Tommaso Cerno al Lauro Rossi,
tra libertà e conformismo
MACERATA - Il direttore de "Il Giornale", ex parlamentare Pd ora vicino al centrodestra, ospite venerdì della rassegna "Presente Liberale"

Tommaso Cerno
Tutto pronto per l’arrivo a Macerata di Tommaso Cerno. Il direttore de Il Giornale e conduttore televisivo sarà ospite venerdì alle 18 al teatro Lauro Rossi nell’ambito del festival “Presente Liberale”, promosso dal comune di Macerata in collaborazione con la casa editrice Liberilibri. Il titolo dell’incontro sarà: “Il conflitto tra libertà e conformismo. Le ragioni di Giuda”.
Giornalista (è stato direttore de “L’Espressso”), scrittore ed ex parlamentare Pd, prima di passare a posizioni vicine al centrodestra, Cerno ha costruito nel tempo un percorso professionale caratterizzato da posizioni spesso fuori dagli schemi e da una costante riflessione sul rapporto tra libertà individuale, potere e narrazione pubblica. Nel corso della serata, intervistato dal direttore editoriale di Liberilibri Michele Silenzi, presenterà il suo ultimo libro “Le ragioni di Giuda”.
«Ospitare una figura come Tommaso Cerno significa offrire al pubblico la possibilità di ascoltare una voce libera, spesso scomoda, che nel suo percorso ha attraversato mondi diversi senza mai rinunciare a una propria identità critica – dice l’assessore Riccardo Sacchi – è proprio questo il senso più profondo del festival: creare occasioni di dialogo in cui il pensiero non sia mai addomesticato, ma rimanga vivo, plurale e, se necessario, provocatorio. Il tema scelto per questo appuntamento è particolarmente attuale: in un tempo in cui il conformismo può assumere forme sottili e pervasive, riflettere sul confine tra tradimento e libertà diventa fondamentale».
vicino al centrodestra mi pare poco, ufficio stampa del centrodestra.
Tutti a destra spera de non esse mintuati da issu!
Cerno è stato in parlamento con il P.D. se poi ha cambiato idea ci sarà un perché o no? Comunque signori i politici con il COVID si sono superati io mi sono dovuto vaccinare perché altrimenti l’azienda mi lasciava a casa senza stipendio e quando si ha famiglia la cosa non è affatto piacevole alla faccia della tanto sbandierata democrazia.