“Ci sto? Affare fatica!” da record,
impegnati oltre 2.400 giovani:
«Un segnale potentissimo dai nostri giovani»
REGIONE - Conclusa l'edizione 2025 dell'iniziativa, che quest'anno ha coinvolto 112 Comuni. L'assessore regionale Chiara Biondi: «Superata ogni aspettativa: si conferma la bontà del progetto»

L’assessora regionale Chiara Biondi (a destra) e la vicepresidente del Csv Marche Ets Sonia Brunetti
Si chiude con numeri da record l’edizione 2025 di “Ci Sto? Affare fatica – Facciamo il bene comune!”, il progetto che per sei settimane ha visto migliaia di giovani rimboccarsi le maniche per la cura e la valorizzazione del proprio territorio. Sono stati 112 i Comuni delle Marche e sei istituti di istruzione superiore che hanno aderito all’iniziativa, coinvolgendo attivamente circa 2mila ragazzi e ragazze dai 14 ai 21 anni in un’esperienza di cittadinanza attiva e impegno civico.
I dati e il bilancio di questa straordinaria edizione sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa presso la sede della Regione. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale alle politiche giovanili, Chiara Biondi, e la vicepresidente del Csv Marche Ets (Centro servizi per il volontariato), Sonia Brunetti. Il progetto, finanziato dalla Regione Marche – Politiche Giovanili e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale con il Fnpg 2024/2026 e coordinato dal Csv Marche Ets, ha permesso ai giovani partecipanti, suddivisi in squadre, di dedicarsi per una o più settimane ad attività concrete di manutenzione e riqualificazione di beni comuni: dalla pulizia di parchi e spiagge alla verniciatura di panchine e staccionate, dalla cura di aiuole alla realizzazione di piccoli interventi di decoro urbano. Guidati da tutor più grandi e da “handyman” esperti, i ragazzi hanno trasformato il loro tempo estivo in un’opportunità di crescita personale e collettiva, ricevendo in cambio dei “buoni fatica” da spendere negli esercizi commerciali locali. «L’edizione di quest’anno ha superato ogni aspettativa, confermando la bontà di un progetto in cui crediamo fermamente – ha dichiarato l’assessore Chiara Biondi – vedere tutti questi giovani dedicare la propria estate al bene della comunità è un segnale potentissimo. Questi ragazzi non solo hanno reso più belli i nostri paesi e le nostre città, ma hanno anche dimostrato un senso di appartenenza e una voglia di fare che sono di esempio per tutti. La Regione continuerà a sostenere con forza iniziative come questa, che investono sul protagonismo giovanile e sulla costruzione di una cittadinanza consapevole e solidale».

Grande soddisfazione è stata espressa anche da Sonia Brunetti: «Siamo orgogliosi di coordinare un progetto che genera un impatto così positivo e diffuso su tutto il territorio regionale. Il successo di “Ci Sto? Affare fatica – Facciamo il bene comune!” risiede nella sua capacità di creare una rete virtuosa tra istituzioni, mondo del volontariato, imprese e, soprattutto, giovani. È un modello di welfare di comunità che funziona, che insegna il valore della fatica e del “fare insieme”. Ringrazio tutti i Comuni, i tutor, gli handyman e le associazioni che hanno collaborato per rendere possibile questo risultato straordinario». L’appuntamento è già fissato per la prossima estate, con l’obiettivo di coinvolgere un numero ancora maggiore di giovani e comuni in questa grande “fatica” che fa bene a tutti.
“Ci sto? Affare fatica!” ha raccolto numeri in crescita. Sei settimane di svolgimento (dal 16 giugno al 25 luglio 2025) 227 squadre di giovani (dai 14 ai 21 anni) attivate in tutto il territorio regionale con 112 Comuni e sei istituti di istruzione superiore si sono candidati come luoghi dove ospitare i giovani partecipanti. Le attività si sono svolte in tutti i comuni e in tutti gli Iis ad eccezione di tre Comuni che non hanno raccolto sufficienti adesioni per attivare almeno una squadra. Sono arrivate in tutto 3597 iscrizioni a fronte di 2270 posti disponibili, con 156 sono stati i tutor (22-35 anni) che hanno affiancato le squadre nell’arco del progetto, a fronte di 246 candidature arrivate. Circa 150 i volontari degli Ets che hanno ricoperto la figura degli handyman (maestri d’arte) affiancando i giovani e trasferendo loro le competenze di base per la realizzazione delle attività di cura dei beni comuni. Erano 22 i Comuni alla loro prima esperienza. Di questi 21 hanno avviato le attività con le squadre e soltanto uno non ha raccolto abbastanza adesioni per l’avvio e 87 su 112, i Comuni di piccole e medie dimensioni (sotto i 14000 abitanti) che hanno aderito. Questo dimostra come il progetto sia un’opportunità importante per i giovani anche e soprattutto in quei territori dove è difficile organizzare esperienze estive (e non) di socializzazione per gli adolescenti e i giovani.
Come un terremoto di Kamchatka ma costruttivo.