«Fondi per gli universitari fuori sede,
a Macerata e Camerino solo le briciole»
MACERATA - L'ex consigliere dem Daniele Staffolani interviene sulla ripartizione dei contributi destinati alle spese di affitto: «Ancona ha avuto una somma superiore di ben otto volte a quella spettante a Unimc, Urbino quasi quattro volte, nonostante tale sproporzione non trovi riscontro nel numero degli studenti iscritti»

Daniele Staffolani
«Le Università di Ancona e Urbino hanno fatto la parte del leone mentre alle Università della nostra provincia sono toccate le briciole». E’ la critica che arriva dall’ex consigliere dem di Macerata ed ex responsabile provinciale Erap Daniele Staffolani, dopo la ripartizione dei fondi ministeriali per il sostegno alle spese di affitto dei fuori sede. Una critica che si inserisce in una situazione già incandescente per quanto riguarda i contributi agli atenei, dopo la scure del ministero che ha ridotto i fondi ordinari agli atenei italiani in maniera drastica (-2,8 milioni per Unimc e -2,9 milioni per Unicam) e la levata di scudi dei rettori e di una parte del fronte politico.
«Il ministero dell’Università e della Ricerca ha provveduto al riparto tra le 60 Università statali del fondo nazionale per il sostegno alle spese di locazione degli studenti fuori sede, pari, per l’anno 2024,a complessivi 16 milioni di euro – dice Staffolani – La ripartizione dei fondi avviene sulla base dei dati forniti dalle Università circa il numero degli studenti partecipanti ai relativi bandi di concorso, riservati agli studenti non residenti appartenenti a nuclei familiari con Isee non superiore a 20.000 euro e che non godono di altri contributi pubblici per l’alloggio in locazione. Alla Regione Marche è stato destinato un importo di poco superiore al milione di euro (1.092.979 euro per la precisione), così distribuito tra le quattro Università marchigiane: Ancona 698.292 euro, Urbino 292.039 euro, Macerata 86.744 euro, Camerino 15.903 euro».
«Come si può agevolmente rilevare – aggiunge Staffolani – le Università di Ancona e Urbino hanno fatto la parte del leone mentre alle Università della nostra Provincia sono toccate le briciole; Ancona ha avuto una somma superiore di ben otto volte a quella spettante a Macerata, Urbino quasi quattro volte, nonostante tale sproporzione non trovi riscontro nel numero degli studenti iscritti (14.855 ad Ancona e 13.941 a Urbino contro i 9.198 di Macerata e i 5.709 di Camerino, come da dati ufficiali del Miur relativi all’anno 2023, anche considerato che la percentuale degli studenti fuori sede non dovrebbe discostarsi di molto tra un Ateneo all’altro);praticamente ad Ancona e Urbino è andato un milione di euro a fronte di soli 100.000 euro per Macerata e Camerino».
«E’ evidente, anche a prima vista, che vi è una palese sperequazione nella ripartizione dei fondi disponibili, che può essere imputata a diverse cause – sottolinea ancora Staffolani – In primis, si potrebbe ritenere che gli studenti fuori sede delle Università di Macerata e Camerino siano in numero di gran lunga inferiore a quello delle Università di Ancona e Urbino e ciò, purtroppo, denoterebbe una scarsa attrattività dei nostri Atenei al di fuori dello stretto ambito provinciale o regionale. La seconda ipotesi è che gli studenti fuori sede delle Università di Macerata e Camerino appartengano, per la gran parte, a famiglie che non hanno necessità di contributi in quanto registrano un Isee superiore a 20.000 euro, condizione che, come si è detto, preclude la presentazione della domanda di contributo in occasione dell’apposito bando di concorso. La terza ipotesi è che le Università di Macerata e Camerino non abbiano dato adeguata pubblicità al relativo bando di concorso e vi sia stata, dunque, una scarsa partecipazione degli interessati».
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