
Laura Laviano e Sandro Parcaroli, entrambi esponenti della Lega
«Sarebbe più coerente e conseguente accompagnare l’uscita dal partito con una scelta chiara anche rispetto all’incarico assessoriale». Non si stracciano le vesti il segretario regionale Giorgia Latini e il commissario provinciale Mauro Lucentini dopo l’annuncio a sorpresa dell’assessora maceratese Laura Laviano di lasciare la Lega. Ma ora, a meno di tre mesi dalle elezioni, i vertici del Carroccio vorrebbero anche che l’assessora, dopo le pesanti accuse al partito, lasciasse la sua poltrona.

A sinistra Mauro Lucentini, a destra Giorgia Latini durante un incontro con Salvini a Macerata
«Dispiace sinceramente per quanto accaduto e per il clima che traspare dalle sue parole – dicono Latini e Lucentini – prendiamo atto della scelta, che rispettiamo sul piano personale prima ancora che politico, pur ritenendo doveroso precisare che non vi è mai stata, da parte nostra, la volontà di metterla in disparte o di isolarla. Alcune delle accuse mosse appaiono francamente infondate e non è chiaro a chi siano riferite. La Lega ha sempre agito in modo trasparente e collegiale, nell’interesse dell’azione amministrativa e della città. Nel corso della consigliatura, l’assessore ha potuto svolgere il proprio incarico con autonomia e responsabilità all’interno della squadra amministrativa guidata dal sindaco Sandro Parcaroli. Anche in passaggi complessi, la Lega ha sempre tutelato il suo nome, trovando soluzioni che le consentissero di proseguire nel ruolo, pur in un contesto politico in cui non sono mai mancate valutazioni e riflessioni sull’assetto delle deleghe».
Da non dimenticare però è che il ruolo di assessore è fiduciario: il sindaco avrebbe quindi il potere di revocare le deleghe a un suo assessore e nel caso di specie parliamo di due esponenti, il primo cittadino Sandro Parcaroli e l’assessora Laviano, entrambi dello stesso partito. Insomma, forzando la mano, la Lega potrebbe spingere il “suo” sindaco a rimuovere Laviano dal suo posto, ma a quel punto o si va a fine mandato con un assessore in meno o si finirebbe nella paradossale situazione di dover nominare un assessore per meno di tre mesi di mandato. «Restare in giunta dopo aver preso le distanze dalla forza politica con cui si è stati eletti rappresenta una decisione che solleva un tema di correttezza – rinforza la sua posizione la coppia Latini-Lucentini – la Lega Marche continua a lavorare con l’obiettivo di servire i cittadini e il territorio, nel rispetto delle persone e delle istituzioni. Ringraziamo Laura Laviano per il contributo dato in questi anni all’azione amministrativa e le auguriamo di proseguire il proprio impegno con serenità».
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Aggiornamento delle 17,15 – Non tarda ad arrivare la replica di Laviano: «Ricordo che le deleghe restano in capo al sindaco; la mia coerenza resta invece in capo a me, sarà quindi il sindaco a prendere una decisione. Rivesto il ruolo di assessore perché sono stata scelta dai cittadini a differenza di altri che sono stati inseriti in giunta dalla Lega senza alcuna legittimazione popolare, come ho ricordato al commissario Lucentini con un messaggio dell’11 ottobre 2025, dopo esser venuta a conoscenza di una riunione in cui proprio lui stava cercando una motivazione per farmi togliere le deleghe».
E allora Vannacci ?
Il problema è che dopo l'epoca (terrificante) delle giorge ci toccherà quella delle costanze e delle matildi
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