Gio’, ragazzo intergalattico
regala emozioni a Macerata
nella “partita” per l’autismo

STORIA - Anche Viviana Locatelli, mamma del giovane con disturbo dello spettro autistico, morto quattro anni fa, ha assistito allo spettacolo che ne racconta le passioni, i modi di essere ma anche le difficoltà in una società lontana dall'essere inclusiva. Se ne è parlato anche nel convegno organizzato da Paola Giosuè e Abaton Onlus in cui si è stretta una alleanza tra professionisti, in presenza delle istituzioni

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La consegna delle maglie celebrative a Viviana Locatelli

Gio’ è una potenza: mette insieme persone da ogni parte d’Italia e oltre, accende i cuori e li riempie di emozioni, valorizza lo sport e la passione da tifoso oltre ogni limite e illumina con un enorme riflettore quello che molti non vogliono vedere. 
Gio’, ragazzone di Milano, alto un metro e 88 centimetri con disturbo dello spettro autistico, non c’è più da 4 anni, ma la sua storia e il suo modo di essere continuano a vivere in tanti modi. Negli occhi di mamma Viviana Locatelli che è sempre stata al suo fianco per tutta la sua vita.

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Viviana Locatelli con Paola Giosuè

Nel suo libro “Per sempre Gio'” in cui racconta quel figlio eccezionale ma anche le difficoltà incontrate ad esempio dopo i 18 anni, quando per lo Stato italiano, come per magia, l’autismo scompare e chi si trova in quella condizione deve imparare ad arrangiarsi, con tutta la famiglia naturalmente.
Nel toccante e profondo spettacolo teatrale “Il ragazzo intergalattico, un’altra partita per Gio'” arrivato a Macerata venerdì sera, nell’aula sinodale dell’ex seminario, dove un numeroso pubblico ha applaudito a lungo, alzandosi in piedi le attrici Alessandra Ingoglia e Barbara Menegardo e soprattutto lui, Gio’, assente ma presentissimo in ogni gesto e in ogni cuore. Per lui c’era anche l’Inter Club di Macerata che attraverso il presidente Fabio Sperandini ha omaggiato Viviana Locatelli con due magliette celebrative, una della seconda stella e l’altra dell’ultima partita del capitano Javier Zanetti. In sala anche una rappresentanza della Maceratese calcio in un ideale abbraccio sportivo.

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Viviana Locatelli con le attrici Alessandra Ingoglia e Barbara Menegardo

L’evento si è svolto a margine del convegno nazionale “Presa in carico precoce ed interprofessionale della persona nello spettro dell’autismo”, ideato dalla dottoressa Paola Giosuè ed organizzato da Abaton Onlus in collaborazione con la mano tesa Odv.
Due giorni di elevata caratura scientifica: 18 relatori, provenienti da tutta Italia hanno condiviso le loro ricerche, la loro esperienza clinica frutto di anni di studio e di lavoro con persone che vivono la neuro divergenza.
Non è voluto mancare Filippo Muratori, che per moltissimi anni ha svolto il ruolo di primario della neuropsichiatria infantile dello Stella Maris di Pisa. Il professore ha accolto l’invito con il desiderio di continuare a fare rete su un territorio nazionale che necessita urgentemente di assistere con competenza, coordinazione e progetti di ricerca le persone autistiche e le loro famiglie in tutte le esigenze: cliniche, riabilitative, inclusive.

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Un momento del convegno medico scientifico “Presa in carico precoce ed interprofessionale della persona nello spettro dell’autismo”

Medici, osteopati, logopedisti, neuropsicomotricista, insegnanti di sostegno, insieme ai 120 partecipanti, che, a Macerata, hanno condiviso le loro competenze, sono tornati nelle loro case dislocate in tutta Italia, con un impegno: essere parte di una rete operativa che continui a tessere, aggiungendo le giuste maglie e crescere.
Questo obiettivo è  in linea con quello delle istituzioni intervenute durante il convegno: l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, la consigliera regionale Anna Menghi e la vice sindaca del Comune di Macerata  Francesca D’alessandro. Ognuno di loro si è fatto portavoce di una emergenza locale che è la stessa di quella nazionale. Il ministero della salute conta una persona su 77 nello spettro dell’autismo. Le istituzioni chiedono collaborazione a chi si occupa di questa condizione estremamente complessa, affinché non si disperdano le risorse e non si rischi di disattendere i bisogni dei cittadini. Si è consolidata una promessa tra i professionisti e le istituzioni affinché gli sforzi diventino comuni. Una promessa da mantenere.

Redazione Cm (foto Alfonso Alfonsi)

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