«Il sacrificio di Piermanni
bussola morale per il presente»
CIVITANOVA - Cerimonia nel pomeriggio dedicata al maresciallo medaglia d’oro al valor militare ucciso nel conflitto a fuoco del 18 maggio 1977. Il comandante regionale Conforti: «Il suo rientro volontario in servizio fu una scelta eroica»

La cerimonia per Piermanni
di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)
«Il gesto di Piermanni di rientrare volontariamente in servizio risuona con la verità eterna, nessun amore è più grande di colui che sacrifica la vita per gli altri. La famiglia Piermanni è la custode vivente di un’eredità morale immacolata. Il sacrificio di Sergio non appartiene al passato, è una bussola morale per il presente». Sono passati 49 anni dall’omicidio del maresciallo di Civitanova, come ogni anno Civitanova rende omaggio ad un eroe come Salvo D’Acquisto. Le parole del generale Tito Baldo Honorati e del generale di brigata Nicola Conforti, comandante della legione carabinieri delle Marche tributano l’onore alla medaglia d’oro al valore, ucciso nel conflitto a fuoco del 18 maggio 1977 nel piazzale della stazione.

La famiglia Piermanni, da sinistra il figlio del maresciallo Alessandro, la vedova Giovanna Paolone Piermanni e la figlia Dominique con Rosario Aiosa
Un rituale che, come ha sottolineato il comandante regionale è un «dovere che sorpassa il protocollo e diventa esigenza civile e impegno morale». Come ogni anno la cerimonia, predisposta dal presidente dell’Anc di Civitanova, Roberto Ciccola, assente per ragioni personali, ha saputo ricordare il valore di un uomo ormai riconosciuto unanimemente come un eroe. Alla cerimonia presenti i gonfaloni delle associazioni, autorità civili e militari. Tra loro la vedova del maresciallo Piermanni Giovanna Paolone Piermanni assieme ai figli Alessandro e Dominique, il vice sindaco Claudio Morresi, il generale di corpo d’armata Rosario Aiosa. Per l’Arma il generale di brigata, comandante regionale Nicola Conforti, il comandante provinciale Raffaele Ruocco. Presente anche il comandante della compagnia di Civitanova Angelo Chiantese, il questore di Macerata Luigi Mangino, il viceprefetto Antonella Borzacchiello, il comandante provinciale della guardia di finanza il colonnello Ferdinando Mazzacuva, il comandante della capitaneria di porto Chiara Boncompagni e il dirigente del commissariato Riccardo Zenobi, i rappresentanti della polizia locale. Presenti anche le associazioni, la Croce verde e le rappresentanze dei carabinieri in congedo.

Il comandante della legione Marche Nicola Conforti
Dopo l’alzabandiera e la deposizione di una corona sul busto di Piermanni al lungomare che porta il suo nome ha preso la parola il vicesindaco Morresi che ha attinto alla sua memoria per ricostruire quella giornata di 49 anni fa: «Ricordo quel giorno – ha detto – ero uno studente e attendevano con i compagni il pulmann, la notizia iniziò a circolare velocemente, in modo confuso, ma capimmo subito che era accaduto qualcosa di grave. Ci avvicinammo alla zona della stazione, il silenzio era pesante e pareva fermare il tempo. Seppur ragazzo capii che avevamo perso un grande uomo, morto per onorare il suo dovere. Da allora nessuno ha più dimenticato il maresciallo Piermanni. In questa ricorrenza il mio pensiero va alla famiglia, esempio di dignità e forza interiore nel tramandare questa memoria esemplare.

Tito Baldi Honorati
«Questo è il secondo anno qui – la conclusione del comandante regionale Nicola Conforti – il prossimo anno sarà mezzo secolo dalla morte di Piermanni, la celebrazione è un dovere che sorpassa protocollo e diventa esigenza civile e impegno morale. La memoria di Piermanni è un pilastro dell’Arma dei carabinieri, ma per comprendere l’ eroe occorre riscoprire l’uomo. Quello che si trovò ad affrontare era qualcosa di inedito per questo territorio, una banda criminale di inusitata ferocia che sfociò in un violentissimo scontro a fuoco. Il bilancio finale fu drammatico, due carabinieri caduti e due feriti a fronte di 4 delinquenti uccisi e 2 arrestati. Piermanni quella notte non era in servizio, era in licena coi propri familiari, ma avuta notizia di quanto successo a Porto San Giorgio insistette per tornare in servizio e proprio mentre stava controllando alcuni sospetti fu investito da una pioggia di proiettili, ma non arretrò. Il suo rientro volontario è qualcosa da sottolineare tre volte perché nessuno entra in servizio col desiderio di diventare eroe.

Vogliamo essere servitori dello Stato che fanno il proprio dovere in modo silenzioso. Quel gesto risuona nella verità eterna, nessun amore è più grande di colui che sacrifica la vita per gli altri. La famiglia Piermanni è la custode vivente di un’eredità morale immacolata. Questo anniversario rinsalda il legame indissolubile che unisce l’arma dei carabinieri, la famiglia Piermanni e la comunità di Civitanova. Il sacrificio di Sergio non appartiene al passato, è una bussola morale per il presente».

Nelle parole del generale Honorati e del comandante regionale l’orgoglio per la figura e l’esempio dato da Piermanni: «l’eroismo non deriva dall’aver perso la vita nel conflitto a fuoco – ha detto Tito Baldo Honorati – quello è il momento del coraggio del corpo, dato dall’adrenalina del conflitto a fuoco, quando non si ha il tempo di ragionare. L’eroismo deriva dall’aver scelto di riprendere il servizio, in quel momento è la scelta eroica come non ce ne sono state altre in tempo di pace e che lo accomuna a Salvo D’Acquisto».
Al termine il corteo ha raggiunto la stele monumentale ai giardini in piazza per poi proseguire con la celebrazione della cerimonia religiosa nella chiesa di San Pietro






