
Il trittico del Crivelli
A due secoli dallo “scippo”, Camerino vuole riappropriarsi dei suoi gioielli. Grazie alla proposta del Rotary Club di Camerino, su iniziativa dell’avvocato Corrado Zucconi Galli Fonseca, e attraverso l’interessamento del presidente del Consiglio comunale Cesare Pierdominici, l’amministrazione comunale di Camerino ha recentemente inviato al ministero della Cultura la richiesta ufficiale di restituzione alla città di alcune opere d’arte sottratte durante le spoliazioni napoleoniche.
L’istanza al ministero rappresenta un primo passo verso la realizzazione del progetto di far tornare a casa il patrimonio artistico trafugato, progetto nato proprio a seguito di una conviviale in cui relatore è stato l’avvocato Zucconi, che ha affrontato anche il tema del diritto delle città spogliate di riavere il maltolto.
Zucconi, da tempo sostenitore della causa del ritorno delle opere trafugate nel nostro territorio, ha in questi giorni interessato della questione anche Gerardo Villanacci, ex docente presso la Scuola di giurisprudenza di Unicam e attualmente presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali. «Abbiamo sia il dovere morale che il diritto di tentare di recuperare quelle testimonianze di grande civiltà della nostra terra – dice Zucconi – perché un’opera d’arte costituisce un segno importante del luogo in cui è stata pensata ed eseguita».
Ripercorrendo la storia, nel 1811 due solerti funzionari del Regno Italico, Antonio Boccolari di Modena e Giuseppe Santi di Ferrara, requisirono nelle Marche numerose opere d’arte per portarle a Milano, capitale del Regno Italico. Là il viceré di Napoleone, Eugenio di Beauharnais, voleva fare della Pinacoteca di Brera un secondo Louvre, servendosi soprattutto di opere d’arte confiscate agli enti religiosi soppressi. Da Camerino furono portate via ben otto grandi tavole del sommo pittore veneziano Carlo Crivelli: il trittico del Convento di San Domenico del 1482 (“Madonna con il Bambino” più due laterali), la grande tavola della “Consegna delle chiavi a San Pietro” della chiesa di San Pietro in Muralto del 1488, il trittico della Madonna della Candeletta del Duomo di Camerino del 1490 (Madonna con il Bambino più due laterali) e la Crocefissione del Duomo di Camerino pure del 1490. Insieme a queste tavole furono prelevati anche degli accessori, come pinnacoli, predelle e pilastrini laterali, capolavori anch’essi dipinti dallo stesso Carlo Crivelli. Inoltre, dal Monastero delle Suore di San Salvatore furono portate via tre tele seicentesche dei Santi Pietro e Giacomo e di un Evangelista.

Antonio Talpacci, Corrado Zucconi Galli Fonseca, Cesare Pierdominici
Oggi il principio culturale che ha ispirato l’iniziativa comincia ad essere riconosciuto da qualche tempo anche in sedi autorevoli. Alcuni anni fa il Governo italiano ha restituito all’Etiopia l’obelisco di Axum, ma lo stesso ministero della Cultura tra il 2021 e il 2022, attraverso la Direzione generale dei musei, ha iniziato ad attuare il progetto “100 opere tornano a casa”, dove tra i criteri seguiti dal Ministero c’è quello delle opere nel tempo confluite nei principali musei italiani da altri territori, e, che in questo modo compiono un “ritorno a casa” nei luoghi per i quali sono stati realizzate.
Due restituzioni importanti da Brera si sono verificate anche nelle Marche e riguardano proprio opere d’arte requisite a suo tempo dagli emissari di Napoleone: ad Urbino, alla Galleria nazionale delle Marche, sono state destinate ben cinque pale, due di Federico Barocci, due di Simone Cantarini e una del Pomarancio; a San Severino è stata restituita una grande tela della scuola del Pomarancio, raffigurante la “Madonna con il Bambino” e i santi Severino e Rocco, che non stava più neppure nei depositi di Brera, ma era stata data in comodato ad una chiesa di Osnago, in provincia di Lecco.
Se le opere Marchigiane e umbre, Brera sarebbe uno sgabuzzino di 50 metri quadrati
Nella sala della Pinacoteca di Brera in cui è custodita questa opera che tutto il mondo ci invidia, ce sono anche altre di bellezza unica tolte dal nostro territorio. Ben venga l'iniziativa, sarebbe anche ora! Grazie Avvocato!
Era ora, orsù!
Sarebbe ora
Avanti
Sarebbe ora brera non ha soltanto quelli..
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I miei complimenti per la lodevole iniziativa, riuscire nell’impresa darà rilevanza alla città facendo anche comprendere ai cittadini e turisti la grandezza del passato, con la speranza di un futuro degno.
…se no li Crivelliamo di colpi…ecco!!! gv
… Adesso ridacci la nostra Gioconda
Perché siamo noi i Campioni del Mondo
È nostra, è nostra, vogliam la Gioconda
Alé oh oh, Materazzi ha fatto gol.
…la Gioconda del Louvre è una copia, Massimo, dai, non lo sai!!? Che ce ne facciamo, di copie ne abbiamo già abbastanza… gv