Sempre meno nati nelle Marche,
nel Maceratese mille residenti in meno:
Porto Recanati cresce, cala Civitanova
DATI - Oltre 500 neonati in meno in un anno. I bebè sono la metà rispetto alle persone che ci hanno lasciato. L'età media dei residenti nelle Marche è 47,9, il comune più "vecchio" è Castelsantangelo. Cresce la popolazione straniera: 3mila persone in più nell'arco di un anno. Il comune più piccolo è Monte Cavallo

I dati dell’Istat
di Francesca Marsili
Le Marche perdono ancora abitanti e i nuovi nati sono la metà delle persone che ci hanno lasciato, le nascite in calo del 6%. Secondo i dati del Censimento permanente della popolazione diffusi oggi dall’Istat, al 31 dicembre 2024 la regione conta 1.480.545 residenti, in calo di 2.201 rispetto all’anno precedente (-0,1%).
Un dato che si inserisce in un quadro demografico nazionale sostanzialmente stabile, dove l’Italia nel complesso perde 27.766 abitanti, lo 0,05%, ma che nelle Marche riflette tensioni strutturali più accentuate, soprattutto sul fronte delle nascite e dell’invecchiamento progressivo della popolazione. Le Marche rappresentano il 2,5% della popolazione nazionale. Di queste, 135.023 persone (il 9,1% dei residenti) sono stranieri, quota in linea con la media nazionale.
Il calo demografico provincia per provincia: Macerata la più colpita.
La flessione demografica è distribuita su tutte e cinque le province marchigiane, sebbene con intensità molto diverse. La situazione più critica si registra nel maceratese, che perde 963 residenti (-0,3%), il calo percentuale più elevato tra le province. Seguono Ascoli (-0,2%, meno 400) e Fermo (-0,2%, meno 388). Pesaro e Urbino perde 324 abitanti (-0,1%), mentre Ancona, la provincia più popolosa con 461.503 residenti, il 31,2% del totale regionale, registra una perdita quasi simbolica di appena 126 residenti. A determinare il saldo negativo a livello regionale concorrono principalmente due voci: il saldo naturale, che registra un pesante deficit di 9.287 residenti (differenza tra 8.252 nati e 17.539 morti), e l’aggiustamento statistico di -1.191, che comprende iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per altri motivi e le operazioni di correzione della copertura censuaria. I flussi migratori attenuano parzialmente la perdita: il saldo migratorio interno (trasferimenti da altri comuni italiani) porta un guadagno di +1.147 residenti, mentre quello con l’estero contribuisce con più 7.130.
La popolazione nel Maceratese nel dettaglio: su 55 comuni, la stragrande maggioranza (43 centri) è in calo. In questo deserto demografico svetta il primato di Porto Recanati: è l’unico comune della provincia capace di crescere in modo significativo, con un incremento di 134 residenti. Macerata chiude l’anno con un saldo positivo di più 47 persone, grazie anche qui agli stranieri (+366) che compensano un saldo naturale cittadino in affanno (-252). Segnali di tenuta arrivano anche da Treia (+47) e Appignano (+17). Arranca tutto il resto della provincia. Le perdite più pesanti si concentrano in centri importanti come Tolentino (-162) e Cingoli (-123), seguiti da Castelraimondo (-80) e Montecassiano (-83). Anche le “regine” della costa e della cultura come Civitanova e Recanati segnano il passo, perdendo rispettivamente 76 e 74 residenti.
Nascite ai minimi storici: mai così pochi bambini nelle Marche. Il dato più allarmante del Censimento 2024 riguarda le nascite. Nelle Marche sono nati 8.252 bambini, oltre 500 in meno rispetto al 2023 (-545, -6,2%): un nuovo minimo storico per la regione. Il confronto con la media nazionale è impietoso: il calo italiano si ferma al -2,6%. Il tasso di natalità scende ulteriormente, dal 5,9 per mille del 2023 al 5,6 per mille del 2024, distanziandosi sempre di più dalla media italiana, che si attesta a 6,3 nati per mille abitanti. Nel dettaglio provinciale, il valore più basso si registra a Pesaro e Urbino (5,4 per mille), il più alto a Macerata (6 per mille). Alla radice della denatalità agisce una pluralità di fattori che si alimentano reciprocamente. Il primo è la contrazione della fecondità: il numero medio di figli per donna scende da 1,17 del 2023 a 1,11 nel 2024, rimanendo al di sotto della già insufficiente media nazionale (1,18). Il secondo è il calo strutturale delle donne in età riproduttiva (15-49 anni). Il terzo è la costante posticipazione della maternità: l’età media al parto nelle Marche è di 32,7 anni- Anche i nati stranieri sono in lieve calo: sono stati 1.244, il 15,1% del totale dei nati, con una riduzione meno marcata rispetto a quanto osservato a livello nazionale. In ogni caso, il crollo delle nascite è quasi interamente imputabile ai figli di coppie con entrambi i genitori italiani.
