Palazzo Mastrocola diventa
“Museo del vino cotto”

LORO PICENO - Il Comune ha intercettato 300mila euro tramite un bando della Regione per fare dell'edificio la vetrina del suo prodotto più illustre. Il sindaco Robertino Paoloni: «Un nuovo tassello verso la trasformazione del centro storico in un museo diffuso»

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Alcuni rendering del progetto


Loro Piceno sul podio regionale per il progetto di riqualificazione di Palazzo Mastrocola come sede museale per l’eccellenza gastronomica del vino cotto. Un risultato rilevante se si considera che solamente 12 sono stati i Comuni ammessi e che Loro Piceno è arrivato primo tra quelli del Maceratese, ricevendo l’importo di 300mila euro.

«Un altro piccolo traguardo nel percorso dell’amministrazione comunale – dice il sindaco Robertino Paoloni – volto alla riqualificazione e rilancio del centro storico, una delle linee programmatiche del mio primo mandato, centrale anche in questo nuovo mandato. Di qui la scelta di partecipare al bando regionale legato alla riqualificazione urbana come chiave di sviluppo. La rete museale che Loro Piceno può vantare è ampia e la linea portata avanti dagli amministratori è quella di poter avere un centro storico che possa rappresentare un museo diffuso per le vie del paese, in modo che anche il borgo possa divenire “il museo di se stesso”».

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Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno

Gli obbiettivi sono chiari: si parte dal castello, che sta tornando di proprietà dell’ente e che già ospita il Museo delle due guerre mondiali. Quest’ultimo, in particolare, è stato ampliato lo scorso anno con l’apertura di una nuova ala dedicata al Secondo corpo polacco. Si passa, poi, a Palazzo Cecchi, in procinto anche esso di essere riqualificato ed al cui interno verrà spostato il Museo delle tradizioni locali. Si arriva, infine, a Palazzo Mastrocola, assegnatario del contributo in oggetto, e che sta ultimando la sua riqualificazione/rifunzionalizzazione. E poi c’è il bando “Qui Val Di Fiastra”, è in fase di realizzazione. «Quando decisi di mettermi a disposizione della comunità mi definii un visionario pragmatico, e proprio questa visione, condivisa dal gruppo e dai cittadini, sta prendendo corpo. Un percorso lungo, che porta con sé ostacoli, fatto di amore per il borgo ed i territori, in cui mettiamo in campo azioni reali e praticabili. Il bando incastona un altro tassello del nostro percorso, individuando un luogo consono per la sede museale di un prodotto di eccellenza delle Marche, quale è il vino cotto», conclude Paoloni.

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