
L’inaugurazione del castello di Montefiore
Porte aperte al castello di Montefiore dopo 17 anni di attesa. Oggi pomeriggio il via agli eventi per l’inaugurazione con rievocazioni, sbandieratori, costumi d’epoca e mercatini medievali a impreziosire non una struttura, ma un vero e proprio monumento storico-artistico legato al passato della città.
«L’inaugurazione del castello di Montefiore è l’evento dell’anno – ha detto il sindaco di Recanati Emanuele Pepa – una riapertura attesa da anni e che oggi si è concretizzata dopo un lungo impegno dell’amministrazione per restituire alla cittadinanza un patrimonio non solo storico, ma rappresentativo di un’intera comunità. Siamo certi che, grazie all’impegno del comitato di quartiere, cui è stato affidato in gestione, e a tutti coloro che si occuperanno del suo ritorno alla vita, il castello rappresenterà un volano di sviluppo turistico e culturale per la comunità recanatese».

Il taglio del nastro del sindaco Emanuele Pepa
«Il castello costituisce un vero e proprio tratto identitario per Recanati ma soprattutto per la comunità di Montefiore – ha detto il vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli – che da sempre la caratterizza e rappresenta una presenza costante al fianco dei residenti. Ora, questo gioiello cittadino tornerà a splendere dopo la chiusura che perdurava da ottobre 2009. Cittadini e visitatori potranno tornare a calcare soprattutto la sommità della torre di avvistamento, il simbolo più tangibile dell’intera struttura. Ci piace pensare come, dopo secoli di utilizzo per scopi bellici, la torre diventerà invece perno di accoglienza per i cittadini dei comuni limitrofi che, in origine, dovevano essere tenuti lontani».
Tra i presenti all’inaugurazione, come segno tangibile di vicinanza alla città, il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, la sottosegretaria all’Economia Lucia Albano, la senatrice Elena Leonardi, il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, i sindaci di Osimo Michela Glorio, di Montefano Angela Barbieri e di Montecassiano Katia Acciarresi. Presenti, inoltre, alcuni consiglieri regionali e comunali.
Festa grande, dunque, all’interno delle mura della rocca, a partire dalle 16 di oggi e fino alla serata di domani, aperta dal corteo storico degli sbandieratori e tamburini di Montecassiano, che hanno accompagnato la Giunta comunale al completo e le autorità dal cancello al rivellino, dove si è tenuto l’immancabile taglio del nastro, sino all’interno. Dopo i saluti delle autorità, il Sindaco Pepa ha simbolicamente consegnato le chiavi del castello a Moira Scalzini, presidente del comitato di quartiere di Montefiore.
Particolarmente attese le visite guidate all’interno del castello che, per la prima volta dopo 54 anni, hanno riportato occhi umani a scrutare dalla sommità dell’iconica torre di 34 metri di altezza, attraverso le merlature. 163 scalini separano il basamento dal vertice, ma la fatica dei visitatori è stata ripagata da una vista a tutto tondo tra il Conero e i Sibillini. Il primo cittadino ha qui innalzato la bandiera recanatese, inaugurando una nuova era alla rocca.
L’inaugurazione non si è fermata qui: dalle 21 canti e balli con Verba et soni e Quam pulchra es, fino allo spettacolo pirotecnico e video mapping in 3D alle 22, per chiudere in bellezza la prima giornata di festeggiamenti. Domani mattina, alle 10, la prima messa al castello, con la successiva ripresa delle rievocazioni storiche e delle visite che dureranno sino alla tarda serata.
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Di fronte all’abbattimento da parte del Nuovo Ordine Mondiale della nostra Storia e della nostra civiltà giudaico cristiana, mentre sta avanzando la civiltà islamica per imporre l’ordine naturale dato da Dio, ritornare a fare rivivere pure la parte fisica del passato ci rimette davanti ad un dato stabile delle nostre fondamenta storiche.
Non so come gestiranno questo castello. Magari al suo interno, visitabile dai turisti, potrebbero mettere iniziative produttive, fosse anche una trattoria. Il turismo non deve fermarsi alla Storia, ma dovrebbe svilupparsi anche in una qualche sua forma produttiva. Come avviene per l’Abbazia di Fiastra. Come non avviene per San Claudio al Chienti con la Cappella Palatina e per Urbisaglia, con la sua Urbs Salvia e la Seconda Roma di Carlo Magno.
Da cosa dipende questo fenomeno di non considerazione? Dipende dall’ignoranza e dal mancanza di cultura e di strategie volte a fare soldi con il turismo da parte degli amministratori. I quali si nascondono spesso dietro a scoperte storiche magari superate, sulle quali altri europei, più scafati e interessati, ci fanno soldi.
Lo sapete che dall’anno 800 all’anno 1164 nella nostra zona ebbero la loro sede 69 Papi, dato che nella Roma dei Cesari era impossibile viverci, per le epidemie, e soprattutto per le scorrerie saracene?
E mentre gli storici della tradizione, insieme al prof. Alessandro Barbero, hanno sempre sostenuto che il corpo di Carlo Magno era sepolto ad Aachen in Germania, c’è voluto il prof. Franco Cardini che è venuto a San Claudio al Chienti per smentirli, affermando che il corpo di Carlo Magno ad Aachen non c’è. E se magari fosse qui, perché non sfruttarlo a fini turistici?
Da IA.
Fondazione: Risale alla fine del XIII secolo (circa 1290). Recanati aveva bisogno di una fortezza che monitorasse i confini e le vie di comunicazione verso l’Adriatico.
Il Ruolo: Diversamente dai castelli residenziali nobiliari, Montefiore è nato come castello di comunità o “castello di confine”, con una funzione prettamente militare e di avvistamento.
Ci vedrei bene una trattoria dentro le mura del castello.P.S. cucina con menù medioevale.
“Indovina l’oggetto misterioso?” Sembrava non ci fosse ma a cercare con grande attenzione ecco che il nostro “Presenzialista ” locale c’è. Trovatelo e riceverete 50 punti per partecipare al ” Premio Paolini”, il famoso disturbatore tv.
Stefano Valenti Sr ha ragione… Infatti, le cucine medievali attraggono e sono squisite, per mia esperienza. Per Montefiore, un vitto medievale rispondente all’epoca del castello e con vini di quell’epoca, non carolingi, o rinascimental, magari con il “vinum coctum” di Loro Picena, che i Romani già conoscevano e che Carlo Magno si portava dietro nelle spedizioni militari verso il nord Europa. E che ancora oggi tiene banco nelle nostre feste e sulle nostre mense.
Sull’argomento vitto medievale il noto ristoratore e scrittore storico Silvano Scalzini avrebbe un mare di esperienza da proporci.
Mi piace rivelarvi pure un fatto personale avvenuto nel castello di Montefiore, nel 1966. Ci portai un mio amico statunitense, che era qui per la Lirica di Macerata. Era pure un regista di film. A Montefiore si era eccitato… Fece delle inquadrature con la macchina fotografica, perchè, qualora avesse “girato” un suo film di “cappa e spada”, lo avrebbe realizzato sia a Montefiore, che a Recanati, che aveva visitato prima. Insomma, il percorso obbligatorio era stato Recanati-Montefiore… Ricordo che si era sparsa la voce del “film” e se ne parlò nella zona… Ritornato negli States “girò” invece un film “western”. Però, non è detto che, in futuro, nel castello di Montefiore non si faranno film storico-medievali… O filmati di propaganda turistica.