
Il sindaco Giuliana Giampaoli (seconda da sinistra) e l’assessore Massimo Cesca (ultimo a destra) con l’associazione “Forma e Materia”
“Rigenerare Humanum Est”, il progetto del Comune legato ad arte, percorsi sensoriali e attività educative ha vinto il bando regionale e ottenuto il finanziamento. A settembre e ottobre la città sarà un museo a cielo aperto.
Il progetto nasce con l’ambizione di trasformare Corridonia in un laboratorio urbano aperto, inclusivo e sostenibile, dove l’arte contemporanea diventa motore di rigenerazione sociale, culturale e spaziale. Attraverso un programma articolato di interventi pubblici, installazioni, attività educative e percorsi sensoriali, l’iniziativa mira a restituire centralità ai luoghi della città, rendendoli accessibili e partecipati da tutta la comunità.
L’obiettivo è anche quello di istituzionalizzare l’evento Biennale di scultura “Forma e Materia” come appuntamento fisso, valorizzare il concetto di “Piazza Metafisica” e riattivare aree urbane simbolo attraverso installazioni artistiche permanenti e temporanee (Parco di Villa Fermani – Villa Fermani – Viale Italia).
A settembre e ottobre prossimi (i lavori di progettazione sono iniziati già a maggio scorso) la città sarà trasformata in un museo a cielo aperto, accessibile a tutti, attraverso installazioni artistiche en plein air e percorsi sensoriali. Saranno collocate opere scultoree in spazi pubblici, accompagnate da pannelli informativi, Qr code per approfondimenti digitali e percorsi tattili per persone con disabilità visive.
Saranno poi organizzati laboratori di street art, maker space e workshop tematici in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Macerata, con l’Ordine degli Architetti e con il Museo Tattile Statale Omero di Ancona e saranno programmate visite guidate e conferenze pubbliche con l’obiettivo di coinvolgere l’intera Comunità.
Il sindaco di Corridonia, Giuliana Giampaoli: «In un periodo storico nel quale sempre di più si afferma la tendenza all’omologazione noi abbiamo scelto di andare controcorrente. Ci siamo dati la missione di recuperare spazi dedicati alla relazione, nelle piazze, nei viali, nei vicoli, negli impianti sportivi, nei centri di aggregazione e ricreativi. Cruciale, in questa visione, la valorizzazione degli spazi urbani, anche attraverso l’arte, per restituire personalità e carattere alla città attraverso il recupero e la riqualificazione dell’enorme patrimonio storico culturale che ci contraddistingue, fattore imprescindibile di una qualità di vita unica e preziosa che molti ci invidiano e che non vogliamo rischiare di perdere».
Rigenerare Humanum Est si presenta poi anche come un progetto accessibile e inclusivo a livello sociale, che garantisce la partecipazione gratuita. Tutte le iniziative saranno offerte senza costi di partecipazione, grazie al cofinanziamento del 51% da parte del comune di Corridonia e al sostegno dei partner coinvolti. Saranno prodotti materiali informativi accessibili, come cataloghi phygital e pannelli con linguaggio semplice.
Il percorso ha una forte valenza innovativa, e prevede infatti la realizzazione di un catalogo cartaceo e multimediale multicanale, dotato di Qr code integrati e contenuti audio-video consultabili all’interno di un sito web dedicato, scelta che introduce un approccio phygital (fisico + digitale) al progetto, consentendo al visitatore di passare dalla consultazione cartacea a esperienze digitali immersive, arricchite da approfondimenti in realtà aumentata e interviste critiche a cura dei curatori, consentendo al visitatore di scoprire, in tempo reale, i retroscena delle opere e le motivazioni curatoriali. Questo sistema ibrido – già sperimentato in biennali internazionali ed esportabile al progetto – permetterà di estendere la fruizione dell’evento anche a distanza, favorendo la promozione online e l’engagement sui social network senza sacrificare la qualità scientifica del contenuto. Per garantire vera inclusività, lungo tutto il percorso espositivo sono stati introdotti pannelli interattivi dotati di mappe tattili in Braille e Qr code che attivano audio-descrizioni dedicate, permettendo anche ai visitatori non vedenti di “toccare” con la mente la forma delle sculture, seguendo narrazioni sonore in grado di restituire ogni dettaglio e sfumatura emozionale.
