
La conferenza di oggi. Tra i presenti anche l’assessore Roberta Belletti e Fausto Troiani, la presidente dei TdC Maria Luce Centioni con la vice Agnese Biritognolo e i consiglieri di maggioranza Pierpaolo Turchi, Piero Croia, Paola Fontana, Giorgio Pollastrelli e quelli di minoranza Francesco Micucci, Elisabetta Giorgini, Silvia Squadroni
di Laura Boccanera (foto De Marco)
«È in atto una frattura istituzionale fra due realtà che dovrebbero collaborare, una tensione strutturale nociva per la collettività, per due anni siamo stati ignorati dall’assessore di riferimento, ma io non mi dimetto».
A parlare è Andrea Foglia, coordinatore del tavolo sul benessere per le nuove generazioni alla sua prima uscita pubblica dopo la sospensione del tavolo di lavoro che raccoglie una rete di realtà che lavora sul sociale e che in questi anni ha elaborato dati, informazioni, statistiche e preparato progetti per infanzia, adolescenti e giovani adulti. All’hotel Miramare, la sede scelta per la conferenza i posti a sedere non bastavano per tutti. C’era attesa rispetto alle parole del coordinatore dopo l’annuncio, prima delle festività, della sospensione dei lavori del tavolo e anche fra gli stessi componenti c’era la necessità di conoscere le motivazioni dello stop. Decine i partecipanti, tra cui anche consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, parroci, educatori, psicologi, associazioni.
Ma Foglia ha fatto di più che elencare le motivazioni, si è tolto anche qualche sassolino dalla scarpa, svelando un retroscena di rapporti gelidi con l’assessorato, attribuendo anche precise responsabilità con nome, cognome e indirizzo che corrisponde a quello dell’assessora Barbara Capponi con delega ai servizi sociali.
Fra le prime parole la chiarezza sulla sospensione: «è un atto che ho deciso unilateralmente e di questo mi scuso con i partecipanti del tavolo, ma era il momento di fare chiasso o far morire questa creatura. Il mio ruolo non ha carattere politico e non mi dimetto, i lavori del tavolo riprenderanno a fine gennaio. Ho voluto dare una scossa per aprire un confronto che ormai è imprescindibile, il tavolo rischia di perdere efficacia e non sopravvivere se non si affrontano le sue insite criticità istituzionali».

Il vulnus sta nel rapporto con l’assessorato, colpevole a giudizio di Foglia di «aver ignorato per anni i lavori e le proposte presentate, alimentando una polarizzazione che mette imbarazzo le figure che compongono il tavolo e che dovrebbero occuparsi di giovani, costrette a scegliere, o noi o loro».
Foglia ripercorre fatti, riunioni e mancati confronti che hanno acuito quella che definisce «Una tensione istituzionale» ricostruendo l’iter della nascita del tavolo e le richieste di collaborazione disattese fino a culminare con una richiesta di dimissioni: «mi è stato chiesto di presentare le dimissioni, ma non mi dimetto, certo il mio ruolo va assegnato a qualcun altro».
La goccia che però ha fatto traboccare il vaso di Pandora è stata la riunione del tavolo dello scorso dicembre, l’assemblea plenaria alla quale, da statuto, la presenza di esponenti politici è interdetta: «ho accolto la richiesta arrivata dalla Capponi di parteciparvi perché l’ho inteso come un segnale di apertura dopo anni in cui venivamo ignorati e a quel punto ho invitato anche l’assessore Pantella che però correttamente aveva deciso di non prendervi parte. Quando si è saputo che la Capponi sarebbe intervenuta la partecipazione alla plenaria è crollata per perplessità e timori da parte di molti membri. Nell’intervento la Capponi ha valorizzato le azioni del proprio assessorato e ha poi smontato il dibattimento sui temi dicendo che i dati sono eccessivi asseverando di non essere stata mai invitata nei due anni precedenti. Ma il protocollo non prevede rappresentanti politici nel tavolo tecnico. Al contrario il tavolo interistituzionale prevede proprio la partecipazione degli organi politici e due incontri annuali. Su 4 incontri che dovevano essere convocati la Capponi ne ha convocato uno solo. E poi all’indomani dell’assemblea plenaria, il 19 dicembre rende pubblica un’iniziativa parallela dell’assessorato, un protocollo d’intesa con le scuole, mettendo in competizione i due tavoli, creando un’azione parallela. Questa tensione e polarizzazione è nociva e non giova ai progetti per i ragazzi».

