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Brandisce un pugnale
e urla frasi sconnesse

POLLENZA - Un trentenne si trovava a Casette Verdini, vicino ad un bar. Sul posto sono intervenuti i carabinieri: denunciato. Già espulso dall'Italia, il giovane, senegalese, non ha ottemperato ai provvedimenti

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carabinieri archivio (1)

Urlava pronunciando frasi sconnesse vicino ad un bar di Casette Verdini di Pollenza e brandiva un grosso pugnale: momenti di tensione ieri pomeriggio quando dalla frazione hanno dato l’allarme per il comportamento dell’uomo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri: denunciato un 30enne del Senegal per il porto del pugnale. I fatti sono avvenuti vicino al bar H7. Il 30enne si trovava vicino al locale quando si è messo a urlare frasi sconnesse, intanto impugnava un coltello. È successo intorno alle 18,30. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Norm di Macerata e i militari della stazione di Corridonia. Il 30enne nel frattempo si è allontanato ed è rientrato a casa, a Pollenza. I carabinieri si sono messi alla ricerca del 30enne e lo hanno trovato nella sua abitazione.

Era agitato, e alla vista dei carabinieri ha danneggiato la porta di casa sua. Per evitare che la situazione potesse degenerare in atti di autolesionismo o pericolo per altre persone i carabinieri sono riusciti a contenere l’uomo in sicurezza, affidandolo subito dopo alle cure dei sanitari del 118, appositamente fatti intervenire. Lo straniero è stato trasportato al Pronto soccorso dell’ospedale di Macerata, dove si trova tuttora ricoverato per una valutazione specialistica psichiatrica. Durante le successive verifiche sul territorio, lungo il tragitto percorso dall’uomo dal bar al proprio domicilio, i carabinieri hanno rinvenuto l’arma di cui si era disfatto: un pugnale della lunghezza di 27 centimetri (con una lama affilata di 14 centimetri). L’arma è stata sottoposta a sequestro.

Ulteriori accertamenti hanno portato a stabilire che il 30enne era irregolare in Italia con tanto di provvedimento di espulsione del prefetto di Macerata e ordine del questore a lasciare il territorio nazionale entro sette giorni, gli era stato notificato il 13 maggio scorso. In quella circostanza, l’uomo era stato fermato a Macerata, ai Giardini Diaz, da un equipaggio del Radiomobile intervenuto a supporto dei controllori dell’Apm perché era sprovvisto sia del biglietto sia dei documenti. Si era rifiutato di esibire un valido documento di identificazione, era stato portato in caserma e fotosegnalato. Dal controllo era emerso che aveva già violato precedenti decreti di allontanamento: data l’indisponibilità di posti nei Centri di permanenza per il rimpatrio, gli erano stati notificati i nuovi provvedimenti di espulsione a cui l’uomo, fino a ieri, non aveva ottemperato.


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