Minacce a prof e al rettore di Unicam:
«Vengo a fare una strage»

CAMERINO – Sotto accusa al tribunale di Macerata uno studente che lamentava di non poter fare gli esami online (che però non si potevano più sostenere). Tra l’altro avrebbe scritto: «trovare un mitragliatore qui al sud è facilissimo». Oggi ha ottenuto di fare la messa alla prova

- caricamento letture

unicam-firma-protocollo-dintesa-con-federconsumatori-camerino-FDM-13-650x433di Alessandro Luzi

Minaccia tramite mail un docente e il rettore dell’Università di Camerino lamentando che non gli hanno fatto sostenere gli esami online. A finire sotto accusa al tribunale di Macerata uno studente residente a Bari. All’imputato viene contestata la minaccia a pubblico ufficiale. Oggi si è svolta l’udienza predibattimentale davanti al giudice Enrico Pannaggi.

Tra marzo 2023 e il 24 gennaio 2024, a detta dell’accusa sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, lo studente avrebbe inviato una serie di mail che contenevano minacce: cinque al responsabile del corso di laurea “Informazione scientifica sul farmaco e scienze del fitness e dei prodotti della salute” e una al rettore dell’università. Dal primo aprile 2022, dice l’accusa, non era più possibile sostenere gli esami online.

L’imputato avrebbe comunque ricevuto una deroga da parte del rettore per l’esame del corso “Il doping nello sport e nel fitness”. Da lì, però, la possibilità di farli online non gli era stata più concessa.

barbara-antolini

L’avvocato Barbara Antolini

A quel punto, continua l’accusa, l’uomo avrebbe inviato una serie di mail al responsabile del corso di laurea che contenevano frasi come: «Sono solo e vengo a fare una strage se non mi risolvete tutto subito» o «per favore faccia qualcosa perché veramente mi frulla per la testa di venire all’Università e fare una strage tipo quelle che accadono ogni mese in America nelle scuole… e trovare un mitragliatore qui al sud è facilissimo» ed anche «ti garantisco che intanto dopo la denuncia vengo a farti fuori».

Al rettore, Graziano Leoni, invece avrebbe scritto frasi come: «Le chiedo cortesemente di ritirare il tutto e chiudere la vicenda con le buone senza arrivare a tanto».

L’imputato, a detta dell’avvocato difensore Barbara Antolini, avrebbe capito il suo errore e ha inviato una lettera di scuse a entrambi. Oggi il giudice ha accolto la richiesta di messa alla prova della difesa. L’università ha chiesto di costituirsi parte civile chiedendo un risarcimento simbolico di 10 euro.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X