
Francesco Acquaroli, presidente della Regione, e Gianmarco Tamberi alla Bit di Milano
Un nuovo anno da record per il turismo nelle Marche. Presentati oggi alla Bit di Milano dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, i dati delle presenze e arrivi 2025. Le Marche consolidano il loro percorso di crescita e rafforzano il posizionamento come destinazione sempre più attrattiva a livello nazionale e internazionale. Nel 2025 si registrano infatti 2,9 milioni di arrivi (mezzo milione in più nel giro di sei anni) e 11,9 milioni di presenze (un milione e mezzo in più), i valori più alti di sempre per il turismo marchigiano.

La tavola rotonda durante la quale sono stati presentati i dati
Un risultato che migliora ulteriormente le performance già positive del 2024, con un incremento del +6,9% negli arrivi e del +4,4 % nelle presenze su base annua. «Questi numeri – ha rimarcato il presidente Francesco Acquaroli – certificano il grande lavoro svolto per rendere le Marche una destinazione sempre più competitiva, riconoscibile e attrattiva. Non si tratta di una crescita casuale, ma del risultato di una strategia che punta sulla qualità dell’offerta, sulla promozione integrata del territorio e sulla valorizzazione delle nostre eccellenze paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche. Le Marche sono oggi una regione che piace, che accoglie e che sa farsi scegliere. Questo ci rende anche consapevoli rispetto al fatto che c’è tantissimo margine di crescita, sia degli arrivi che delle presenze, ma anche della qualificazione su uno standard più elevato del turismo che può conoscere la nostra regione».

Nevralgico, secondo Acquaroli, il lavoro sull’aeroporto Sanzio di Falconara, che dai recenti dati sui passeggeri del 2025 cresce nei numeri (+1,1%, 607mila passeggeri) ma molto meno rispetto ai “vicini di casa” di Perugia (+16,1%, 620mila) e soprattutto Pescara (+31,5%, 1,1 milioni). «Stiamo cercando di implementare le rotte, soprattutto per il Nord Europa, perché riteniamo che le destinazioni turistiche e anche la destagionalizzazione che la nostra regione può offrire siano molto interessanti per questi Paesi e anche per il mercato americano – ha proseguito il governatore – tanti di quegli stranieri in arrivo nel 2025 coincidono esattamente con i voli che sono cresciuti all’aeroporto delle Marche, quindi è fondamentale per noi continuare a spingere sulla crescita dell’aeroporto. Dobbiamo continuare anche sulla riqualificazione delle strutture ricettive per migliorare la qualità dell’offerta, e cercare poi di crescere anche non solo dal punto di vista della qualità delle strutture ricettive, ma dell’organizzazione delle destinazioni. Anche qui stiamo lavorando con il Dipartimento Turismo e Atim, perché credo che lavorare sulla destinazione possa accrescere il valore che la nostra regione può offrire al turista che vuole scoprirci e venire a vivere un’esperienza unica in una terra dalle infinte attrazioni. Un ringraziamento va al nostro testimonial Gianmarco Tamberi che ci ha dato una grande spinta e che continua a farlo rivendicando la sua origine marchigiana mentre gira tutto il mondo: per noi questo è sempre un grande orgoglio e un grande onore».

Gianmarco Tamberi
I dati, illustrati nei particolari dalla dirigente del settore turismo Paola Marchegiani, assumono un rilievo ancora maggiore se confrontati con il periodo pre-pandemico: rispetto al 2019, le Marche segnano un +22,5% negli arrivi e un +14,7% nelle presenze, a conferma di una crescita strutturale e non episodica. Particolarmente significativo il contributo del turismo internazionale. La regione si conferma sempre più aperta al mondo, con un aumento dei turisti stranieri del +12,5% rispetto al 2024 e addirittura del +45,6% rispetto al 2019. Nel dettaglio, gli arrivi esteri raggiungono quota 577mila, mentre le presenze straniere toccano i 2,3 milioni, anche in questo caso ai massimi storici. «Ho girato cinque continenti – ha sottolineato Tamberi – ma ogni volta sono tornato a casa. E questa è la cosa più importante. Nonostante abbia visto tanto, ciò che mi trasmettono la nostra terra, la nostra gente, la nostra cultura e il nostro modo di vivere è quello che mi piace di più. Ne vado fiero, sono felice di esserne un rappresentante nel mondo e spero di riuscire a trasmettere il più possibile questi valori e questo modo di essere. C’è ancora tanto da lavorare per farci conoscere, questo è vero. Ma bisogna anche guardare a quanto fatto finora: secondo me si sta facendo un ottimo lavoro. La volontà è quella di continuare a crescere, i risultati non mancano e questo è un segnale importante. La Regione punta molto sui giovani e sulle nuove generazioni. Il messaggio che voglio lasciare è lo stesso che porto sempre con me, al di là del mio ruolo di testimonial. Ai giovani marchigiani voglio dire che, avendo visto tanto, so quanto siamo fortunati ad avere quello che abbiamo qui. Siamo nati in un territorio che è un vero paradiso, ricco di cose che ci vengono invidiate. Qui si vive bene e le opportunità non mancano. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo e impegniamoci per avere ancora di più».

