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Aumento della captazione dell’acqua:
il Parco dice no all’Acquedotto del Nera.
Il Tennacola: «falde in riduzione»

NODI - Le società di gestione chiedono di aumentare i quantitativi d'acqua dalle sorgenti ma dall'ente si manifesta l'assoluta contrarietà. Intanto il consorzio che gestisce il servizio idrico in 13 comuni della provincia di Macerata e 14 di quella di Fermo segnala un possibile razionamento nelle ore notturne

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acquadi Luca Patrassi

Il fronte maceratese dell’acqua continua a dimostrarsi lacunoso. Ieri è andata in scena una riunione del comitato di Protezione civile per il contrasto alla siccità. Non ci si attendeva soluzione alcuna, del resto si tratta di una questione oramai trentennale e mai affrontata compiutamente ma si è rivelata utile per capire come (non funzioni) il sistema di governo della risorsa idrica.

Alla riunione tecnica c’erano i rappresentanti di Regione, Ato3, società di gestione del servizio idrico, la società Acquedotto del Nera, diverse municipalità dell’area montana, parco nazionale dei monti Sibillini: in discussione la proposta di un aumento temporaneo della captazione dalle sorgenti del Nera per ulteriori 85 litri al secondo per il dichiarato e forte rischio di interruzione del servizio in alcune aree.

Richiesta che da sempre, ed anche ieri, vede contrari il Parco e i Comuni dell’area montana che temono riflessi sull’equilibrio dei vari fiumi e sull’economia dell’area mentre tutti gli altri sono evidentemente a favore visto che avere la possibilità di aumentare la quantità d’acqua captata dalle attuali sorgenti o di accedere ad altre sorgenti più in alto delle attuali permetterebbe di rispondere appunto alla crisi idrica che si manifesta in alcuni territori ed anche all’aumento di alcuni indicatori legati alla presenza di fitofarmaci e di diserbanti. Con l’incremento della portata di acqua si andrebbe a diluire le concentrazioni dei prodotti agricoli citati.

C’è anche chi fa osservare che il Parco che nega l’aumento delle quantità di acqua captata dagli impianti dell’Acquedotto del Nera è lo stesso che ha dato parere favorevole all’aumento recentissimo, da 90 a 200 litri secondo, per un allevamento ittico in base a una concessione data dalla Regione.

Sembra di cogliere un qualche elemento in apparente contraddizione in questi decreti. L’area montana si trincera dietro il no mentre sarà interessante capire la posizione sul tema dell’Aato 3 il cui presidente è quell’Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina e vice presidente di quel Parco dei Sibillini che dice no alle società di gestione del servizio idrico e a varie municipalità. Se dalla Regione e dal Parco alcuni messaggi sembrano tutti da captare, il resto degli interpreti di questa vicenda idrica non è che brillino per trasparenza.

A parte Macerata, e pochi altri Comuni, le condutture idriche in giro per la provincia fanno acqua con dispersioni da record. Civitanova – per citarne una a caso visto che l’azienda di gestione, l’Atac, è guidata dal coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Belvederesi – ha una percentuale di perdite superiore al 40%. Si potrebbe pensare: la portata dell’acqua che te l’aumento a fare se poi gran parte si perde per strada? In Aato 3 sono talmente impegnati, da anni, che non hanno nemmeno presentato un progetto per l’accesso ai fondi multimilionari previsti dal Pnrr per l’adeguamento degli acquedotti con il risultato che in tutte le altre province sono “piovuti” decine di milioni ma non nel Maceratese. Però sono pronti a spiegare agli altri cosa si deve fare per il servizio idrico. C’era un progetto pronto, ma non è stato presentato perchè le indicazioni del bando configgevano con la presenza in Aato 3 di una pluralità di gestori, e non di un gestore unico come altrove, e le società di gestione non  garantivano l’esecuzione delle opere nel caso di accesso ai fondi. Anche sul fronte della società Acquedotto del Nera ci sarebbe qualcosina da dire: la società è nata parecchi anni fa per portare l’acqua dalla montagna fino alla riviera del Conero: dopo alcuni decenni di investimenti milionari abbiamo superato da poco Montecassiano (verso Appignano) sul Potenza e Pollenza sul Chienti.

Numana è lontana mentre decine di migliaia di utenti dei territori non ancora serviti pagano sulle loro bollette le quote di ammortamento dei vari mutui stipulati dall’Acquedotto del Nera. Peraltro – a proposito di captazione, Parco e Regione – le imponenti tubature consentono un flusso di 550 litri al secondo ma appunto ne trasportano duecento. Potrebbe anche bastare, magari qualche autorevole rappresentante dei cittadini o un qualche dirigente regionale può spiegare perchè l’eventuale aumento della captazione dei pozzi dell’acquedotto del Nera, da destinare agli umani, potrebbe turbare gli equilibri ittici delle aste fluviali montane mentre per i pesci di allevamento il problema non ci sarebbe.

Sempre sul fronte idrico c’è l’intervento del consorzio Tennacola che gestisce il servizio idrico integrato in 27 comuni dell’Aato 4, 13 della provincia di Macerata e 14 di quella di Fermo. Tennacola «ha riscontrato – si legge in una nota – un abbassamento delle falde idriche che impone una scrupolosa attenzione da parte di tutti i cittadini ad un uso responsabile dell’acqua. E’ possibile infatti, che, qualora la situazione non registri un miglioramento, si renda necessario da parte del Consorzio Tennacola, un razionamento della risorsa idrica nelle ore notturne nel territorio servito».

«Stiamo monitorando costantemente la situazione – dice Antonio Albunia, presidente di Tennacola Spa – e per questo è fondamentale richiamare la collettività ad un uso parsimonioso dell’acqua, un bene prezioso da tutelare. Occorre evitare consumi eccessivi e non necessari. Nonostante le piogge abbondanti delle ultime settimane, l’assenza di precipitazioni nevose lo scorso inverno ed i periodi prolungati di siccità dei mesi passati hanno provocato una progressiva riduzione delle falde idriche. E’ possibile che nelle prossime settimane si renda necessario un razionamento della fornitura nelle ore notturne, provvedimento che, fino ad oggi, Tennacola non ha mai avuto bisogno di adottare. Qualora tale scelta si dovesse rendere necessaria, non mancheremo di fornire puntuale comunicazione ai cittadini ed ai Comuni interessati. Per il momento rinnoviamo con forza l’invito a non disperdere un bene prezioso».


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