Mortalità in calo, ma le Marche restano sopra la media italiana
Sul fronte opposto del bilancio demografico arriva una notizia parzialmente positiva: nel 2024 si contano 17.539 morti, circa 200 in meno rispetto all’anno precedente (-197 unità, -1,1%). La riduzione a livello nazionale è stata più marcata (-2,7%). Il tasso di mortalità scende dal 12 per mille del 2023 all’11,8 per mille del 2024 nelle Marche. In Italia (11,1 per mille).
Una regione che invecchia più del resto d’Italia
La struttura demografica marchigiana è più anziana rispetto alla media del Paese, e il divario continua ad allargarsi. L’età media dei residenti è di 47,9 anni, in aumento rispetto ai 47,7 del 2023 e superiore alla media nazionale di 46,9 anni. L’indice di vecchiaia, che misura quanti anziani (65 anni e oltre) ci sono ogni 100 giovani (0-14 anni), sale a 235,4, rispetto a 226,4 del 2023 e a 207,7 dell’Italia. In altre parole, ogni 100 bambini nelle Marche ci sono 235 anziani. Nel confronto tra province, Pesaro e Urbino è la più giovane con un’età media di 47,6 anni, mentre Ascoli è la più anziana con 48,5 anni, seguita da Fermo (48,3). Tutti e cinque i capoluoghi registrano un peggioramento rispetto all’anno precedente. Sono oltre 73.042 i marchigiani con 85 anni e più, più di 2.000 in più rispetto al 2023, e rappresentano il 4,9% della popolazione totale. Tra i grandi anziani, le donne sono il 64,1%; tra gli ultracentenari, addirittura l’84%. Il comune più giovane è Montelabbate (Pesaro-Urbino), con un’età media di 43,1 anni, il più vecchio è Castelsantangelo con 58,5 anni.
Gli stranieri: 135mila residenti da 157 Paesi, fattore di crescita e ringiovanimento
La popolazione straniera residente nelle Marche è 135.023 persone, il 9,1% del totale regionale, in linea con la percentuale nazionale. Rispetto al 2023 è cresciuta di 3.012 residenti (+2,3%). Senza questo apporto, il calo demografico della regione sarebbe stato ben più pesante. Tutte le province registrano un incremento degli stranieri residenti. Le variazioni percentuali oscillano tra il +1,3% di Macerata e il +3,2% di Ascoli. La provincia con la quota più alta di stranieri sul totale dei residenti è Fermo (10,2%); quella con la quota più bassa è Ascoli (7,1%). In termini assoluti, la maggior concentrazione di stranieri si trova ad Ancona, che ospita il 33,3% del totale regionale. I cittadini stranieri provengono da 157 Paesi del mondo. Le comunità più numerose sono quella rumena (16,9%), albanese (10,8%), marocchina (6,6%) e cinese (6,2%).
Il territorio: piccoli comuni sempre più vuoti, grandi centri relativamente stabili
Il territorio marchigiano è composto da 225 comuni, con caratteristiche demografiche molto eterogenee. La classe di ampiezza più diffusa è quella dei comuni tra 1.001 e 5.000 abitanti: sono 106, il 47,1% del totale, e ospitano il 18,3% della popolazione. I comuni con meno di mille abitanti sono 54 e contano 32.893 residenti complessivi, il 2,2% del totale. I tre comuni più grandi: Ancona (99.533 abitanti), Pesaro (95.266) e Fano (59.903), ospitano il 17,2% dei residenti regionali. Tra i centri non capoluogo spiccano per dimensione anche San Benedetto (47.021 abitanti) e Senigallia (43.863). I comuni nella fascia 20.001-50.000 abitanti ospitano complessivamente il 29,0% dei marchigiani. Il comune più piccolo delle Marche è Monte Cavallo (100 residenti). Agli estremi della dinamica annuale si trovano Altidona, che registra il maggior incremento di popolazione (+4,9%) e Poggio San Vicino con il calo più accentuato (-5%). Altidona ha il record regionale di aumento della componente straniera (+43,4%), mentre Poggio San Vicino quello di diminuzione (-22,2%).