«Allarme occupazione Marche,
meno 18mila dipendenti.
Aumentano disoccupati e inattivi»
I DATI del terzo trimestre 2024 elaborati da Cgil Marche, la segretaria regionale Eleonora Fontana: «Situazione peggiore rispetto al resto del paese. La Regione intervenga con politiche economiche adeguate»

Eleonora Fontana, segretaria regionale Cgil
«Nella nostra regione assistiamo, nel terzo trimestre 2024, ad un dato che va in controtendenza rispetto a quello nazionale: diminuisce il tasso di occupazione, aumentano disoccupati e inattivi». Ad affermarlo, sulla base dei dati elaborati da Cgil Marche, è la segreteria regionale Eleonora Fontana.
«Il mercato del lavoro regionale non è sorretto da politiche adeguate, capaci di tradurre in investimenti le risorse del Pnrr – evidenzia – . Continuiamo ad allontanarci pericolosamente dagli obiettivi di promuovere l’occupazione, migliorare le opportunità di lavoro e lo sviluppo delle risorse umane. Come abbiamo più volte sottolineato, le scelte intraprese finora non producono i risultati attesi e necessari, anzi continuano a spingere le Marche in direzione contraria a quella auspicata e inderogabile. Il governo regionale intervenga subito».
I DATI – Nel terzo trimestre 2024 la stima degli occupati nelle Marche si attesta a 660mila unità. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente il valore rimane sostanzialmente stabile (+0,1%). Incremento molto più significativo si registra nel Centro (+3,2%) e in Italia nel complesso (+2,2%).
Il tasso di occupazione delle persone tra i 15 e i 64 anni è del 68,7%, in diminuzione di circa 0,4 punti percentuale rispetto al terzo trimestre 2023. Nelle altre aree considerate si osserva invece una tendenza opposta.
La stabilità dell’occupazione nelle Marche è ascrivibile all’aumento dei lavoratori indipendenti (+18mila, +13%). Crollano significativamente i dipendenti, che diminuiscono di 18mila unità (-3,4%). La variazione del lavoro dipendente è opposta a quella osservata nel centro (+3,1%) e in Italia (+2,1%), aree in cui aumenta anche il lavoro autonomo.
Tra i macrosettori spicca l’incremento del commercio (+13mila, +10,1%) e il calo delle costruzioni (-tremila, -7,1%) e dell’agricoltura (-13mila, -55,2%). L’industria registra +0,6%, valore decisamente inferiore a quello del Centro Italia (+1,8%) ma superiore a quello nazionale (+0,4%).
Allo stesso tempo, un altro indicatore in controtendenza rispetto alle altre aree è quello relativo ai disoccupati. Nelle Marche questi registrano un incremento del 2,2%, mentre centro e Italia osservano rispettivamente -22,8% e -22,7%. Contestualmente nella regione aumenta lievemente il tasso di disoccupazione.
Nel terzo trimestre 2024 gli inattivi nella regione raggiungono quota 253mila unità e aumentano dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2023. L’aumento è molto più accentuato rispetto a quello registrato in Italia (+0,8%). Contemporaneamente aumenta il tasso di inattività che si attesta al 27,5%.
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strano, telemeloni oggi 500.000 occupati in più
L’amministratore delegato della Renault ha detto che nel 2025 i prezzi delle auto cresceranno ancora e prevedo che con questi stipendi molte ma molte auto resteranno invendute forse le acquisteranno gli alieni chissà.
Ormai sia destra che sinistra sono uguali,serve un alternativa politica valida altrimenti quei pochi che vanno a votare tappandosi il naso li aiuterà a continuare l’opera di demolizione.
Chiedo scusa: secondo il mio opinabile pensiero, il problema della disoccupazione è assurdo che si possa risolvere con le proposte contenute nell’articolo, finché al governo di turno gli si lascia la possibilità di usare il diritto al lavoro un mezzo di ricatto per il potere. “La pensi come me,? mi dai il voto? allora di do un lavoro ben retribuito anche senza lavorare, altrimenti per me sei sempre un essere da sfruttare.” L’art 1 della Costituzione Italiana sancisce: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, ciò significa che il lavoro è un diritto per avere una vita dignitosa, ma anche un dovere perché siamo obbligati tutti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva che significa più guadagni più paghi Art. 53 Cost. Unica tassa costituzionale e fino a prova contraria tutte le altre gabelle sono tutte incostituzionali, anche le marche da bollo che ci chiede il pubblico impiegato per la richiesta di un documento, in quanto il suo stipendio non è altro che una spesa pubblica. Quindi la cosa sacrosanta da fare, credo sia portare l’insegnamento obbligatorio della Costituzione Italiana nelle scuole incominciando dalle elementari, tutto il resto si aggiusterebbe da so. Visto che la corretta informazione è stata sempre l’arma che ha fatto paura ai beceri scienziati che hanno la pretesa di Sgovernare il paese al proprio uso e consumo: