«Discarica, mala politica della destra.
Il conto lo pagheranno i maceratesi»
RIFIUTI - Sandro Bisonni di Avs attacca sulla riunione dell'Ata di ieri. «Manomessa la graduatoria tecnica per penalizzare siti scomodi sul piano del consenso elettorale. Ecoindennizzo a Cingoli: la compensazione approvata ieri è superiore di oltre il 600% rispetto allo standard. La cifra è conseguenza diretta di anni di inerzia»

La protesta di ieri
«Sulla discarica la destra scrive un altro capitolo di mala politica», così Sandro Bisonni, co-portavoce provinciale di Avs dopo il voto di ieri che ha stabilito la nuova graduatori dei siti idonei per ospitare l’impianto. Si tratta di Montefano e Pollenza.
L’assemblea dell’Ata3 di Macerata si è riunita ieri e ha prodotto due decisioni che Alleanza Verdi e Sinistra giudica gravi: «la restrizione della graduatoria dei siti idonei alla nuova discarica provinciale attraverso l’introduzione di criteri aggiuntivi di natura squisitamente politica – dice Bisonni -, e il riconoscimento al comune di Cingoli di un ecoindennizzo di 18,33 euro a tonnellata per i rifiuti conferiti. La graduatoria predisposta dall’Università Politecnica delle Marche su incarico dell’Ata era il frutto di un lavoro tecnico serio, fondato su criteri oggettivi e verificabili. Quella graduatoria è stata manomessa: la maggioranza di centrodestra ha approvato una nuova graduatoria stravolta da criteri aggiuntivi privi di qualsiasi base tecnica, costruiti evidentemente per escludere o penalizzare i siti scomodi sul piano del consenso elettorale».

Intanto presto si potrebbero aprire le partite al Tar: «i ricorsi al Tar annunciati avranno concrete probabilità di successo – continua Bisonni -. Una selezione viziata da criteri extra-tecnici introdotti a posteriori è esattamente il tipo di atto che i tribunali amministrativi di solito annullano. Ora se si tornerà alla prima graduatoria, quella originale, gli stessi cittadini di Macerata, a cui oggi la destra chiede il consenso, probabilmente si ritroveranno post elezioni con la loro città in prima linea».

La seconda delibera riguarda l’ecoindennizzo riconosciuto a Cingoli, secondo Avs «il valore ordinario di questa compensazione, derivante dalla quota legale del tributo speciale (10% dell’ecotassa), è pari a circa 2,58 euro a tonnellata. Quello approvato ieri è superiore di oltre il 600% rispetto allo standard. Ci mancherebbe: Cingoli ha tutto il diritto di ottenere compensazioni adeguate per il disagio subito. Ma quella cifra – dice ancora Bisonni – non è frutto di una trattativa equilibrata tra pari: è la conseguenza diretta di anni di inerzia e di non-decisioni da parte della destra che governa questa Provincia e questa Regione. Cingoli incassa, mentre tutti gli altri cittadini pagano bollette Tari sempre più salate (+9,2% solo nell’ultimo anno) e i rifiuti continuano ad essere spediti a Pesaro o ad Ancona con costi enormemente superiori. Questo sovraccosto – conclude Bisonni – lo pagheranno le famiglie maceratesi nella Tari dei prossimi anni. È il prezzo dell’immobilismo. È il conto della destra».
«Schiena dritta contro la discarica, non accetto chi dubita sulla nostra integrità»
E basta con questa discarica a questo punto ogni comune si faccia la sua e fine del discorso poi quei comuni che vogliono il termovalorizzatore lo facciano l’importante è farsela finita.