Le Fiamme gialle celebrano
il patrono San Matteo
MACERATA - Cerimonia ieri nella chiesa di Santa Croce, dove è stata celebrata anche la Giornata della memoria delle vittime del dovere

La cerimonia di ieri
La Guardia di finanza ha festeggiato il suo patrono San Matteo e celebrato la “Giornata della memoria delle vittime del dovere”. La cerimonia si è svolta ieri a Macerata.
La “Giornata” è stata officiata da vescovo Nazzareno Marconi nella chiesa Santa Croce di Macerata, con una messa a cui hanno partecipato i militari in servizio e in congedo del Comando provinciale e dei vari reparti. Nell’omelia Marconi si è soffermato sull’importanza di essere comunità e di essere “Corpo”, come appunto lo è la Guardia di Finanza, a beneficio della comunità stessa. Il cappellano militare, don Pierluigi Plata, dopo aver ricordato che oltre alla ricorrenza dei 250 anni dalla fondazione del Corpo si celebrano anche i 90 anni da quando San Matteo è stato proclamato patrono della Guardia di Finanza, durante l’offertorio ha fatto consegnare, tra gli altri oggetti simbolici, uno zainetto pieno rappresentativo delle responsabilità e del lavoro svolto dai finanzieri nonché tre vasi comunicanti colmi d’acqua per testimoniare l’importanza di una missione che deve perseguire la perequazione ed evitare che si realizzino situazioni di ingiustizie economico-finanziarie.
La funzione religiosa, svoltasi alla presenza del prefetto Isabella Fusiello, del sindaco di Macerata nonché presidente della Provincia Sandro Parcaroli, del procuratore Giovanni Fabrizio Narbone e delle altre autorità civili e militari della provincia, ha visto la partecipazione anche dei familiari dei finanzieri in servizio ed in congedo.
Il comandante provinciale delle Fiamme gialle Ferdinando Mazzacuva, nel rivolgere un particolare ringraziamento al vescovo, al cappellano militare, al parroco ospitante, don Pier Andrea Giochi, e agli intervenuti, ha rivolto un sentito pensiero a tutti i servitori dello Stato, vittime del dovere e in particolare ai finanzieri caduti in servizio e a quelli feriti sopravvissuti, alcuni dei quali presenti anche alla celebrazione.
