La Croce Rossa Porto Potenza
perde la postazione notturna:
«Quei minuti possono salvare una vita»
118 - L'associazione contesta il trasferimento dell’ambulanza a Civitanova e lancia una raccolta firme: «Per trent’anni abbiamo garantito oltre mille interventi ogni notte sul territorio. In un codice rosso il soccorso deve arrivare entro 7 minuti, far partire un mezzo da più lontano può fare la differenza»

Foto d’archivio
di Leonardo Giorgi
«Dopo 30 anni, ci hanno tolto la notte. Ora serve una tua mano». È l’appello lanciato dalla Croce rossa di Porto Potenza dopo il trasferimento a Civitanova della postazione notturna del 118. Una decisione che ha suscitato preoccupazione tra i cittadini, molti dei quali nei giorni scorsi si sono recati nella sede della Croce Rossa per chiedere spiegazioni e manifestare la propria vicinanza ai volontari.
Uno spostamento che significa un aumento della portata dei mezzi a Civitanova ma che, secondo la Croce rossa, va a togliere un punto strategico della rete dell’emergenza nel territorio. «In questi giorni tanti di voi sono venuti a trovarci in sede. Increduli. Preoccupati. Grazie di cuore. Ci avete ricordato che questa postazione non è nostra: è vostra, di ogni singolo cittadino», spiega il comitato in un post sui social.
«Facciamo chiarezza, insieme – continua il comitato – la nostra postazione per 30 anni, grazie alla posizione centrale, copriva in pochi minuti Potenza Picena città alta e porto, la zona Nord di Civitanova, Porto Recanati e Montelupone. Oltre mille interventi l’anno. Solo di notte. C’è poi un’incongruenza che merita una risposta: di giorno, quando gli interventi sono di più, le postazioni restano separate. Di notte, quando calano, invece di mantenere la copertura sul nostro territorio si è scelto di raddoppiare su Civitanova. Ci auguriamo con tutto il cuore che dietro questa decisione non ci siano logiche estranee alla salute dei cittadini».
La preoccupazione principale riguarda i tempi necessari per raggiungere Porto Potenza e le località vicine durante le ore notturne. In caso di emergenze particolarmente gravi, anche pochi minuti possono infatti rivelarsi decisivi. «In un codice rosso il soccorso deve arrivare entro 7 minuti. In un arresto cardiaco ogni minuto riduce le possibilità di sopravvivenza. Immaginate che di notte l’ambulanza debba raggiungervi partendo dallo stadio di Civitanova, da Porto Recanati o da Recanati. Quei minuti non sono una statistica. Sono la differenza tra una vita salvata e una vita persa».
A sostegno della propria posizione, la Croce Rossa ha predisposto una relazione tecnica basata sugli interventi effettuati e sui tempi di percorrenza rilevati direttamente sul territorio. «La nostra relazione tecnica, costruita su dati reali di interventi e tempi di percorrenza calcolati sul campo, lo dimostra». Due le richieste avanzate: il ripristino immediato della copertura notturna della postazione del 118 a Porto Potenza e l’apertura di un confronto con il territorio e con la politica regionale. Per sostenere la mobilitazione è stata infine promossa sui social una raccolta firme rivolta a tutti i cittadini.
Quando una cosa funzione, perché cambiare, piacerebbe conosce le motivazioni
Mi vengono in mente altri articoli, proprio qui su CM della difficoltà per molti centri specie montani di raggiungere in tempo gli ospedali. Le firme bisognerebbe metterle per cacciare chi dico io. Però anche loro in caso di urgenza massima si possono trovare in difficoltà proprio per essersene fregati del problema o non averlo preso in sufficiente considerazione nel intelligentissimo credere che : tanto capita sempre agli altri.