Negata la sospensione della pena,
la Cassazione dà ragione a Silvano Ascani
PORTO RECANATI - L'imprenditore della movida era finito a processo per una vicenda legata al Green Leaves, il tribunale aveva revocato il beneficio per due volte. La Suprema corte ha accolto entrambi i ricorsi della difesa

Silvano Ascani
La Cassazione ha annullato di nuovo e per la seconda volta consecutiva l’ordinanza che era stata emessa dal Tribunale di Roma e che aveva disposto nei confronti di Silvano Ascani, notissimo imprenditore del mondo della notte e della movida di Porto Recanati (e da anni trapiantato a Civitanova), la revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena.
La vicenda riguarda un processo celebrato a Roma in cui Ascani era imputato per una vicenda legata al Green Leaves, storica discoteca di Porto Recanati. Al termine del procedimento i giudici avevano riconosciuto in favore di Ascani, il beneficio della sospensione condizionale della pena.

L’avvocato Gabriele Cofanelli
In sede esecutiva però il Tribunale di Roma aveva revocato il beneficio, sul presupposto che l’imprenditore non avesse correttamente adempiuto all’obbligo di risarcimento imposto come condizione per la sospensione della pena.
La difesa, sostenuta dagli avvocati Gabriele e Massimiliano Cofanelli, aveva però sostenuto l’illegittimità del provvedimento, in assenza di uno specifico termine entro cui l’imputato avrebbe dovuto adempiere all’obbligo e la Cassazione aveva già annullato senza rinvio l’ordinanza, accogliendo le ragioni della difesa.
Il Tribunale di Roma aveva però revocato per la seconda volta la sospensione condizionale della pena, sulla base delle stesse ragioni.

L’avvocato Massimiliano Cofanelli
La difesa ha, quindi, promosso un secondo ricorso, ritenendo illogico ed erroneo il secondo provvedimento. Anche questa volta il ricorso è stato accolto dalla prima Sezione Penale della Cassazione, la quale ha definitivamente riconosciuto come la mancata fissazione di un termine per l’adempimento impedisce la revoca della sospensione condizionale.
I legali di Ascani, Gabriele Cofanelli e Massimiliano Cofanelli, quest’ultimo quale estensore materiale del ricorso, esprimono «estrema soddisfazione per il risultato processuale raggiunto, aderente ai più innovativi principi espressi dalla Cassazione, che ha quindi riconosciuto le ragioni dell’imprenditore».
(redazione CM)
In pratica lo ha salvato un errore.