
Unicam
di Monia Orazi
Il consiglio comunale di Camerino ha approvato l’atto di indirizzo che impegna sindaco e giunta ad attivare un tavolo di lavoro con il rettore dell’Università di Camerino Graziano Leoni per attuare tutte le azioni necessarie a sostenere il futuro dell’ateneo camerte. Il tema è stato affrontato anche dall’interrogazione presentata dalla consigliera di minoranza Roberta Fattoretti, che ha votato a favore insieme alla maggioranza l’atto di indirizzo.
La decisione arriva in un momento delicato per l’ateneo, preoccupato per il possibile insediamento della Link University nelle Marche. La seduta si è aperta con un minuto di silenzio in memoria di Papa Francesco, scomparso sabato scorso. «L’Università di Camerino, fondata nel 1336, rappresenta da sempre un’istituzione fondamentale per la città e il suo territorio», si legge nel documento approvato dalla maggioranza. L’atto di indirizzo prevede il coinvolgimento delle istituzioni regionali e nazionali. «Il Comune deve chiarire se è favorevole o no all’ingresso della Link University nel panorama didattico regionale», ha detto il consigliere Sandro Sborgia, unico a votare contro l’atto. «La mia contrarietà non è ideologica, ma basata sul momento attuale che la città e l’università vivono. L’università è la prima industria del territorio e continua ad operare in situazioni di grave difficoltà rispetto ad altri atenei».

Il sindaco Roberto Lucarelli
Il sindaco Roberto Lucarelli ha ribadito «la massima fiducia e il massimo appoggio al rettore Graziano Leoni», ricordando il legame storico tra comune e università. «Esiste un documento del 1861 che stabilisce che quando risultassero insufficienti le rendite proprie dell’università per sopperire alle spese necessarie, dovrà supplire il Comune», ha ricordato.
L’assessore Stefano Falcioni ha suggerito di «trasformare un potenziale rischio in un’opportunità», ricordando come in passato «a Camerino ci siano state due università che hanno operato sul territorio senza farsi concorrenza quando a Camerino c’erano ostetricia e infermieristica». Il consigliere Giovanni Fedeli ha evidenziato il recente sviluppo delle università private ed ha auspicato possibili collaborazioni che portino nuovi studenti a Camerino. Il presidente del consiglio comunale Cesare Pierdominici ha ricordato che nel 1974 Unicam rifiutò l’istituzione della facoltà di medicina.

Gianluca Pasqui, vicepresidente del consiglio regionale
Tra i punti critici emersi anche la ricostruzione post-sisma del centro storico, considerata prioritaria per ricreare un ambiente adeguato alla vita universitaria.
«Se non si ricostruisce la città e l’università non ha un centro storico, gli studenti a Camerino non ci verranno», hanno sottolineato i consiglieri di minoranza. Il consigliere e vicepresidente del consiglio regionale Gianluca Pasqui, a nome della maggioranza, ha annunciato il voto favorevole all’atto di indirizzo: «Questa maggioranza compatta come sempre va a sostenere questo atto perché esprime una vicinanza reale all’università e a tutte le istituzioni. Non si devono raccontare favole ai cittadini, la minoranza ci dica come si ferma l’iniziativa di un’università privata. Il parere della Regione è tecnico e non vincolante, basato sul documento di Antonio Draisci che evidenzia la carenza di medici». Pasqui ha inoltre espresso l’auspicio che Unicam presenti al più presto la richiesta per l’istituzione della facoltà di Medicina: «Sarà guerra e battaglia su tutti i fronti, ma noi saremo in prima linea». I consiglieri di minoranza Luca Marassi e Lucia Jajani hanno scelto di astenersi, definendo l’atto di indirizzo «pretestuoso e presentato ben tre mesi dopo l’interrogazione sul tema della minoranza» e criticando «la mancanza di una chiara presa di posizione dell’amministrazione». «Non c’è una linea chiara da parte vostra», ha dichiarato Jajani.

