Ricorso dell’ex assessore Gobbi:
il Tar respinge la sospensiva
TOLENTINO - Il tribunale amministrativo ha detto no alla richiesta dell'ex esponente della giunta che serviva a congelare gli effetti del decreto firmato dal sindaco Sclavi fino al pronunciamento della sentenza

Fabiano Gobbi
di Francesca Marsili
Ricorso al Tar dell’ex assessore Fabiano Gobbi contro la decisione del sindaco di Tolentino Mauro Sclavi che lo ha cacciato dalla giunta: il Tribunale amministrativo regionale per le Marche respinge la sospensiva. L’atto di sfiducia firmato dal primo cittadino lo scorso 30 gennaio resta quindi valido, al momento nessun reintegro.
Nel ricorso Gobbi, attraverso il suo legale Marco Gasparri, aveva chiesto anche la sospensiva per “congelare” appunto gli effetti del decreto firmato da Sclavi fino al pronunciamento della sentenza, ma che stamattina il Collegio ha rigettato.
«Prendiamo atto dell’ordinanza cautelare emessa dal Tar all’esito di un esame sommario e non di una valutazione completa e approfondita, riservata alla trattazione del merito» spiega Gasparri. Stando al normale iter processuale infatti, il Tar ora dovrà esprimersi nel merito del ricorso. «Ma – aggiunge il legale – nei prossimi giorni faremo le nostre valutazioni».
Dopo il ricorso presentato da Gobbi, il comune di Tolentino ha deciso di costituirsi in giudizio affidando l’incarico di difendere il proprio operato agli avvocati Andrea Calzolaio e Stefano Torregiani, per una spesa deliberata di 17mila euro.
«Per difenderci abbiamo dovuto spendere soldi dei cittadini che avremmo potuto impegnare in altro modo» commenta Mauro Sclavi. Per il sindaco: «Gobbi, nel corso del 2024, ha posto in essere iniziative e ha tenuto comportamenti non in linea con le direttive impartite dall’organo di governo, in particolare contrastando e disattendendo richieste considerate strategiche dall’amministrazione ovvero dal sindaco. Si è rifiutato di avviare/attuare punti importanti del programma amministrativo con cui si è presentata la coalizione».
E’ questo in sintesi il motivo citato nel decreto e che ha fatto venir meno il rapporto fiduciario tra Gobbi e il primo cittadino. Un motivo diverso da quanto dichiarato pochi giorni prima dal presidente del Consiglio Alessandro Massi, referente della lista Tolentino popolare, la stessa in cui è stato eletto Fabiano Gobbi, che affermava che alla base della richiesta delle dimissioni di Gobbi, mai avvenute, in favore della consigliera Benedetta Lancioni, c’era «un accordo stipulato tra i due: a metà mandato avrebbe dovuto fare un passo di lato in un’ottica di crescita del gruppo».
Terremoto in Giunta a Tolentino: fuori tre assessori, dentro Lancioni e Tonnarelli
«Caso Gobbi, fiducia nel sindaco. Ma serve più coralità, basta agli attacchi di Tolentino Popolare»
Gobbi cacciato dalla giunta: «Comportamenti non in linea» E la maggioranza si spacca