Francesco Acquaroli
La Regione si presenta alla Bit con uno stand rinnovato. «Siamo qui con 48 operatori e la partecipazione di enti locali, Comuni e associazioni – ha proseguito la direttrice dell’Atim Marina Santucci – l’obiettivo per il 2026 è aumentare i flussi turistici, soprattutto dall’estero, e destagionalizzare l’offerta. La promozione avviene attraverso fiere, come quelle di Londra e Berlino, e campagne pubblicitarie, come lo spot con Tamberi a Times Square a New York, che ha raggiunto 1,6 milioni di impressions. La Regione sarà presente nelle principali stazioni italiane e collaborerà con l’aeroporto delle Marche e Lufthansa per aumentare la visibilità e misurare i risultati. La campagna promozionale iniziata in primavera sarà seguita da azioni mirate per attirare turisti da aree di interesse. La Regione si impegna così a essere visibile e a raggiungere i propri obiettivi turistici».

Presente a Milano anche la delegazione del Comune di Macerata. All’interno dello stand della Regione, l’assessore al turismo e ai grandi eventi Riccardo Sacchi, ha presentato il calendario unico della città, puntando con decisione sul brand “Macerata Città dei festival”. L’obiettivo della trasferta milanese è chiaro: intercettare flussi turistici alla ricerca di esperienze autentiche che sappiano coniugare la bellezza architettonica del capoluogo con una proposta di intrattenimento di alto profilo, distribuita lungo tutto l’arco dell’anno.

