Cinquant’anni dopo rivedono la luce
cimeli e documenti del Risorgimento.
Cassetta: «Presidio di memoria civica»
MACERATA - Ci sono anche reperti garibaldini. Saranno in mostra alla Mozzi Borgetti. L'assessore alla Cultura: «Conserviamo un patrimonio rilevante della partecipazione dei marchigiani ai moti patriottici, alle guerre d’indipendenza, all’epopea garibaldina e ai processi che hanno condotto all’Unità d’Italia»

Il museo del Risorgimento
di Luca Patrassi
Si avvicina la riapertura del Museo del Risorgimento, collocazione gli appena restaurati spazi seminterrati della biblioteca Mozzi Borgetti. Dopo circa cinquant’anni di chiusura forzata, la giunta comunale a guida Parcaroli ha approvato nei giorni scorsi una delibera di indirizzo che sancisce la ricollocazione pubblica del patrimonio legato al Risorgimento, comprensivo dei cimeli garibaldini.

L’assessore Katiuscia Cassetta
Una delibera assunta su proposta dell’assessora alla Cultura Katiuscia Cassetta: «Macerata conserva un rilevante patrimonio legato alla storia del Risorgimento – sottolinea l’assessora Cassetta -, alla partecipazione dei marchigiani ai moti patriottici, alle guerre d’indipendenza, all’epopea garibaldina e ai processi che hanno condotto all’Unità d’Italia. Il museo marchigiano del Risorgimento di Macerata, sorto nel 1905, ha rappresentato per la città e per il territorio marchigiano un importante presidio di memoria civica, conoscendo nel tempo alterne vicende di apertura, chiusura e riallestimento».
Nella delibera di giunta si sottolinea come «la promozione del patrimonio civico del Risorgimento può essere avviata attraverso esposizioni temporanee, anche tematiche e progressive, capaci di rendere accessibili alla cittadinanza reperti, documenti, cimeli, materiali bibliografici, archivistici e testimonianze storiche; tale percorso potrà svilupparsi intorno a nuclei tematici quali, a titolo esemplificativo, la Repubblica Romana del 1849, il ruolo dei marchigiani e dei maceratesi nel Risorgimento, i moti patriottici, la partecipazione alle guerre d’indipendenza, la memoria garibaldina e il rapporto tra storia locale, educazione civica e identità nazionale».

L’amministrazione comunale ha individuato, quale ipotesi prioritaria da sottoporre alle necessarie verifiche tecniche, conservative, logistiche e funzionali, i locali del seminterrato della biblioteca Mozzi Borgetti quali possibili spazi destinati allo svolgimento delle esposizioni temporanee e delle attività culturali collegate al patrimonio civico del Risorgimento e per raggiungere l’obiettivo intende «promuovere un percorso partecipato, aperto al coinvolgimento di scuole, università, associazioni culturali, istituti storici, musei, biblioteche, archivi, enti del terzo settore, soggetti pubblici e privati, nonché dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato di Macerata».
Cara Sandra, “finalmente” cosa? La delibera è datata 28 aprile, ma il 30 aprile (eravamo insieme da Garibaldi) nessuno ha avuto il coraggio di parlarne … ed è evidente il perché: è una delibera che delibera il niente, solo “Linee di indirizzo per la costituzione del Comitato scientifico e di studio per il Museo del Risorgimento”. Cioè, dopo quasi sei anni, solo fuffa: “il presente provvedimento costituisce mero atto di indirizzo politico-amministrativo; con il presente atto non si approva alcun progetto esecutivo, non si dispone l’affidamento di servizi, forniture o incarichi, non si assume impegno di spesa e non si determina l’avvio automatico di procedure di spesa; l’eventuale realizzazione delle attività resta subordinata alle necessarie verifiche tecniche, scientifiche, conservative, organizzative, logistiche, amministrative, contabili e assicurative da parte degli uffici competenti; eventuali successivi atti gestionali, convenzioni, accordi di collaborazione, protocolli d’intesa, affidamenti, autorizzazioni, impegni di spesa o richieste di contributo saranno adottati dagli organi e dai responsabili competenti …”. Tutto chiaro: ormai sotto elezioni inaugurano anche la fuffa!