«Asilo Adriani, allarmismo demagogico.
Chi c’era prima non se n’è occupato,
noi stiamo già intervenendo»

MOGLIANO - Il capogruppo di maggioranza Diego Nardi replica alle accuse della minoranza sulla scuola d'infanzia

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scuola-adriani-mogliano«In pochi mesi la nuova amministrazione ha già messo in campo un forte impegno per la scuola materna, in netta discontinuità con il passato». Inizia così la replica del capogruppo di maggioranza di Mogliano Diego Nardi al gruppo di minoranza Insieme si può sulla scuola d’infanzia Adriani, che aveva contestato l’amministrazione per la scarsa attenzione alla vulnerabilità sismica dell’edificio.

«Il gruppo di minoranza “Insieme si può” non finisce mai di stupire – contrattacca Nardi  – In passato alcuni interventi non hanno meritato neanche commenti per la loro pochezza e il loro livore. Questa volta, invece, la ipocrita demagogia e la mancanza di pudore con cui il gruppo di minoranza “Insieme si può” ha trattato la questione relativa alla scuola dell’infanzia, che necessita di un intervento di miglioramento sismico, meritano una risposta e delle precisazioni. Anzitutto è bene evitare allarmismi demagogici. Infatti, lo studio di vulnerabilità sismica del 25 ottobre 2023 dice testualmente “l’edificio si presenta in buono stato di conservazione, si evidenziano delle lesioni di lieve entità sulle tamponature esterne mentre le strutture portanti sono in buono stato“. Vi sono delle criticità, dunque, che riguardano alcune tamponature. In ogni caso, quando si parla di sicurezza dei nostri figli dovremmo essere tutti d’accordo: la priorità deve essere massima. E per noi la priorità è massima».

«Ma la priorità – continua il capogruppo di maggioranza – avrebbe dovuto essere massima anche per la amministrazione Cesetti, che ha amministrato il paese negli ultimi cinque anni. Invece, la ristrutturazione della scuola materna non è stata prevista nel piano triennale dei lavori pubblici approvato a dicembre dello scorso anno dalla giunta Cesetti, né è stata presa in considerazione nella ultima variazione di bilancio approvata ad aprile sempre dalla giunta Cesetti. Anzi, in quell’occasione la giunta Cesetti ha approvato l’applicazione dell’avanzo libero per altre opere. Neanche un centesimo ha destinato per la scuola materna. La giunta Cesetti non si è mai occupata della scuola materna, ma ha dato la priorità al calcio e al calcetto contraendo due mutui, uno a 25 e l’altro a 30 anni, con un debito per la collettività di 1 milione e seicentocinquantamila euro per capitale, a cui aggiungere l’onere per gli interessi. Scelte queste che mettono in forte stress le finanze dell’ente, anche alla luce del fatto che la sospensione del pagamento dei mutui, concessa dal 2016 ai comuni del cratere del sisma, potrebbe non essere prorogata. La passata amministrazione si è comportata da cicala, non ha appaltato alcun lavoro per l’asilo (il bilancio comunale non ha neanche previsto fondi)».

«Ora – sottolinea ancora Nardi – tocca alla nuova giunta correre ai ripari, come peraltro già capitato in altre occasioni in questi pochi mesi di nuova amministrazione. Proprio per questo, con atto del 10 settembre la giunta Luchetti ha deliberato di partecipare ad un bando per la sicurezza sismica degli edifici scolastici, indetto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e finanziato con i fondi del’otto per mille da destinare proprio ad un ulteriore miglioramento sismico dell’asilo Adriani. Inoltre, la nuova amministrazione ha inteso destinare 23mila euro alla sostituzione degli infissi dell’asilo, compartecipando al finanziamento a fondo perduto di 50mila euro del Pnrr, che altrimenti sarebbe svanito. Non basta “sollevare la questione” in campagna elettorale, come scrive l’ex sindaca, (e nei cinque anni precedenti cos’ha fatto?) occorre anche reperire i fondi per risolvere le questioni che interessano i cittadini. E questo è ciò che l’amministrazione Luchetti sta facendo, a differenza di chi, invece, fino a pochi mesi fa il denaro pubblico lo gestiva troppo allegramente». 

 

«Indice di vulnerabilità sismica troppo basso per la scuola: non basta sostituire gli infissi»


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