L’assessore Riccardo Sacchi alla Bit
«A Milano abbiamo raccontato una Macerata viva capace di rinnovarsi continuamente – dice Sacchi – la nostra presenza alla Bit non è solo una vetrina, ma una scelta strategica per consolidare il posizionamento della città come destinazione di cultural entertainment. Macerata è oggi, a pieno titolo, la Città dei festival e delle rassegne. Attraverso eccellenze come Musicultura, la forza attrattiva di Sferisterio Live, l’energia di Overtime, la profondità di Macerata Racconta e l’originalità di Artemigrante, offriamo ai visitatori un motivo per tornare in ogni stagione. Infatti, come da programma, abbiamo raggiunto un’importante destagionalizzazione delle manifestazioni. Non proponiamo solo singoli eventi, ma un modello di accoglienza dove la qualità artistica diventa il volano per l’economia del territorio e per la valorizzazione del nostro patrimonio storico».
Senza trasporto pubblico...
2 suggerimenti: destinare più risorse per lo Sferisterio (unico motivo per far venire uno straniero a Macerata) e spostare le date di Overtime che è sempre in concomitanza con il più blasonato Festival dello sport di Trento.
Ma che film vedete ?
Chissà cosa verranno a visitare gli stranieri,i pannelli fotovoltaici sulle colline o la rotatoria di Civitanova completamente avvolta dalla plastica da 6 anni?
I giovani laureati che vanno all' estero , li sanno sti signori !!!
Per Me andavano Tutti a piedi poiché le strade erano (e sono) Tutte Chiuse
Propaganda spicciola
Le Marche sono anche belle, ma i marchigiani sono ancora lontani da una buona ricezione turistica
La Meloni fa scuola
A me i conti non tornano proprio.. Soprattutto a San benedetto
Non è vero , nel 2025 c'è stato un calo sensibile dei turisti nelle Marche rispetto al 2024
Andrea Garzia meno 30% nel 2024 e altro meno 25% nel 2025....turisti stranieri invisibili a luglio....dove prendono i numeri in regione?... Booo
Ottimo!
La favola di Pinocchio
Più lunghe le liste d attesa Più costi per l aeroporto Più buche sulle strade Più mareggiate Più costi per il trasporto TUTTO PIÙ
Vieni nell'alto maceratese e conta i turisti...!..quei 12milioni qui non si sono visti..!siamo abbandonati e avete rivoluto tutti i soldi del terremoto!Vergogna!
Allora fanno meno 33 mila presenze al giorno pari al 2,2% della popolazione residente Siena comune è la prendo perché è la città di provenienza di Guido castelli fa un milione centomila presenze che divise per 365 fanno in percentuale fanno il 5,7% di presenze turistiche per abitante..Solo il comune di Siena fa circa 3 volte le presenze della regione Marche. Così giusto per avere unidea.
Su quale base Macerata città dei festival che musicultura è stata pure spostata. Una città bloccata dai lavori e il deserto che c'è nel centro storico ha raschiato il fondo.
Poi vi faccio i conti e ridiamo
Ma che palle raccontare ? 12000000 e fove li mettono? Grossolani come il tutto va bene e i malati oncologici muoiono per terra negli ospedali... la destra avrà l onta di avere distrutto un paese per manifesta incapacità
Come rosicano i sinistri sono proprio alla canna del gas poveracci e poveracce..
Tutto merito del LOGO
Marcello Marcelli non ce lu copia gnisciu!!!
CON LE STRDE SEMPLICEMENTE SCHIFOSE
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
Macerata ruggisce, e’ viva anzi straviva, e’ Macerata Granne !!!
Prepararsi all’overtourism:
https://webassets.eurac.edu/31538/1657705708-09-25-overtourism-it.pdf
L’assessore dimentica di citare la stagione lirica, quella sì che dal 1967 (con i precedenti del 1921-22) fa conoscere Macerata in giro per il mondo…
direi che per rendere più attrattiva anche la nostra città di Macerata, si dovrebbe ripulire il centro storico da tutte quelle porcherie di scritte sui muri, multare i proprietari dei negozi chiusi che rendono impossibile con le loro richieste di affitto di poter aprire nuove attività e soprattutto perché lasciano le vetrine in condizioni da terzo mondo in più i commercianti del centro nel mese di agosto dovrebbero dare servizi e quindi restare aperti magari a turno ma non si può avere una città fantasma.
Bartolò, sai che tra i grandi motori dei 12 milioni di turisti in sei anni ci sei anche tu?
C’è chi arriva con la speranza di incrociarti, di cogliere dal vivo il fenomeno…
Peccato che restino spesso con il dubbio irrisolto.
Dai, concediti ogni tanto alla folla, magari in posa accanto al tuo sindaco del cuore: sarebbe un investimento turistico più efficace di qualsiasi piano strategico….Bartolò…Bartolò..non cambi mai..
Le Marche? Facciamo due conti veloci,
due punto cinque per cento, né più né meno,
tante persone, stesso pezzetto di denaro,
e il turismo segue come un’ombra fedele.
Dodici milioni di letti sfatti,
di gelati mangiati, di foto scattate al tramonto,
su quattrocentosettantotto, quattrocentosettanta milioni totali…
guarda un po’: di nuovo due punto cinque, preciso!
Non c’è trucco, non c’è magia nascosta,
è come se la natura si fosse detta:
«Ok, pesi poco? Allora pesi poco anche qua».
E la proporzione sta lì, tranquilla,
non si arrabbia, non si vergogna,
semplicemente è così – e ti fa quasi ridere
quanto il mondo si ostini a essere onesto.
Il PIL delle Marche sta fermo, non si muove,
zero virgola zero nell’ultimo anno tondo,
mentre l’Italia intera un pochino si scrolla,
cresce di sette decimi, un respiro profondo.
Trentaquattromila euro a cranio, più o meno,
un abitante su tre ha in tasca quel numeretto,
l’Italia va oltre, sfiora i trentotto,
piccola differenza, ma si sente nel petto.
Un milione e mezzo di teste moltiplicato
fa cinquanta miliardi scarsi, un bel malloppo rotondo,
due virgola tre per cento del grande totale
che l’Italia cuoce dentro al suo pentolone.
Eppure qui fabbriche cantano, valigie viaggiano,
il mare richiama… ma il passo resta un po’ zoppo.
Qualcosa tiene, qualcosa arranca piano,
come un motore bello, ma con un filo di strano.
Abbiamo un potenziale (e spazio, lo dico per chi teme l’overtourism) enorme! Se solo ci credessimo e ci investissimo……..
Io non ho capito una cosa, il turismo marchigiano va bene grazie a Acquaroli e Tamberi? Di concreto cosa ha migliorato il presidente attuale?