Un comitato contro lo “spauracchio” Link:
raccolte 349 firme, la mozione in Consiglio.
«Favorito il privato a scapito del pubblico»

CAMERINO - Il gruppo "Università, territorio e futuro" porterà sui banchi dell'assise una mozione per impegnare l'amministrazione ad opporsi all'ateneo privato: «Risibili le argomentazioni a favore, le carenze del sistema sanitario non sono legate a scarsa produttività, ma alle condizioni di lavoro e al collasso della medicina territoriale». Ma l'amministrazione aveva già espresso la sua non contrarietà all'iniziativa del campus online

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Da sinistra: Luciano Antonini, Bruno Pettinari, Costantino Mariani e Clara Maccari

di Monia Orazi

Un fronte comune contro il rischio che l’università telematica Link Campus possa aprire nuovi corsi nelle Marche, mettendo a rischio l’offerta formativa degli atenei pubblici regionali. È questo l’obiettivo del comitato spontaneo Università, territorio e futuro di Camerino, che ha depositato in Comune 349 firme a sostegno di una mozione che chiede all’amministrazione di opporsi formalmente all’iniziativa.

Il 6 maggio scorso sono state consegnate le sottoscrizioni raccolte a sostegno del documento che esprime «contrarietà all’istituzione dei corsi della Link Campus University sul territorio regionale». La mozione sarà discussa in una prossima seduta del consiglio comunale. «Si è appreso alcune settimane fa che la Regione ha espresso parere favorevole all’istituzione dei nuovi corsi di laurea della Link Campus University a Fano, Ascoli e Macerata», si legge nel documento. «Nel complesso le università delle Marche coprono un’ampissima offerta formativa, alla quale l’università di Camerino concorre in maniera significativa. L’iniziativa dell’università privata Link non propone corsi che non siano già presenti, per cui si pone da subito in concorrenza con l’offerta delle quattro università pubbliche».

Il comitato, rappresentato da Clara Maccari, Chiara Invernizzi, Luciano Antonini, Bruno Pettinari e Costantino Mariani, sottolinea come «il modo in cui operano le università private, soprattutto telematiche, è condizionato nei fatti dalla necessità di garantire il profitto. Tutto ciò porta ad una dequalificazione della formazione delle nuove generazioni e fa venir meno il grande patrimonio culturale del paese che è la comunità universitaria». «Risibili appaiono le argomentazioni a favore dell’istituzione dei corsi di laurea di area sanitaria della Link University per aumentare la dotazione di medici della Regione – prosegue la mozione – la carenza di medici e infermieri in alcuni servizi del sistema sanitario, ad esempio nei pronto soccorso, non è legata a scarsa produttività da parte dell’università, ma alle condizioni di lavoro e al collasso della medicina territoriale».

Il documento evidenzia anche come «l’arrivo nelle Marche della Link avverrebbe in un momento di crisi del sistema colpito da un taglio delle risorse a partire da quest’anno, stimabile nel 10%, e che deve fare i conti con il calo numerico dei 19enni che determinerà nei prossimi anni una diminuzione del numero degli studenti. Che senso ha in questa situazione far entrare un altro concorrente? L’unico senso che si percepisce è che anche qua, come già avvenuto nella sanità, si vuole favorire il privato a scapito del pubblico». «Se la Regione vuole più laureati – propone il comitato – aumenti il numero delle borse di studio, il numero degli alloggi nei collegi universitari, finanzi l’assunzione di più docenti e personale tecnico-amministrativo. Questa è la ricetta giusta, non l’ennesimo favore a vantaggio degli affaristi che speculano anche sulla formazione universitaria».

La mozione impegna quindi il consiglio comunale a chiedere al sindaco e all’amministrazione di «esprimere a ogni livello politico-istituzionale una posizione contraria all’istituzione di corsi di laurea da parte di università private nella regione; farsi portavoce nei confronti degli altri comuni del territorio per presentare un fronte unito rispetto al pericolo incombente; dare sostegno all’università di Camerino nella sua posizione netta di contrarietà alle proposte da Link University». «È un’iniziativa pericolosa per l’istituzione universitaria tradizionale, la sua qualità, autonomia culturale e tradizione storica – dichiara Costantino Mariani – Link Campus si regge su ragioni esclusivamente commerciali ed economiche. Ci interessa tutelare la dimensione economica e culturale tradizionale dell’Università di Camerino, che è una grossa fortuna per questo territorio. Questa questione è stata gestita con superficialità preoccupante. Il nostro comitato vuole riaffermare il contesto sociale e culturale dell’università».

Bruno Pettinari ha aggiunto: «La Link University appartiene al gruppo e-Campus delle lauree online, con un livello basso di qualità delle prestazioni che eroga. Non si mette un freno a questa cosa ci sarà un declino dell’offerta universitaria. C’è anche un accaparramento dei dipendenti pubblici con l’offerta del 50%. La comunità universitaria e i rapporti interpersonali vengono meno». Secondo Luciano Antonini, «è opinabile la necessità di aumentare i dottori come motivazione per aprire all’ateneo privato. I medici vanno formati in sedi adatte come Ancona e Perugia dove ci sono già le facoltà di medicina. Il problema del sistema Italia è garantire laureati di qualità, che possono venire solo da enti con precisi standard di funzionamento. Il problema della fuga dei laureati all’estero si argina dando loro più opportunità, non creando più università». Clara Maccari ha rilevato che «ci sarà un basso livello qualitativo di personale nella pubblica amministrazione se si è formato tramite università di bassa qualità».

Il comitato ha espresso preoccupazione anche per la gestione della questione da parte del consiglio comunale, che della vicenda aveva discusso nella seduta di due settimane fa: in quella circostanza fu votato un atto di indirizzo a sostegno di Unicam, ma fu il consigliere di maggioranza e vicepresidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui a rimarcare che «non è possibile fermare una iniziativa privata» come quella di Link. «Siamo preoccupati che non sia stato firmato un documento bipartisan. Non si possono avere cinque voti diversi in consiglio comunale, è un cerchiobottismo perfetto – ha sottolineato Mariani – Camerino vive di comunità universitaria. Se non si difende il nostro patrimonio, chi lo farà?», ha ribadito Pettinari. «Abbiamo voluto questo nome evocativo, “Università, territorio e futuro”, che lega le tre cose», hanno spiegato i promotori. «L’università è un baluardo contro lo spopolamento, insieme alla sanità e ai trasporti. Il sistema Italia ha bisogno di qualità».

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