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No all’antenna in via Roma,
1000 firme raccolte in pochi giorni

MONTECOSARO - Il comitato spontaneo chiede lo spostamento dell’impianto da 32 metri e un piano comunale. Prevista una campagna massiccia di informazione e contrasto all'installazione della stazione radio

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Raccolta firme contro l’antenna di Montecosaro, 1000 sottoscrizioni in pochi giorni e oltre 100 cittadini mobilitati nel comitato spontaneo che si è creato per contrastare l’antenna Iliad prevista lungo la provinciale 74, in via Roma, nel centro abitato di Montecosaro. Si è svolto martedì sera alla ludoteca comunale un nuovo incontro pubblico promosso dal Comitato spontaneo contro la stazione radio base alta 32 metri nelle vicinanze di abitazioni, scuole dell’infanzia e quartieri residenziali.

All’incontro erano presenti la sindaca Lorella Cardinali, un avvocato incaricato dal Comitato e circa 100 residenti delle aree limitrofe al sito interessato dal progetto. La vicenda riguarda la realizzazione di un impianto da parte della compagnia telefonica Iliad che ha avviato l’iter attraverso accordi con un soggetto privato dopo che il Comune aveva negato la disponibilità di aree comunali per l’installazione.

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La documentazione relativa all’impianto è stata presentata nei mesi scorsi in Comune, dando avvio al procedimento autorizzativo. Il 12 maggio l’amministrazione comunale ha emanato un provvedimento di diniego nei confronti del progetto, ritenendo la collocazione dell’antenna non conforme al regolamento comunale. Resta però il timore che Iliad possa impugnare il provvedimento e procedere comunque con l’installazione. Nel corso della serata il comitato ha mostrato un video di Fiorella Belpoggi, referente del comitato scientifico Isde, Associazione italiana medici per l’ambiente, dedicato ai possibili rischi legati ai campi elettromagnetici generati dalle antenne di telefonia mobile e dalla tecnologia 5G. Nel video sono stati richiamati studi e dati che, secondo il comitato, evidenzierebbero possibili correlazioni con alcune patologie tumorali.

«Non vogliamo creare allarmismo – hanno spiegato i rappresentanti del Comitato – ma riteniamo doveroso chiedere la massima prudenza, soprattutto quando si parla di un’antenna di 32 metri prevista in pieno centro abitato». Tra le richieste avanzate c’è quella di individuare una soluzione alternativa lontana dalle abitazioni e la predisposizione di un piano comunale delle antenne, ritenuto necessario per regolamentare future installazioni e limitare accordi diretti tra compagnie telefoniche e privati. In pochi giorni il Comitato ha già avviato diverse iniziative di sensibilizzazione: striscioni nelle zone considerate più sensibili, raccolta firme che ha superato quota mille adesioni e una campagna informativa attraverso altoparlanti mobili per promuovere ulteriori incontri pubblici. Nelle prossime ore una rappresentanza del Comitato attende la convocazione di un incontro tecnico con il Comune e con esperti del settore per valutare soluzioni alternative. «Non siamo contro la tecnologia – conclude il Comitato –. Siamo contro decisioni che rischiano di ricadere sulla vita quotidiana dei cittadini senza un adeguato confronto pubblico».

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