Unimc, manca il parere dei revisori:
rinviata l’approvazione del bilancio

MACERATA - Gli organismi accademici sono stati riconvocati per il prossimo 30 dicembre. Intanto la squadra di governo del rettore ha registrato le dimissioni della delegata al bilancio, Rosita Pretaroli (i motivi non sono trapelati). Sulla lettera dei vertici dell'ateneo che chiedono il rispetto del segreto d'ufficio un gruppo di docenti ha risposto che la libertà di espressione e di informazione vanno tutelate

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unimc-universita-maceratadi Luca Patrassi

Mentre a Roma si chiacchiera, a Macerata si rinvia. Potrebbe essere la rivisitazione di una celebre frase latina. L’altro giorno per Unimc doveva essere quello dell’approvazione del bilancio preventivo, operazione che tradizionalmente avviene nel periodo prenatalizio. In realtà gli organismi deputati ad esaminare, esprimere pareri e a votare l’adozione dell’atto si sono sì riuniti ma hanno dovuto prendere atto dell’assenza del necessario parere dei revisori dei conti e saranno riconvocati per il 30 dicembre, riunione online (osando la si potrebbe definire telematica) e non in presenza.

Il problema è nato dal fatto che i documenti necessari per valutare il bilancio, e valutarlo, sono arrivati tardi e così anche il collegio dei revisori dei conti ha alzato le mani chiedendo ed ottenendo il rinvio.

Sempre in tema di bilancio la squadra di governo del rettore John McCourt perde un altro pezzo: si è dimessa la delegata al bilancio, Rosita Pretaroli. I motivi delle dimissioni non sono trapelati.

Sul fronte delle “talpe”, la oramai famosa lettera inviata ai dipendenti amministrativi e ai docenti dai vertici di Unimc per ricordare i doveri legati al rispetto del “segreto d’ufficio”, si registrano “lettere di ritorno”. Nel senso che un gruppo di docenti, e sembra anche un Dipartimento, ha preso carta e penna per sottolineare come la libertà di espressione e di informazione vada tutelata.

“Libertà – da un testo di Giorgio Gaber – non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”. Partecipazione anche alla produzione di quel reddito che poi alimenta quei tributi che vanno ad alimentare i servizi e il diritto all’istruzione. Di recente i rettori italiani, compreso il rettore di Unimc, hanno evidenziato che il taglio dei finanziamenti disposto dal Miur metterebbe in difficoltà gli atenei. Recentissima la dichiarazione, un pochino velenosa, della ministra Anna Maria Bernini sul fatto che molte richieste di “adeguamento” delle indennità dei rettori siano bloccate da tempo: «Ho tenuto ferme queste richieste visto che i rettori hanno sempre parlato di difficoltà. E’ una richiesta che possono decidere di fare se ritengono che il bilancio dell’ateneo lo renda possibile. Ma io, fino ad ora, visto che i rettori hanno sempre parlato di difficoltà, ho tenuto ferme queste richieste. Se ritengono di avere la disponibilità di farlo, questo mi fa pensare che i loro bilanci non siano poi così malmessi, altrimenti non avrebbero la possibilità di aumentarsi l’indennità, perchè l’aumento passa attraverso dei parametri di benessere di bilancio». Prossimo appuntamento per il 30 dicembre per l’approvazione del bilancio di Unimc.


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