“Free Palestine”, flash mob al porto
a piedi e dal mare
CIVITANOVA - La manifestazione questa mattina a cui hanno aderito decine di partecipanti e anche imbarcazioni
Barca con issata una bandiera della Palestina e una manifestazione al porto con un corteo che canta “Free Palestine”. A Civitanova questa mattina l’iniziativa in sostegno del popolo palestinese e della missione Global Sumud Flotilla con imbarcazioni pronte a salpare oggi da Genova e da altri scali marittimi in tutta Europa per rompere il blocco imposto da Israele su Gaza.

Foto di Alessandro Panichelli
Oggi un centinaio di manifestanti si è ritrovato per un flash mob aperto a chiunque volesse partecipare. Con loro avevano striscioni con scritto “Pace: unica strada”, “Stop armi a Israele”, “Fermiamo i massacri”.

Foto di Gianfranco Mancini
Dalla terra al mare alcune imbarcazioni hanno partecipato all’iniziativa per esprimere sostegno alla Flotilla. Ai partecipanti è stato richiesto di vestire di nero e portata tamburi, fischietti, campanacci, «tutto ciò che può trasformarsi in un messaggio chiaro e rumoroso di solidarietà» spiegano gli organizzatori di Saturday for Palestine. Un modo per dire che Civitanova è con la Palestina perché «Gaza non va lasciata sola».

Foto di Alessandro Panichelli

Foto di Gianfranco Mancini

Foto di Gianfranco Mancini

Foto di Gianfranco Mancini

Foto di Gianfranco Mancini

Foto di Alessandro Panichelli

Foto di Gianfranco Mancini

Foto di Gianfranco Mancini

Foto di Gianfranco Mancini

Foto di Alessandro Panichelli

Foto di Alessandro Panichelli

Foto di Alessandro Panichelli
Concordo pienamente con Elisabetta Giorgini. L’indifferenza sta’ provocando l’ennesimo genocidio.
Domandone: chi finanzia questi soggetti? chi finanzia Greta e i suoi gretini? Continuate a bervi la propaganda di Hamas e del suo sedicente “ministero della sanità”. Israele, purtroppo, ha perso la guerra della comunicazione. Raccomando agli amici sinistri, che pensano di lavarsi la coscienza partecipando a inutili manifestazioni, dall’alto della loro superiorità morale e intellettuale, di autodeportarsi in massa a Gaza City per fermare il “genocidio” (parola di cui evidentemente non conoscono il significato; forse sono troppo giovani e non hanno avuto nonni che hanno raccontato loro cos’è la guerra, quella vera, non quella vista sullo smartphone o in TV). E quando saranno lì, sarei curioso di sapere cosa faranno quando l’esercito Israeliano li avvertirà con grande anticipo (pensa che sadici: sono genòcidi, però ti avvertono prima di ammazzari…) di allontanarsi dalla zona dove sono, perché verrà bombardata (cosa che i residenti palestinesi non possono fare, perché bloccati da Hamas che li usa prima come scudi umani e poi come martiri innocenti per l’opinione pubblica occidentale, contro la loro volontà). Secondo me scapperanno a gambe levate insieme a Greta (ah no, lei sarà sulla “flottilla” o si farà arrestare in favore di telecamera…).
Ah scusate. Non vorrei dimenticare, come qualcuno ha già ricordato prima di me, la gestione degli aiuti umanitari, di cui solo il 10% arriva alla popolazione palestinese, mentre il restante 90% resta nelle mani di Hamas per i suoi sporchi commerci, fai sulla pelle della povera gente palestinese, bambini compresi. Comunque, quando li vedrò protestare per tutti i conflitti mondiali dimenticati, per i massacri tuttora perpetrati verso i cristiani, e quando vedrò almeno uno di questi personaggi ospitare sfollati a casa propria, allora mi convertirò anch’io alla loro religione, a questo punto non più ipocrita. E ricordate, per molti palestinesi i diritti e la libertà, così come la intendiamo noi in occidente, non esistono, Hamas in primis li reprime. Manca poco alla sottomissione; poi che i sinistri vadano a spiegare loro il significato delle proteste delle manifestazioni fatte, quando non vi sarà più neanche il diritto di protestare, come già accade nei territori controllati da Hamas…
Cerchiamo di fare sentire la loro voce e supportiamo la GLOBAL SUMUD FLOTILLA unica operazione umanitaria nel suo genere che viene fatta direttamente dal Popolo!! Che resta in silenzio è complice.
Alla minoranza consiliare pare brutto parlare anche del massacro dei bambini nei cinque Comuni (Civitanova, Montecosaro, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare) del Basso Bacino del Chienti e della necessità che la bonifica parta con la convocazione della Conferenza dei Servizi?
chi non manifesta non esiste
Tutte le azioni terroristiche che colpiscono e scappano sono criminali, poiché innestano poi una reazione di vendetta sui civili inermi. Lo è stato a Gaza sui civili israeliani, seguita dalla reazione degli Israeliani (con un ritardo che fa “pensare”), come lo fu a Roma con l’attentato di via Rasella che ebbe come conseguenza le Fosse Ardeatine.
Questa flottiglia battente bandiera della Palestina è solo una “provocazione” e non un’azione umanitaria e basta. Sono “amici” dei nemici di Israele (che col cavolo che vanno a combattere insieme ai Palestinesi). Appare come una manifestazione politica dell’Occidente contro Israele. Che in molti vorrebbero cancellare dalla cartina geografia… Dimenticando che Israele non permetterà mai un Secondo Olocausto, immaginate come…
Perché, invece della bandiera palestinese, non hanno inalberato bandiere dei vari Paesi di provenienza? Oppure una bandiera LGBT? O nessuna bandiera?
Alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso divenni rappresentante ufficiale in Italia dell’Azania Liberation Front, il fronte di liberazione del Sud Sudan che combatteva per l’indipendenza dal governo del Sudan, a cui inviavano aiuti umanitari dall’Italia. Poiché l’Italia aveva rapporti politici e commerciali con il Governo del Sudan, l’allora Ministro degli Esteri Famfani mi fece capire in forma molto esplicita che non potevo essere il rappresentante politico di un Fronte combattente contro un governo con cui l’Italia aveva rapporti di amicizia. Quindi fui costretto a inviare i pacchi umanitari come Spedizione Italia Sud Sudan. Che ritrovai nel 1970 durante il mio viaggio nel Sud Sudan in guerra.
Adesso, permettendo alla flottiglia di partire dai porti italiani inalberando bandiere della Palestina è come se l’Italia e il governo italiano fossero in accordo con l’iniziativa politico-umanitaria pro-Palestina e contro Israele. Coinvolgendo così tutto il popolo italiano, compresi quei cittadini in disaccordo con i Palestinesi gestiti da Hamas, mentre sono favorevoli ad Israele. Spero che questa provocazione non diventi una grossa grana per il governo italiano.