
Gianluca Tittarelli, direttore del Val di Chienti e presidente della Pallavolo Macerata durante l’intervista nella redazione di Cronache Maceratesi
di Luca Patrassi
Se quello in programma per dopodomani fosse un conclave, si direbbe che Gianluca Tittarelli vi entra da papa: l’unico problema è che lo scenario non è la Cappella Sistina ma la sede cittadina del Pd che ospiterà la riunione della coalizione di centrosinistra che dovrebbe definire la questione del candidato sindaco. In pole il già citato Gianluca Tittarelli, storico direttore del centro commerciale Val di Chienti, sostenuto da alcuni pezzi del centrosinistra e tra questi più o meno convintamente dal Pd, e l’avvocato Andrea Tonnarelli che sarebbe sostenuto dai gruppi più a sinistra come Avs, Strada Comune, Avs e anche 5Stelle.
Visto che l’incontro è in casa del Partito Democratico il pensiero corre alla vicenda del giorno, l’uscita di scena dal partito del consigliere comunale Maurizio Del Gobbo che era stato il Dem più votato alle amministrative del 2020. Così lo ricorda, su richiesta, il capogruppo del Pd Narciso Ricotta: «Maurizio Del Gobbo è un caro amico, è stato con noi per tante legislature e dunque sono dispiaciuto per questa sua scelta personale che, in quanto tale, è del tutto legittima ma non condivisibile nei contenuti». Del Gobbo ha anche manifestato la volontà di continuare l’impegno civico: forme e vesti da definire.
Il Pd però non appare compatto: c’è chi preme per chiudere subito con una soluzione condivisa dal centrosinistra e chi vuole convincere il dottor Romano Mari ad accettare una candidatura. Tramontata l’ipotesi di una candidatura dell’ex rettore Unicam Flavio Corradini, parte del Pd spinge per chiudere subito con Gianluca Tittarelli mentre c’è chi spera che la sinistra non molli sulla candidatura dell’avvocato Andrea Tonnarelli ed arrivare a una rottura che riaprirebbe i giochi e le porte a una terza candidatura. Resta però il fatto che il presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Macerata Romano Mari non è intervenuto, e non sembra aver l’intenzione di farlo, nel dibattito legato alle candidature: nessun movimento esplicito, si direbbe che è alla finestra in attesa di eventi che al momento non sembrano entusiasmarlo.
Il centrodestra attende le mosse del sindaco uscente Sandro Parcaroli che non lascia ancora capire quale sarà la sua decisione, la ricandidatura o l’uscita di scena con l’effetto di aver messo tutti in fibrillazione. Nel centrodestra è lunga la lista degli aspiranti candidati sindaco nel caso non ci sia un Parcaroli bis. Forza Italia ultimamente sta dando ribalta mediatica e ospitalità a quanti finora hanno manifestato posizioni di dissenso rispetto all’azione del sindaco Parcaroli. Fratelli d’Italia sembra schierata per il Parcaroli bis forse per evitare frammentazioni interne. L’Udc non si sbilancia ma non ha un peso tale da imporre condizioni. Silenzio dall’ex civica Parcaroli, ora Pensiero e Azione.
Se non sarà un Parcaroli bis, il centrodestra ha una decina di candidati in (doppio) pectore: tra gli altri Anna Menghi, Andrea Marchiori e Aldo Alessandrini per la Lega, Riccardo Sacchi per Forza Italia, Marco Caldarelli per l’Udc, Gianluca Micucci Cecchi per i civici un po’ più azzurrini, Francesca D’Alessandro, Pierfrancesco Castiglioni e Paolo Renna per Fratelli d’Italia.
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Direi che potrebbero candidarsi tutti quanti, nel centrodestra. Intendo dire tutti insieme. Del resto le prove generali le hanno fatte in questi cinque anni.