Foglia ha portato ad esempio alcuni progetti ideati, dal glossario “parole che fanno bene”, uno spazio web dedicato al linguaggio fino al reinserimento educativo da parte di giovani in collaborazione col tribunale dei minori e l’associazione Cluana Boxe, fino a progetti con le scuole per impiegare gli studenti e le studentesse sospese per alcuni giorni in associazioni del sociale. «Ma se l’assessorato non fa squadra fra ciò che proponiamo noi e le scuole, le realtà chi deve farlo? Leggo sempre nelle sue citazioni di Civitanova città con l’infanzia, di rete, di tutti inclusi, ma sono solo parole. Ci va bene anche un no, questo progetto non va bene, ma che venga valutato e motivato, non che si ignori il lavoro di tanti professionisti eccellenti che hanno messo cuore e testa gratuitamente. Il tavolo è un’eccellenza nazionale che viene deliberatamente ignorato»
Il coordinatore ha poi lanciato una serie di domande per l’assessore: «qualcuno mi ha chiesto dimissioni che non darò. Il sindaco Ciarapica ha voluto questo tavolo grazie agli stimoli di consiglieri comunali di minoranza e maggioranza. C’è sempre stata un’ interlocuzione fitta con il sindaco e con gli uffici che alle mie lamentele mi hanno sempre chiesto di pazientare. Probabilmente Ciarapica non è riuscito a trovare equilibri in giunta, ma molti consiglieri e assessori sapevano della situazione. Era necessario questo punto, ora dovremmo sederci e come genitori conflittuali di un bambino metterci al tavolo e cercare di fare il meglio per questo figlio. Chiedo alla Capponi se ha intenzione di finanziare uno dei progetti, uno spazio web con le buone pratiche della città con tutte le realtà del territorio, se è possibile creare un forum giovani, se metterà in connessione tavolo e scuole in modo sistematico. La conclusione è chiara: per rispettare il protocollo d’intesa e garantire autonomia tecnica e trasparenza, il tavolo di lavoro deve tornare a riunirsi senza la partecipazione di esponenti politici. Rinnovo pertanto la mia richiesta personale all’assessore Capponi e alle forze di governo cittadino di adottare un cambio di rotta, rispettando quanto concordato e sottoscritto nel protocollo d’intesa, e di chiarire nelle sedi istituzionali competenti la linea di condotta futura, assicurando pieno rispetto del ruolo e dell’autonomia del tavolo».
Disagio giovanile, è bufera: «Ignorata la relazione di Foglia. Tavolo tecnico delegittimato»
Deve rimanere, altro che dimettersi, e combattere per una nuova classe dirigente! Peraltro, una sala piena di mostri a propria insaputa che qualcuno avrebbe sicuramente potuto accompagnare alla porta.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
Tutta la mia solidarietà ad Andrea Foglia e al lavoro svolto dal tavolo da lui presieduto.
Deve rimanere, altro che dimettersi, e combattere per una nuova classe dirigente!
Peraltro, una sala piena di “mostri a propria insaputa” che qualcuno avrebbe sicuramente potuto accompagnare alla porta.
E che dire ? Ineccepibile . Peraltro una tale partecipazione trasversale indica la stima verso l’operatore in quanto tale , il professionista scevro da contaminazioni partitiche , voce che supera il deserto e propone il ripristino della correttezza e della coerenza per il bene di una gioventù carica di problematiche.
piena solidarietà ad Andrea Foglia e l’invito a continuare sul lavoro fin qui svolto. Il disagio giovanile è un serio problema che va analizzato nella sua interezza in collaborazione con le associazioni, le scuole, le parrocchie, le famiglie e tutte le agenzie educative. Andrea è la persona giusta per fare questo lavoro e il tavolo di lavoro è uno strumento utilissimo..