Una poesia e un racconto
per i cento anni di Leonilda

MACERATA - La dedica di Ennio Monachesi alla madre, Leonilda Pianesi detta Lola, che il 13 dicembre ha tagliato l'invidiabile traguardo del secolo di vita. Figli, nipoti e bisnipoti hanno festeggiato con lei. Visita del sindaco Parcaroli

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La famiglia riunita per i festeggiamenti

Una poesia per Lola e i suoi cento anni, e il racconto, scritto dal figlio, Ennio Monachesi, della vita di sua madre capace di riassumere un’epoca, quella dell’Italia da dopo la Prima guerra mondiale in avanti. Tante storie nella storia di Leonilda Pianesi, nata il 13 dicembre del 1924 a Macerata, in contrada Vergini.

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Leonilda Pianesi

Oggi è stata una giornata di festa che la famiglia ha trascorso a pranzo in un agriturismo dove figli e nipoti si sono riuniti per celebrare la nuova centenaria, tra ricordi e aneddoti di una vita. Anche il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, ha incontrato la centenaria per farle gli auguri.

Così la ricorda il figlio Ennio in un racconto sulla vita della mamma: «Leonilda Pianesi, detta Lola, nasce il 13 dicembre 1924, da Alessandro Pianesi (Lisà de Michittu), ed Emma Sardella, in contrada Vergini. A 5 anni le piace giocare, ma è già una “donnetta”, e, in assenza della madre, deve badare ai tre fratellini più piccoli. Fattasi più grandicella l’attendono altri lavori che fa volentieri. Tutte le mattine, anche d’inverno, con la neve, si alza presto e poi va in città, a circa 2 chilometri, a portare il latte munto di fresco, ai loro clienti, col carretto a mano, prima con la madre, poi anche da sola, salendo tante scale. Finito il lavoro si concede una prelibata rosetta fresca con marmellata, con i due soldi che riesce a racimolare.

Lola ama la scuola, è molto brava, ma può fare solo la terza elementare. Sogna di fare la sarta, impara da sola, ha molto talento, ma non è possibile. Però si trova molto bene, sia in famiglia che in parrocchia, dove canta nel coro. E’ simpatica e carina. Ha diversi pretendenti. Uno di essi le scrive anche che era stato avvisato quando lei stava al fiume Chienti, (di cui allora si poteva bere l’acqua limpida e fresca), a Ferragosto, per lavare i panni, le mucche e i birocci. Ne ricorda ancora due grossi strafalcioni che li aveva fatti tanto ridere: “Sotto al ponte ci sta lollo (Lola), perché non vai a venderla (vederla)?”

All’età di 19 anni e 4 mesi, il 15/4 del ’44, Lola si sposa con Gerardo Monachesi (Paciaró) di 29 anni. Va in una grossa famiglia di mezzadri, a san Claudio. C’è ancora la guerra, con tante fatiche, stenti e spaventi. Subito un figlio, lo scrivente, e poi sua sorella, Valentina. È dura, ma lei è giovane e forte. Una volta, per andare a trovare sua madre, fa 7 chilometri a piedi, con un cesto in testa, lo scrivente in un braccio e una borsa nell’altro. È serena e fiduciosa. Però ha un esaurimento fisico, con un subdolo focolaio di tubercolosi, che trascina a lungo, e scopre molto tardi.

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Per rimettersi, dopo le cure e le fatiche estive, riesce, per due anni, ad andare in montagna, a Bolognola, posto per lei mitico, nei suoi ricordi, con i boschi, il torrente, le cascate e la gola di Acquasanta, i pastori, e i racconti di lupi, nevoni, valanga e terremoto. E guarisce bene. Ci ritornerà d’estate, per alcuni anni, con i figli grandi, i nipoti e gli amici, trascorrendovi tanti bei momenti. Qualche estate anche al mare.
Quando ha 28 anni la sua famiglia decide di sloggiare: sono in troppi nell’unica casa.

