Tifosa Lube bloccata in ospedale:
«Sono disabile, la notte nessun taxi»
CIVITANOVA - Claudia Roncaglia, modenese, era andata ad assistere alla partita di Challenge Cup col Lublino. Il marito ha accusato un malore durante il match ed è stato portato all'ospedale. La sorpresa al momento delle dimissioni: «Nessun servizio taxi ha risposto, siamo riusciti a tornare solo grazie al titolare del B&b. E' inaccettabile che un servizio pubblico non sia garantito»
di Laura Boccanera
«Io, disabile, con mio marito dimesso dal pronto soccorso, rimasta a piedi perché di notte i taxi a Civitanova non rispondono». E’ questo quanto denuncia una 51enne di Modena, habitué della città, che nella notte fra mercoledì e giovedì ha rischiato di rimanere in ospedale a causa della mancanza di un trasporto per tornare alla sua auto.
La donna, assieme col marito infatti è una fan sfegatata della Lube che segue praticamente ad ogni match e anche nella serata di mercoledì è arrivata a Civitanova per assistere alla partita della Challenge cup all’Eurosuole forum contro Lublino.
E’ qui che durante il terzo set il marito accusa un malore: «ha avuto uno svenimento e poi micro convulsioni – racconta Claudia Roncaglia – io sono affetta dalla nascita da paraparesi spastica e sono invalida motoria al 100% cammino solo se accompagnata. Per cui dopo i controlli in infermeria col personale che era presente al palazzetto e che ringrazio per la cura e per l’attenzione, siamo saliti in ambulanza per un controllo al pronto soccorso dell’ospedale. Anche qui i medici sono stati tutti gentilissimi e dopo gli accertamenti, all’1,30 circa mio marito è stato dimesso».
E’ allora che inizia l’odissea per trovare un modo per tornare al palas: «mi hanno dato i numeri di tutti i taxi di Civitanova, li ho chiamati tutti ripetutamente, ma nessuno ha risposto. Ho chiamato anche i carabinieri ad un certo punto e ho chiesto se le ambulanze potessero riaccompagnarci al parcheggio, ma non è stato possibile. Ormai tutti i nostri amici erano tornati a casa e la partita era finita, se avessi saputo che non c’erano taxi avrei chiesto a qualcuno di accompagnarci – prosegue amareggiata la donna – alla fine è solo grazie alla disponibilità del titolare del b&B dove alloggiamo che ci è venuto a prendere che siamo potuti rientrare a casa. Ma io credo che sia scandaloso concedere licenze a chi poi non garantisce un servizio che è pubblico». La tifosa ha poi segnalato l’accaduto anche in Comune per denunciare il disservizio.
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Questa è grossa ma come si fa.Se bisogna dare delle licenze nuove il comune si attivi o no?
Dopo si lamentano e piangono, se c’è Uber e simili !!