«Bene la cassa integrazione in deroga,
ma ci aspettiamo ulteriori interventi
per salvaguardare la filiera moda delle Marche»
ECONOMIA - Confindustria, Cna e Confartigianato intervengono dopo il provvedimento del governo: «Sarebbe utile prevedere una riduzione degli oneri contributivi per le imprese, una moratoria sui crediti con l'allungamento dei tempi di pagamento, la riduzione dei costi di finanziamento e l'eventuale concessione di garanzie»

Roberto Cardinali (Confindustria), Paolo Longhi (Confartigianato) e Paolo Silenzi (Cna)
Una boccata d’ossigeno per le imprese marchigiane del comparto moda e per i loro dipendenti.
La crisi del distretto calzaturiero del fermano maceratese è stata affrontata il 21 ottobre dal Consiglio dei Ministri, con il Governo che ha previsto otto settimane di cassa integrazione in deroga nel 2024 per fronteggiare la crisi occupazionale dei lavoratori dipendenti del comparto moda.
Una misura accolta con favore da Confindustria, Cna e Confartigianato Marche anche se considerata «non risolutiva».
«Nelle Marche le imprese del sistema moda in attività sono 4.369 di cui 2.676 nel calzaturiero, 1.322 nell’abbigliamento e 371 nel tessile – si legge in una nota unitaria -. Gli addetti sono 35.404 di cui 22.326 nel calzaturiero, 10.408 nell’abbigliamento e 2.670 nel tessile. Solo nel distretto fermano-maceratese le imprese del comparto moda sono 3.043 di cui 2.501 nel calzaturiero, 430 nell’abbigliamento e 175 nel tessile. Gli addetti sono 23.267 di cui 20.039 nel calzaturiero, 3.979 nell’abbigliamento e 1.438 nel tessile.
Via libera, dunque, all’integrazione al reddito dei lavoratori dipendenti di imprese, anche artigiane, con un numero di addetti pari o inferiore a 15 operanti nel settore tessile, dell’abbigliamento e calzaturiero. Come ulteriore misura di sostegno si prevede che l’integrazione salariale, ordinariamente erogata dal datore di lavoro al dipendente e poi rimborsata dall’Inps, potrà essere pagata direttamente dall’Istituto previdenziale nel caso in cui esistano serie e documentate difficoltà finanziarie».
«Accogliamo con favore l’approvazione del Consiglio dei Ministri riguardo alla cassa integrazione in deroga per le Pmi – hanno affermato Roberto Cardinali (Confindustria), Paolo Longhi (Confartigianato) e Paolo Silenzi (Cna) -. Si tratta di un provvedimento che dimostra la sensibilità del Governo e la comprensione della situazione in cui si trovano le imprese del settore moda. Tuttavia, è evidente che questa misura non è risolutiva, e, sulla base dei rapporti avuti con il Ministero, ci aspettiamo che vengano valutati ulteriori interventi. L’obiettivo è salvaguardare la filiera moda delle Marche.
Ad esempio, sarebbe utile prevedere una riduzione degli oneri contributivi per le imprese, una moratoria sui crediti con l’allungamento dei tempi di pagamento, la riduzione dei costi di finanziamento e l’eventuale concessione di garanzie. È inoltre fondamentale sostenere le imprese sui mercati internazionali, favorendo collaborazioni tra la Camera di Commercio e l’Ice».