Un pozzo in Africa
per ricordare Emanuele Mosca.
L’impegno del papà con “Amici Per”

TOLENTINO - Una delegazione dell'associazione tolentinate è partita per il Burkina Faso per seguire le attività e i progetti di cooperazione internazionale portati avanti nell’Africa Subsahariana. Inaugurato il pozzo in memoria del giovane 21enne morto nel 2022 a seguito di un incidente stradale

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La cerimonia di inaugurazione del pozzo

Un pozzo in Burkina Faso in memoria di Emanuele Mosca, il tolentinate scomparso a 21 anni, nel 2022, a seguito di un incidente stradale. L’inaugurazione con il papà Giovanni, partito insieme a una delegazione dell’associazione Amici Per Odv di Tolentino per seguire le attività e i progetti di cooperazione internazionale portati avanti nell’Africa Subsahariana da oltre 17 anni.

I volontari, Fabiola Caporalini, Pierluigi Tordini e Giovanni Mosca, hanno visitato il centro Abasmei, alle porte della capitale Ouagadougou, dove Rosalie Kanzyomo ospita circa 70 malati mentali raccolti dalla strada a cui presta cure e accoglienza. I pazienti, di solito allontanati dalle famiglie per l’impossibilità di prendersene cura, vengono alloggiati con i loro figli. All’infanzia del centro sono state destinate le risorse del progetto editoriale “Per tutti i colori”, realizzato dal collettivo Scriviperbene nel 2024. Parte dei diritti d’autore di questa pubblicazione, edita da Seri Editore, sono stati dedicati anche alla ristrutturazione della farmacia dell’ospedale di Nanoro, importante presidio sanitario del centro-ovest del Paese.

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Giovanni Mosca

Sono stati consegnati, inoltre, tutti i sostegni e gli aiuti familiari e Giovanni Mosca, venuto in Burkina per inaugurare il pozzo realizzato in memoria del figlio Emanueleha avviato, sempre affiancato da Amici Per, una collaborazione familiare con l’associazione Saint Odetteche si occupa di assistenza sanitaria ai bambini malati.

Il momento centrale del viaggio è stato proprio l’inaugurazione del pozzo di Emanuele, nel villaggio di Pabre. L’acqua potabile, fonte di vita e di salute per la popolazione, serve 60 clan familiari. Considerando che ogni clan racchiude un gran numero di persone, fino a venti o trenta, se ne deduce l’impatto effettivo sulla popolazione residente. Inoltre, sono già sorte colture circostanti al pozzo, lavorate dalle famiglie del luogo che ne possono beneficiare. Il pozzo, profondo 80 metri, è dotato di un cestello per l’acqua e di pannelli solari, con la possibilità di creare piccole condotte per portare la preziosa risorsa alle zone circostanti.

Giovanni Mosca, nell’intervento in occasione dell’inaugurazione, ha ricordato suo figlio, ma un pensiero forte è andato anche a mamma Laura e ai fratelli di Emanuele, Alessandro e Ludovica, il cui desiderio resta quello di venire a visitare il pozzo in un prossimo viaggio.

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