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Lola con il sindaco Sandro Parcaroli

Vanno a Macerata, in un modesto bilocale in affitto. Acquistano, con un socio, la trattoria Stella, a corso Cairoli. È molto impegnativa, ma Lola è un’ottima cuoca, simpatica e gentile: sa gestirla molto bene e ha molti clienti. Ma il socio si lagna per la troppa fatica, è crisi. Anche perché Lola è incinta del terzo figlio, Claudio. Non può farcela. Addio trattoria! Il marito va a lavorare coi muratori: d’inverno, col tempaccio, è spesso licenziato e spala la neve, ingaggiato dal comune.

Per molti anni Lola fa la domestica, molto stimata e benvoluta, presso la famiglia Calzolaio, lava la biancheria e lavora a maglia, fino ad ora tarda, anche per far studiare i figli. La mattina va al lavoro a passo svelto, poi torna a cucinare per il pranzo. Poi di nuovo al lavoro, facendo tanta strada. -Ecco la puledra-, dicono i muratori, al vederla marciare spedita.

Potrebbe vincere le olimpiadi, ma non può certo pensare alla gloria, che pure meriterebbe tanto. Lola è’ instancabile, dolce e severa, umile e fiera, scaltra ed arguta: capisce a volo e calcola a mente. Ha anche una grande fede, grinta e coraggio. È stimata e benvoluta da tutti, che se possono l’aiutano. Oltre al tanto lavoro è lei che gestisce la famiglia. Acquista una casetta a debito e ne affitta una stanza a una coppia di sposi. Arriva poi anche il quarto figlio, Sauro. Lei affitta una casa più spaziosa. Infine riesce anche a comprarne una più grande, con ulteriori sacrifici.

leonilda-pianesi-1-325x354Le muore l’amata sorella Rosanna all’età di 38 anni: Lola si prende il suo quarto figlioletto, Simone, di 2 anni, tenendolo con sé fino all’età di 5 anni. La figlia e due figli si sposano, le muore il marito e lei resta con lo scrivente. Il 19 giugno scorso (2024), all’età di 66 anni, le muore anche l’amato figlio minore, Sauro, con grande sofferenza. Col passare degli anni arrivano 7 nipoti e 4 bis-nipotine/i a cui vuole un gran bene e cerca di aiutarli. Insieme alle gioie non mancano i dolori, fisici e morali. Ma il cuore e il cervello sono in ottima forma.

A 100 anni Lola è ancora sveglia ed attiva, sebbene fiaccata e provata, con tanti acciacchi e molto dimagrita, nonostante i buoni piatti che ancora cucina. Ha visto andarsene le 2 sorelle e i 2 fratelli più giovani, e il suo figlio minore, Sauro. Lei tutte le sere legge e recita le sue preghiere, per i suoi cari e per “l’anime sante.” Le quali è convinta che l’aiutino e l’abbiano aiutata, anche dandole qualche numero del lotto, risultato vincente, e in alcuni fatti inspiegabili, di cui sono stato io stesso sbalordito testimone. E ciò ha consolidato la sua fede. Lei dice che presto andrà a raggiungerle, le sue anime sante, e conclude: “Mi raccomando, quando non ci sarò più, vi chiedo solo una cosa, ma con tutto il cuore: andate sempre d’accordo”».

(Ennio Monachesi, dal libro La vena umoristica, Amazon)

LA POESIA PER I CENTO ANNI DI LOLA

«Auguri a nonna Lola

che sempre in alto vola

e ti prende per la gola!

Donna è lei tutta d’un pezzo

che si è fatta e si fa in quattro

per i figli i nipoti ed il gatto

superando tanti scogli

per amore dei figli

dei nipoti e famiglie

degli amici e parenti

per vederli contenti,

con tanti bèi momenti

e non pochi anche accidenti,

ma stringendo sempre i denti

cre-denti e ri-denti

intraprenden-pru-denti

ma oramai tutti ca-denti,

dispiaciuti, sorry….denti,

ed usando i suoi talenti

con l’aiuto anche del Cielo

e Madonna del Carmelo.

Dolce e severa, umile e fiera,

scaltra ed arguta, retta e sincera

leva al cielo devota preghiera:

dopo una lunga sera della vita

sarà nuova primavera fiorita.

 


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