Camerino sostiene Unicam
ma non chiude alla Link:
«Non si può fermare un’iniziativa privata»

UNIVERSITA' al centro del consiglio comunale di ieri sera, con l'approvazione di un atto di indirizzo per sostenere l'ateneo. Il vicepresidente del consiglio regionale e consigliere comunale, Gianluca Pasqui, ha ribadito che non si può chiudere la porta all'ateneo privato: «Non si devono raccontare favole ai cittadini, il parere della Regione è tecnico e non vincolante. Unicam presenti al più presto la richiesta per l'istituzione della facoltà di Medicina, la sosterremo». Via libera anche all'aumento della Tari: +9,6% per i prossimi due anni, 20 euro in più circa all'anno per utenza

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Unicam

di Monia Orazi

Il consiglio comunale di Camerino ha approvato l’atto di indirizzo che impegna sindaco e giunta ad attivare un tavolo di lavoro con il rettore dell’Università di Camerino Graziano Leoni per attuare tutte le azioni necessarie a sostenere il futuro dell’ateneo camerte. Il tema è stato affrontato anche dall’interrogazione presentata dalla consigliera di minoranza Roberta Fattoretti, che ha votato a favore insieme alla maggioranza l’atto di indirizzo.

La decisione arriva in un momento delicato per l’ateneo, preoccupato per il possibile insediamento della Link University nelle Marche. La seduta si è aperta con un minuto di silenzio in memoria di Papa Francesco, scomparso sabato scorso. «L’Università di Camerino, fondata nel 1336, rappresenta da sempre un’istituzione fondamentale per la città e il suo territorio», si legge nel documento approvato dalla maggioranza. L’atto di indirizzo prevede il coinvolgimento delle istituzioni regionali e nazionali. «Il Comune deve chiarire se è favorevole o no all’ingresso della Link University nel panorama didattico regionale», ha detto il consigliere Sandro Sborgia, unico a votare contro l’atto. «La mia contrarietà non è ideologica, ma basata sul momento attuale che la città e l’università vivono. L’università è la prima industria del territorio e continua ad operare in situazioni di grave difficoltà rispetto ad altri atenei».

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Il sindaco Roberto Lucarelli

Il sindaco Roberto Lucarelli ha ribadito «la massima fiducia e il massimo appoggio al rettore Graziano Leoni», ricordando il legame storico tra comune e università. «Esiste un documento del 1861 che stabilisce che quando risultassero insufficienti le rendite proprie dell’università per sopperire alle spese necessarie, dovrà supplire il Comune», ha ricordato.

L’assessore Stefano Falcioni ha suggerito di «trasformare un potenziale rischio in un’opportunità», ricordando come in passato «a Camerino ci siano state due università che hanno operato sul territorio senza farsi concorrenza quando a Camerino c’erano ostetricia e infermieristica». Il consigliere Giovanni Fedeli ha evidenziato il recente sviluppo delle università private ed ha auspicato possibili collaborazioni che portino nuovi studenti a Camerino. Il presidente del consiglio comunale Cesare Pierdominici ha ricordato che nel 1974 Unicam rifiutò l’istituzione della facoltà di medicina.

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Gianluca Pasqui, vicepresidente del consiglio regionale

Tra i punti critici emersi anche la ricostruzione post-sisma del centro storico, considerata prioritaria per ricreare un ambiente adeguato alla vita universitaria.

«Se non si ricostruisce la città e l’università non ha un centro storico, gli studenti a Camerino non ci verranno», hanno sottolineato i consiglieri di minoranza. Il consigliere e vicepresidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui, a nome della maggioranza, ha annunciato il voto favorevole all’atto di indirizzo: «Questa maggioranza compatta come sempre va a sostenere questo atto perché esprime una vicinanza reale all’università e a tutte le istituzioni. Non si devono raccontare favole ai cittadini, la minoranza ci dica come si ferma l’iniziativa di un’università privata. Il parere della Regione è tecnico e non vincolante, basato sul documento di Antonio Draisci che evidenzia la carenza di medici». Pasqui ha inoltre espresso l’auspicio che Unicam presenti al più presto la richiesta per l’istituzione della facoltà di Medicina: «Sarà guerra e battaglia su tutti i fronti, ma noi saremo in prima linea». I consiglieri di minoranza Luca Marassi e Lucia Jajani hanno scelto di astenersi, definendo l’atto di indirizzo «pretestuoso e presentato ben tre mesi dopo l’interrogazione sul tema della minoranza» e criticando «la mancanza di una chiara presa di posizione dell’amministrazione». «Non c’è una linea chiara da parte vostra», ha dichiarato Jajani.

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Roberta Fattoretti

In apertura di consiglio discussione dell’interrogazione presentata dalla consigliera Roberta Fattoretti riguardante presunte disparità di trattamento nella ricostruzione post-sisma, in seguito all’approvazione del programma generale di cantierizzazione del centro storico, definendolo «un piano che suddivide in quattro fasi la presentazione dei progetti, stabilendo tempistiche precise che avrebbero creato una gravissima sperequazione tra chi presentava il progetto nelle prime fasi, potendo beneficiare del superbonus, e chi invece sarebbe arrivato dopo, ritrovandosi senza agevolazioni e con il peso economico tutto sulle proprie spalle». Il sindaco, nella sua risposta, ha respinto le critiche, sottolineando che «il piano di cantierizzazione non blocca assolutamente la presentazione di nessun progetto, ma organizza la cantierizzazione in fasi, soprattutto in termini di occupazione di suolo pubblico e di spazi». Ha poi fornito i dati: «A febbraio 2025, rispetto a giugno 2023, data dell’ordinanza speciale 55, sono stati presentati circa il 125% in più dei progetti del centro storico, di cui il 27,5% per la seconda fase e il 42,6% per la terza fase». La consigliera Fattoretti si è dichiarata insoddisfatta della risposta.

Tra gli ultimi punti approvati in consiglio, il patto dei sindaci per il cambiamento climatico e le tariffe Tari, cresciute del 9,6% per due anni consecutivi, con un aumento stimato di circa 20 euro ad utenza. La seduta si è protratta oltre la mezzanotte con l’esame del rendiconto 2024.



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