«Non abbiate paura della verità»,
una lezione da Gaza per i liceali

MACERATA - Emanuele Tacconi, inviato Onu nella Striscia, si è collegato con il teatro Lauro Rossi e ha dialogato con gli studenti del Leopardi durante la serata per i 10 anni del progetto Nhsmun

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Il collegamento con Emanuele Tacconi, inviato Onu a Gaza City

di Maurizio Verdenelli

«Pronto qui Macerata, a te Gaza City, a te Emanuele Tacconi». Inviato Onu nella Striscia, un maceratese nella notte della Storia contemporanea ha parlato ai liceali del Leopardi di pace, coraggio, del principio di responsabilità internazionale delle Nazioni, del ruolo dell’Onu. E di Sicurezza su input di Andrea Angeli peacekeeper, altro grande maceratese, sul drammatico fronte aperto del mondo. Una mission centrale, eredità vivente di Giorgio Pagnanelli, maestro di vita e professione per chi sulle sue orme ha lavorato al Palazzo di Vetro, in un palchetto presente pure Costantino Tamburrini.

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Da sinistra Anna Rita Liverani, Maurizio Verdenelli ed Andrea Angeli mentre due studenti leggono il messaggio di monsignor Vecerrica

«Non abbiate paura a testimoniare la verità», ha detto dal grande schermo Emanuele ai ragazzi. Serata di emozioni e brividi che hanno attraversato per intero il teatro Lauro Rossi dove si sono celebrati tra immagini, ricordi e spettacolo dieci anni di Nhsmun: il progetto di simulazione delle Nazioni Unite che ha visto protagonista il liceo linguistico maceratese con 339 giovani dal 2015.

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I sei delegati Mattia Ciucciovè, Emma Della Ceca, Marco Luchetti, Agnese Nalli, Tommaso Pistarelli e Asia Verdoni hanno bersagliato Emanuele di domande. Si sarebbe certo andati con questa straordinaria lezione oltre i limiti consentiti dell’orario se a suonare virtualmente la campanella non ci avessero pensato i vigili del fuoco di servizio.

Emozione tanta nell’apprendere nel saluto pubblico a suoi “due amici” da parte di Andrea Angeli che un ex studente dello stesso liceo Classico è addirittura Stefano Bianchi, maceratese, attuale viceambasciatore italiano a Washington. E che il treiese generale Andrea Fraticelli comanda il contingente italiano (2mila militari) in Libano.

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La dirigente del liceo classico Cartuccia con le docenti Francesca Giorgetti e Maria Luisa Violini

Macerata Mundial in una serata ben curata dalle pdocenti Francesca Giorgetti e Maria Luisa Violini referenti del Nhsmun. Al centro del palco con chi scrive come conduttore, Angeli e Anna Rita Liverani, nipote di Pagnanelli, eroe di Kindu nel ’61 («zio Giorgio fu paracadutato in completo scuro e cravatta nella jungla del Congo Belga, insanguinato dalla lotta civile con 13 vittime italiane: caschi blu dell’Onu scambiati per belgi») poi nel ’65 fu mirabile regista della storica visita di Paolo VI al Palazzo di Vetro e tre anni più tardi a Teheran per la conferenza sui Diritti Umani.

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Giorgio Pagnanelli con Giovanni Paolo II

In prima fila Adriano Ciaffi, festeggiato per i suoi 90 anni, ricordando l’incontro con Mattarella il 25 Aprile a San Severino, Alfredo Cesarini che con Pagnanelli presidente della Fondazione Carima realizzò il sogno purtroppo tradito anni dopo, di Banca Marche. Ancora: dell’ex sindaco Carancini che collaborò al progetto Onu-scuola, di Ivano Tacconi nella memoria dell’età del miracolo economico targato Mattei. Sul palco due studenti hanno dato lettura dell’affettuoso messaggio di monsignor Giancarlo Vecerrica alla vigilia del Pellegrinaggio. Nato proprio dai banchi del Classico con lo stesso don Giancarlo docente. Un messaggio anche dal senatore Alessandro Forlani ricordando Pagnanelli e gli anni belli che furono.

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Andrea Angeli con Giorgio Pagnanelli al Csnl di Recanati, 1985

Altre storie, altra storia di Macerata granne. Sul palco gli interventi del dirigente Simone Cartuccia, di Emanuela Giacomini prorettrice Unimc e dei docenti Giovannina Renzoni, Pamela Grisei, Erica Santoni e Sandra Stefania Voltattorni. I ragazzi di MusicalLeopardi (musiche di Bob Dylan) diretti da Giovanni Canullo, la band Le Buone Note (musiche di M. Jackson) coordinata dai docenti Gionni Branchesi, Elio Catalini, Antonio Zampa e il balletto New York New York a cura di Maribel Pennesi hanno fatto rivivere la Grande Mela e quel viaggio fantastico del Leopardi all’Onu.

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Emanuele Tacconi


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