Don Fabio Moretti a Gerusalemme:
«Stiamo bene ma pregate per noi»

CORRIDONIA - Il parroco si trova in Terra Santa da ottobre per un percorso di studi: «Lo scudo missilistico detto Iron dome finora ha funzionato. Ho ricevuto tanti messaggi di apprensione»

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Don Fabio Moretti

In Terra Santa per un percorso di studi, don Fabio Moretti – parroco di Corridonia – è il testimone diretto di quanto sta accadendo in Israele dopo gli attacchi missilistici. Partito lo scorso ottobre, si trova ad assistere alla guerra in Medio Oriente ricevendo decine di messaggi dall’Italia: grande infatti l’apprensione tra i fedeli di Corridonia ai quali don Fabio ha scritto tramite Facebook raccontando ciò che sta vivendo. 

«A seguito delle notizie che si ricorrono e dopo tanti apprezzati messaggi che mi sono giunti di giusta apprensione – le sue parole – volevo comunicarvi che stiamo tutti bene. Viviamo con fede le vicende liete e tristi di questa Terra Santa che amiamo e, siccome la amiamo, ne condividiamo le pene e, come ogni cittadino che vive su questo suolo, al suono della sirena e delle allerte nelle applicazioni del cellulare, ci proteggiamo nei rifugi. Lo scudo missilistico detto Iron dome finora ha funzionato con grande precisione, visto che delle centinaia di missili lanciati da diverse parti e nazioni ostili, solo pochissimi hanno raggiunto i bersagli, mietendo spesso vittime civili come sempre innocenti».

Poi parla di Gerusalemme: «Finora è stata ben protetta – spiega – e confidiamo che la presenza di luoghi santi delle tre grandi religioni monoteiste, preservi dalla distruzione luoghi cari a tutte le nazioni in gioco. Lo spazio aereo al momento è chiuso ai voli civili e quindi qualsiasi partenza è rimandata a tempi più propizi. Proprio qui, in questa terra, dove Dio si è fatto carne per assumere su di sé il peccato del mondo, sembra da sempre dilagare senza limiti il male. Non oggi soltanto ma nella storia, nei secoli, nei millenni, sempre qui, in quello che hanno chiamato l’ombelico del mondo, il termometro dell’umanità, la culla delle civiltà, l’incubatrice dell’umanità. Quanta mancanza di amore si vede. Quanta mancanza di perdono si sente. Quanta mancanza di umanità si percepisce. Questa Terra Santa ci insegna che l’unico rimedio è Cristo che ci ha portato una pace “disarmata e disarmante” come ci ha detto Papa Leone. In definitiva siamo tutti colpevoli, siamo tutti amati e perdonati, siamo tutti apostoli di pace».

E poi l’invito ai fedeli: «Pregate per noi e per questa terra».

(g. san.)


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