Cosmari dal tetrapak all’inceneritore.
Morgoni attacca i vertici e la destra:
«Non si assumono le responsabilità»
RIFIUTI - L'ex deputato dem mette nel mirino le dichiarazioni del neo presidente Gattafoni: «ha affermato la volontà di procedere con il percorso per la realizzazione della terza vasca della discarica di Cingoli. Ma non c'è alcun atto deliberativo da parte del Comune: gioco delle tre carte o ad atti palesemente illegittimi?»

Mario Morgoni
di Luca Patrassi
La governance del Cosmari, con i suoi più recenti annunci, nel mirino dell’ex deputato ed ex sindaco di Potenza Picena Mario Morgoni.
«Nella recente conferenza stampa del Cosmari sulla campagna per il tetrapak – osserva l’esponente democrat – il presidente Gattafoni ha affermato la volontà di procedere con il percorso per la realizzazione della terza vasca della discarica di Cingoli. Poiché non risulta alcun atto deliberativo da parte del comune di Cingoli che autorizzi tale opera, non si riesce a comprendere bene se siamo davanti al gioco delle tre carte o ad atti palesemente illegittimi che, producendo oltretutto dei costi, dovrebbero essere oggetto di esame da parte della Corte dei conti. Il presidente afferma andiamo avanti con il procedimento amministrativo. Il resto spetta alla politica deciderlo. Forse il presidente non si rende ben conto che il Cosmari non è la marionetta della politica ma un’azienda pubblica con una soggettività e con funzioni rilevanti, anzi decisive in provincia di Macerata, nel settore della gestione dei rifiuti».
L’affondo politico di Morgoni: «E’ ora di smetterla con la politica di una destra che fa lo scaricabarile, il Cosmari che fa spallucce e il sindaco di Cingoli che si trincera dietro un’imbarazzante ambiguità. La mancata individuazione del nuovo sito di discarica è un attestato di fallimento di un sistema che non ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e produce un danno economico ai cittadini con i pesanti aumenti delle tariffe ma anche ai conti dell’azienda di cui qualcuno sarà chiamato a rispondere». I nuovi impianti di smaltimento: «Stesso registro – conclude Mario Morgoni – per quanto riguarda il piano regionale di gestione dei rifiuti, già scaduto nel 2021 (che doveva essere tassativamente aggiornato entro dicembre 2023), colpevolmente lasciato su un binario morto dalla giunta regionale, tanto più colpevolmente in quanto siamo nel tempo della transizione e ecologica. Dalle linee dell’adeguamento del piano dei rifiuti emerge l’ipotesi di realizzare un inceneritore che, in base ai requisiti logistici/organizzativi potrebbe essere localizzato in provincia di Macerata. Anche in questo caso il Cosmari non può certo fare da spettatore ma anzi, ha il dovere di far valere una sua visione legata alle scelte strategiche aziendali. E deve farlo con chiarezza, tanto più lo stesso presidente Gattafoni si è già pubblicamente e più volte pronunciato a favore della scelta di bruciare i rifiuti».