“Memento vivere”,
Il teatro che racconta il disagio dei giovani:
«Il 63% avverte un malessere psicologico»
CIVITANOVA - Venerdì alle 21 al teatro Conti nuovo appuntamento con il festival Io Desidero con uno spettacolo che racconta il disagio giovanile in collaborazione con MalaMente, Unimc e compagnia Ctr. I dati dello studio "Podcastle". Andrea Foglia: «Emergono problematiche profonde al di là dei numeri»
La salute mentale dei giovani torna al centro del festival Io Desidero, giunto alla sua decima edizione, con un nuovo appuntamento che porta in scena il linguaggio del teatro come strumento di ascolto e consapevolezza. Venerdì alle 21 al teatro Conti di Civitanova debutta “Memento vivere”, spettacolo inedito nato dal laboratorio intensivo di MalaMente insieme agli studenti dell’università di Macerata e alla collaborazione della compagnia Calabresi Tema Riuniti di Macerata, per la regia di Paolo Nanni.
Il progetto prende forma da un lavoro collettivo costruito attraverso brainstorming, scrittura creativa, esperienze personali e riflessioni condivise. Il risultato è uno spettacolo che attraversa le fragilità, le paure, le inquietudini e i silenzi che caratterizzano il vissuto emotivo di tanti ragazzi e ragazze oggi. «Con questa nuova tappa del festival Io Desidero vogliamo continuare a creare spazi autentici di confronto e consapevolezza — dichiara Andrea Foglia, ideatore e curatore del festival e coordinatore del tavolo per la salute dei giovani – Parlare oggi di salute mentale significa riconoscere un disagio diffuso che riguarda tantissimi adolescenti e giovani adulti, spesso incapaci di trovare parole adeguate per raccontare ciò che vivono.»
Il tema trova conferma anche nei dati emersi dal recente studio “Podcastle”, ideato e realizzato dal dipartimento Dipendenze patologiche dell’Ast di Macerata in collaborazione con l’associazione Glatad. La ricerca, condotta su 6.430 studenti degli istituti secondari di secondo grado della provincia di Macerata, evidenzia come il 62,8% dei ragazzi percepisca una condizione di malessere o scarso benessere psicologico. «Quello che colpisce — prosegue Foglia — non è soltanto il dato numerico, ma la profondità del disagio emotivo che emerge. I giovani di oggi stanno affrontando una pressione costante: paura del giudizio, senso di inadeguatezza, ansia da prestazione, isolamento relazionale. È una generazione cresciuta in un contesto di forte instabilità emotiva e sociale, che spesso vive l’ansia come una condizione quotidiana e normalizzata. Ma c’è un altro aspetto che dovrebbe interrogare tutti noi adulti: i ragazzi percepiscono chiaramente anche le nostre fragilità. Vedono adulti stanchi, disorientati, spesso incapaci di gestire il proprio benessere emotivo. Per questo è fondamentale costruire comunità educanti capaci di ascoltare senza giudicare e di offrire strumenti concreti di vicinanza e supporto».
Al termine dello spettacolo seguirà un breve intervento dello psichiatra Stefano Nassini, che offrirà uno spazio finale di riflessione e approfondimento sul tema del disagio giovanile e della salute mentale. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
…mah, chissà se per risolvere, o perlomeno attenuare questi ‘disagi’, la cura migliore non possa essere dedicarsi magari ad un duro lavoro, per imparare, non solo un mestiere, ma anche come guadagnarsi qualcosa, chissà…per quanto riguarda, invece, gli adulti definiti anche ‘disorientati’, bè, forse lì andrebbe cercato un altro tipo di disorientamento, che è quello di andare a cercare, molte volte, ancora strade facili, per percorrere, poi, quel che nemmeno loro, alla fine, sanno…ritornare all’esempio, in questi casi, sarebbe la soluzione di base, per così dire e non è poi così difficile da capire…altro che ‘memento’, qui è il ‘mi mento’, di vivere come dovrei!!! gv