Parallelamente, i laboratori di street art e maker space trasformano il progetto in un vero e proprio hub di co-creazione: cittadini e turisti di ogni età potranno sperimentare tecniche manuali e digitali per realizzare micro-installazioni partecipative ispirate ai principi del design partecipativo, rafforzando il senso di appartenenza e generando opere ibride nate dal dialogo tra expertise professionali e creatività collettiva.
«Siamo molto soddisfatti – dice l’assessore alla Cultura del Comune di Corridonia, Massimo Cesca – che la regione abbia percepito e riconosciuto il grande valore del progetto presentato. Nell’intenzione dell’amministrazione comunale la realizzazione della biennale è molto di più di una semplice esposizione qualificata ma parte integrante di un più ampio progetto di riqualificazione urbana tramite l’arte contemporanea per ridare un’identità alla città. Una serie di interventi multiformi e sinergici da attuare negli anni che dovrebbero contribuire in modo determinante alla trasformazione di spazi urbani in luoghi di incontro, di ispirazione e di bellezza. Nella speranza di giungere in futuro anche a collocare all’interno dell’attuale sede del palazzo comunale un vero e proprio museo nazionale delle Arti del ‘900».
Bravi! Massimo Cesca!
Riusciranno a capirlo anche quelli che non hanno frequentato l'accademia di belle arti?
Bravi, complimenti . I centri storici medievali non sono per le automobili rumorose e puzzolenti che occupano spazio bensì per la socialità, cultura ed arte non invasivi!
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Altro che Carlo Magno.
Se sono rose fioriranno… Sembra che il concime “denaro” ci sia… Aspettiamo di vedere i risultati. Magari pochi da una comunità cittadina in catalessi.. Molti se si riuscirà a fare giungere da “fuori” addetti alla Cultura dell’Arte, sia dalla provincia e dalla regione, sia, possibilmente, dal resto dell’Italia. Di nostro, abbiamo il passato: ci fu negli anni ’60 dell’ormai secolo scorso quella storica Mostra di Scultori che avevano vissuto la Seconda Guerra Mondiale, voluta da artisti locali e amanti dell’Arte. Abbiamo oggi scultori di valore (Sandro Piermarini, tanto per citare), abbiamo la collaborazione di “gente dell’Arte” (tra cui Loredana Finicelli, docente di Accademie di Belle Arti, tanto per citare), abbiamo il sindaco Giuliana Giampaoli, amante dell’Arte, soprattutto Moderna.. C’è poi l’architetto Mario Montalboddi, noto per l’allestimento particolare di mostre, il quale, durante le sedute consigliari del Comune di Corridonia altro non faceva che disegnare a sanguigna nudi femminili. All’epoca non eravamo aggiornati sui nuovi gusti… Sarà, magari, una iniziativa di nicchia, ma quasi unica nel suo genere. Perché attirerà, magari, l’attenzione di “Terra d’Armonie” guidata da Silvia Grassetti, che collabora con “Friends of Le Marche, Italy”, che è un obiettivo dell’Europa, puntato sulla valorizzazione dei borghi marchigiani.
Poiché l’amico Massimo Giorgi ha ricordato Carlo Magno, e quindi si riferisce a San Claudio, gli ricordo che laggiù abbiamo, già in passato, organizzato mostre di scultura, di pittura, oltre a concerti ed a conferenze… E, sul nuovo libro edito dal Comune di Corridonia dal titolo “Esperienze infinite, destinazione unica”, in ben tre pagine del testo si parla della possibilità che le teorie del defunto don Giovanni Carnevale sulla Cappella Palatina e dell’Aquisgrana di Carlo Magno qui da noi non siano poi campate per aria e che – magari – ci potrebbe essere la possibilità di tradurle in massiccio turismo per la nostra economia e occupazione… Dato che la chiesa di San Claudio al Chienti è di proprietà dell’Archidiocesi di Fermo, ma è pure un bene culturale monumentale dello Stato Italiano. Quindi pure del Comune di Corridonia. Che potrebbe sfruttarlo come base di partenza per un flusso turistico da indirizzare finalmente verso Corridonia, prima – invece – di farlo dirottare verso altri siti, importanti – siamo d’accordo – ma lontani dai nostri interessi…