L’altra faccia della violenza di genere
«Indossare jeans non è una colpa» (Foto)
MACERATA - Manichini di donne, scarpette rosse e il rumore dei mazzi di chiave in piazza della Libertà. Così il Forum Donne Cgil e Officina Universitaria hanno acceso i riflettori su un aspetto meno evidente ma molto dannoso del sistema. La segretaria provinciale Elena Fermanelli: «Basti pensare che molte non denunciano per paura di domande e interrogatori»

La manifestazione contro la vittimizzazione secondaria in piazza della Libertà
di Alessandra Pierini (foto Fabio Falcioni)
Manichini di donne vestite con abiti di ogni genere, le ormai tristemente iconiche scarpe rosse, le sentenze di processi per stupro e il rumore delle chiavi per richiamare l’attenzione sulla violenza di genere. Sono stati questi gli elementi della manifestazione “Indossava i jeans” del Forum Donne Cgil con la partecipazione di Officina Universitari in piazza della Libertà. Un punto di vista diverso quello scelto dal Forum. Tra le tante declinazioni, anche subdole e per niente evidenti, che la violenza di genere può avere, ha un forte peso quella della vittimizzazione secondaria. Si tratta di ciò che può accadere quando una vittima di violenza denuncia un reato nei suoi confronti ed è costretta a subire domande e interrogatori volti a dimostrare che sia davvero una vittima. Un esempio per chiarire può essere la frase “Se l’è cercata” retaggio di una cultura che dovrebbe essere ormai sepolta e che, invece, purtroppo, continua a trovare spazio. Come ha dimostrato la forte commozione di due giovanissime presenti, che pur non raccontando la loro vicenda, hanno scelto di essere in piazza e di lasciarsi abbracciare dalle donne presenti.

Officina Universitaria scuote le chiavi sul palco
Un pugno allo stomaco la lettura di sentenze dei tribunali e degli interrogatori in cui il fatto che la vittima indossasse dei jeans è stato considerato come prova di consenso della donna allo stupro. Ognuna di queste letture è stata accolta con canzoni ad alto volume e il rumore dei mazzi di chiavi.
«Abbiamo scelto questo tema – ha spiegato Maria Elena Fermanelli, segretaria provinciale della Cgil Macerata e coordinatrice Forum Donne – perché crediamo sia cruciale, basti pensare che molte donne rinunciano a denunciare proprio per paura degli interrogatori e delle domande alle quali dovranno rispondere».

Romina Maccari
Quello che hanno chiesto stamattina le donne presenti in piazza è un salto culturale: «Dopo che lo stupro – ricorda Romina Maccari, segretaria generale Spi Cgil Macerata – è stato riconosciuto come reato contro la persona e non più contro la morale come era in passato, comunque troppo spesso i modi di approcciare alle vittime da parte delle forze dell’ordine o nelle aule dei tribunali non ha fatto altrettanto. Le leggi hanno fatto grandi passi in avanti ma la trasformazione culturale chiede un ulteriore investimento».

Dura Martina Gagliardi, portavoce di Officina Universitaria: «Siamo qui perché crediamo che sia importante un approccio intergenerazionale. Ma siamo qui anche a manifestare contro un governo che ad un anno dalla morte di Giulia Cecchettin non ha fatto provvedimenti strutturali. Vogliamo mostrare la nostra rabbia per un sistema patriarcale che colpisce ogni ambito. Vogliamo essere libere da uomini che vogliono decidere per noi».









Bambini scomparsi in Italia: https://www.vita.it/ogni-giorno-spariscono-60-bambini-solo-il-40-viene-ritrovato/ .
…la frase ‘se l’è cercata’, non ha nessunissima giustificazione, non ci sono dubbi, ma, in ogni caso, chi indossa il burka, tanto per fare un esempio, di sicuro non se la cerca, ma quali giustificazioni ha, secondo la Cgil e Officina Universitari!!? gv