Roberta Fattoretti
In apertura di consiglio discussione dell’interrogazione presentata dalla consigliera Roberta Fattoretti riguardante presunte disparità di trattamento nella ricostruzione post-sisma, in seguito all’approvazione del programma generale di cantierizzazione del centro storico, definendolo «un piano che suddivide in quattro fasi la presentazione dei progetti, stabilendo tempistiche precise che avrebbero creato una gravissima sperequazione tra chi presentava il progetto nelle prime fasi, potendo beneficiare del superbonus, e chi invece sarebbe arrivato dopo, ritrovandosi senza agevolazioni e con il peso economico tutto sulle proprie spalle». Il sindaco, nella sua risposta, ha respinto le critiche, sottolineando che «il piano di cantierizzazione non blocca assolutamente la presentazione di nessun progetto, ma organizza la cantierizzazione in fasi, soprattutto in termini di occupazione di suolo pubblico e di spazi». Ha poi fornito i dati: «A febbraio 2025, rispetto a giugno 2023, data dell’ordinanza speciale 55, sono stati presentati circa il 125% in più dei progetti del centro storico, di cui il 27,5% per la seconda fase e il 42,6% per la terza fase». La consigliera Fattoretti si è dichiarata insoddisfatta della risposta.
Tra gli ultimi punti approvati in consiglio, il patto dei sindaci per il cambiamento climatico e le tariffe Tari, cresciute del 9,6% per due anni consecutivi, con un aumento stimato di circa 20 euro ad utenza. La seduta si è protratta oltre la mezzanotte con l’esame del rendiconto 2024.
La Regione se davvero vuole sostenere le università pubbliche mettesse soldi per le strutture che servono per ampliare i posti. I medici e gli infermieri che servono si possono avere mettendo posti fissi a bando, non con più laureati, i quali ripeto si possono avere aumentando le strutture e il numero dei docenti.
Oh, finalmente uno che la costituzione l'ha letta davvero.
Di cosa abbiamo bisogno nella nostra città per poter progredire? Chiusure? Negli anni addietro avevamo infermieristica, ostetrica, hanno chiuso. Abbiamo detto no a medicina perché lallora Rettore ha preferito mantenere i privilegi del corpo docente di Farmacia. Io non ne ho memoria, spero di poterne parlare nel podcast, ma pare che Merloni ed altri imprenditori in passato abbiano cercato di installare fabbriche nel camerinese, non riuscendoci perché i notabili del tempo hanno preferito non avere comunisti tra i piedi. E adesso qualè la situazione della nostra Città? Luniversità può aprire succursali ad Ascoli, San Benedetto, Matelica, Civitanova, Jesi e va a capire chissà dove ancora, e il Comune non può accettare che la Link University (o come si chiama) non prenda piede a Camerino?! Cè da capire alcune cose: - il Governo nazionale da anni ha accettato che le lauree online esistono e sono valide come quelle in presenza; - abbiamo edifici vuoti nel centro storico da riempire se vogliamo portare a nuova vita la nostra Città; Cosa vogliamo fare quindi? Dire NO tanto per o capire cosa cè in gioco? Unicam non vuole altre università nel camerinese? Bene: porti qua le facoltà aperte altrove. Bisogna pensare ad un compromesso storico se vogliamo salvaguardare la città. I governi e le istituzioni che si sono succedute hanno investito molto nel nostro territorio: saranno sicuramente interessate al dialogo. Luniversità telematica da qualche parte apre, è legale e ha i soldi e la volontà di farlo. Perché perdere questa occasione? Capisca che in media le famiglie non hanno 15.000 annui da investire per i propri figli. Capisca che non cè test dingresso, ma uno sbarramento dopo i primi 6 mesi. Che tutti gli studenti che si iscrivono alla link possono poi, in caso di non accettazione, iscriversi a corsi Unicam quali chimica, farmacia, CTF o altro. Cosa succede ad una Città con un piccolo ospedale che accoglie una facoltà di medicina? Potrebbe essere questa facoltà un puntello per far sì che lospedale resista nel tempo? Bisogna parlare chiaramente ai cittadini. Bisogna che la politica faccia delle scelte, anche coraggiose. Bisogna inoltre iniziare una discussione tra Città e Università che non sia solo dirsi a vicenda quanto sei bravo. Bisogna programmare il futuro di una città perché i tempi sono cambiati e se non si ha coscienza collettiva siamo destinati a sparire dalle carte geografiche.
Leo Marucci aprire bocca e dare fiato. Ripeto, la Regione sostenga finanziariamente gli Atenei pubblici
Rubra Purpurea cara Clara Maccari, non parlare per slogan, rispondi sui punti per favore
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