anche la posizione sui nuovi interventi in materia di ciclabilità. «La pista ciclabile nuova di zecca è di ben 300 metri lineari e collega le due scuole con la viabilità ordinaria (via Martiri delle Foibe in primis), dove occorrerà scendere dalla bici, attraversare e poi decidere se prendere l’autobus o buttarsi nel traffico – aggiunge Fiacchini – insomma, da genitore di una liceale e da insegnante che dal 2011 lavora al da Vinci, non posso che restare basito da scelte politiche che vedono trasformare in peggio, in termini di qualità della vita, di biodiversità urbana e di sostenibilità ambientale, l’area dove insistono le due scuole. Qualcuno ci risponderà che è il Prg a vincolare certe aree; che le strade servono; che saranno messe a dimora “centomila piante” a compensare quelle abbattute; che il liceo ha già avuto un’area incolta da curare, ovvero un “fazzoletto” di verde stretto tra la ferrovia e via Marinetti. Tutto vero. Ma il concetto di sostenibilità è ben altra cosa e si misura, dati alla mano, non con l’inaugurazione di strade assolate e parcheggi dove non ve ne sarebbe bisogno. Si misura con interventi e azioni concrete per il benessere collettivo, anche con coraggiose varianti al piano regolatore e, se vogliamo ampliare l’orizzonte, con interventi sulle reti infrastrutturali (fognature, verde pubblico e superfici impermeabilizzate in primis) che oramai non reggono più l’urto dei fenomeni estremi legati ai cambiamenti climatici. L’unica differenza è che “altrove” si stanno muovendo già da qualche tempo utilizzando tutte le risorse possibili per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e resilienza (ci sono tanti buoni esempi in Italia e, ovviamente, anche all’estero). Io, da inguaribile ottimista, confido sempre in possibili ripensamenti e in scelte coraggiose e lungimiranti, ancor meglio se compartecipate con la comunità locale».
Il sedime è per definizione una porzione di terreno su cui poggia direttamente un’infrastruttura o un edificio, quindi per fare un parcheggio in corrispondenza di un sedime bisogna buttare giù un qualche manufatto. Altro che giardino!