«Un Troiani-bis?
Proposta surreale e sfrontata»

CIVITANOVA - Alza un muro il centrosinistra sull'ipotesi emersa tramite Gianluca Pasqui durante il coordinamento di Forza Italia: «La prova che la politica delle poltrone e del mantenimento del potere a tutti i costi si sta aggravando nell’ambito del centrodestra». Azione, con Ivo Costamagna, punta il dito su Ciarapica: «Crisi politica evidente in maggioranza: il primo cittadino si prenda la responsabilità di verificare se ci sono i presupposti per governare, non solo per traghettare la città alle elezioni»

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Fausto Troiani

«L’ipotesi di una eventuale ricandidatura di Fausto Troiani alla presidenza del Consiglio comunale di Civitanova è surreale e sfrontata». Non usa mezzi termini il centrosinistra per stoppare sul nascere l’ipotesi, che sarebbe emersa dalla riunione provinciale di Forza Italia di venerdì sera per bocca del coordinatore provinciale del partito Gianluca Pasqui, di riportare sul piatto, alla prossima seduta dell’assise, il nome del presidente uscente, sfiduciato appena cinque giorni fa.  

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Il Consiglio comunale che ha visto sfiduciato Fausto Troiani

«Riproporlo dopo che il Consiglio stesso lo ha sfiduciato esprimendo il sentimento e la volontà di gran parte della cittadinanza è la prova che la politica delle poltrone e del mantenimento del potere a tutti i costi si sta aggravando nell’ambito del centrodestra – tuona il centrosinistra in una nota unitaria – già il sindaco Ciarapica, confermando di non avere né la saggezza del buon amministratore né il senso del limite, aveva provato a insistere su questa strada. Ma ora preoccupa che a ventilare questo sfregio alla volontà di Civitanova sia il presidente del Consiglio regionale, mostrando così di intendere il ruolo del governo nelle istituzioni non come servizio, ma come predominio senza riguardo per i cittadini, per l’autonomia dei Consigli comunali e per i livelli minimi dell’etica pubblica. Pasqui si illude di risolvere tutto con una nuova votazione, con un centrodestra radicalmente diviso che per magia dovrebbe ricompattarsi. In tal modo, tra l’altro, si metterebbe in una luce ancora peggiore lo stesso Troiani, che dopo lo smacco subìto, dovrebbe ricomparire come se nulla fosse, dimostrando un attaccamento senza ritegno alla poltrona».

Poltronismo bello e buono, secondo le forze di opposizione. «Si conferma così che in questa parte dello schieramento politico prevale quella logica di potere che diventa prepotenza e che ha brillato soprattutto per il favore all’investimento selvaggio nell’urbanistica, senza nessun tipo di pianificazione. Il tutto a discapito della città e della maggioranza dei cittadini di ogni estrazione politica. Invece, e Pasqui se ne faccia una ragione, a Civitanova si è affermata la volontà trasversale agli schieramenti politici di avere finalmente una presidenza del Consiglio comunale credibile, imparziale e adeguata a garantire democraticamente i lavori del Consiglio stesso».

Su toni meno duri, ma contenuti simili nella sostanza il commento dell’ex sindaco di Civitanova e presidente provinciale di Azione Ivo Costamagna. «Gli ultimi sviluppi in Consiglio comunale, culminati nella sfiducia al Presidente del Consiglio Fausto Troiani, non sono solo un episodio politico rilevante: sono il riflesso di una crisi più ampia, strutturale, che investe l’intera maggioranza civitanovese – rimarca Costamagna, affiancato dal segretario provinciale del partito Stefano Vallesi e da quello comunale Alessandro Cognigni – Azione Civitanova intende prendere le distanze da letture emotive o reattive di quanto accaduto. Non ci uniamo al coro delle richieste di dimissioni generalizzate. Tuttavia, non possiamo ignorare una realtà che oggi è sotto gli occhi di tutti: la città è ferma, ostaggio di una paralisi politica e amministrativa che rischia di danneggiare gravemente cittadini, imprese e servizi pubblici. A Civitanova non serve una guerra per bande, né un anno di gestione a vista, in attesa del prossimo ciclo elettorale. Serve una presa d’atto, da parte del sindaco, della reale tenuta della sua maggioranza. E serve subito».

Nel corso del mandato, secondo Azione, «la giunta ha prodotto poco più che una sequenza di varianti – proseguono Costamagna, Vallesi e Cognigni – le opere strategiche restano annunciate, finanziate, ma ancora bloccate. È il caso, emblematico, del sottopasso e della rotatoria San Marone: risorse disponibili, ma nessuna concreta attuazione. Quanto al progetto del Varco sul Mare, unico cantiere avviato, la lentezza esasperante dei lavori rischia di trasformarlo in una versione laica della Fabbrica di San Pietro. La città non può permettersi di restare sospesa tra rendite di posizione e ambiguità numeriche. L’assenza di un’agenda amministrativa credibile sta già avendo costi concreti, in termini di opportunità perse e sfiducia crescente tra i cittadini. Azione Civitanova, trattandosi di una vicenda amministrativa già vissuta all’epoca della giunta Corvatta e di cui conosciamo gli esiti elettorali, invita il sindaco Ciarapica ad assumersi fino in fondo la responsabilità politica del momento senza tentare di derubricarla ad un fatto puramente istituzionale, scaricandola esclusivamente sul presidente del Consiglio comunale. Va verificato, insomma, se esistano ancora i presupposti per governare, oppure se si stia semplicemente cercando di traghettare il vuoto fino al termine del mandato. La credibilità di un’amministrazione si misura nel coraggio di fare chiarezza. Non nel tentativo di sopravvivere tra i numeri ballerini e i cantieri fermi».

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